Emergenza neonati in crisi di astinenza

maicolengel butac 8 Nov 2019
article-post

Su alcune testate la settimana scorsa è apparso un articolo su cui ritengo sia il caso fare un po’ di chiarezza.

Titolava La Repubblica:

I medici: Emergenza neonati in crisi di astinenza

Nell’articolo la questione viene raccontata prima usando le parole del giornalista che ha scritto il pezzo e poi quelle di un medico. Vedete, c’è un problema: i due testi dicono cose diverse. Mentre nel titolo si parla di emergenza e nelle prime righe dell’articolo si allarma il lettore facendo credere che quella in corso sia una cosa nuova, un’emergenza di cui evidentemente non si sapeva nulla prima.

Quattro bambini che piangono e si agitano. Tutti ricoverati nello stesso reparto, la terapia intensiva neonatale del policlinico Casilino di Roma, per lo stesso identico motivo. Sono positivi alla cocaina. In questi giorni nella più grande sala parto della capitale si può osservare una delle conseguenze drammatiche della grande diffusione della droga: l’abuso di sostanze spesso non si ferma nemmeno in gravidanza.

Basta leggere tutto per accorgersi che in realtà il medico intervistato non parla affatto di emergenza, e spiega le cose nella maniera corretta:

Ci capiteranno una ventina di casi ogni anno di bambini positivi alle sostanze stupefacenti, con picchi di ricoveri come in questo momento», spiega. Nelle maternità dei grandi ospedali italiani, come Careggi a Firenze, capitano almeno una decina di casi l’anno. «Di solito — spiega Paolillo — capita che qualcosa non ci quadri nella mamma o nel padre. Se abbiamo sospetti chiediamo un esame delle urine. Si trovano cocaina, metadone oppiacei. Così si avvia un percorso che può portare a una segnalazione al tribunale dei minori che fa partire l’iter per nominare un tutore».

Avete letto con attenzione? Il medico parla di qualcosa che capita ogni anno, in tutta Italia, non c’è un’emergenza, si tratta sicuramente di qualcosa importante da mettere in evidenza, ma non con quei toni. Sia chiaro, non voglio minimamente sminuire il fenomeno, è importante mettere in evidenza questa storia. Ma al tempo stesso è sbagliato dare a intendere tra le righe che sia una novità. Non ho dati statistici sulla materia negli ultimi 40 anni, ma dalle dichiarazioni riportate dai giornali appare chiaro come siamo di fronte a qualcosa di noto ai medici, e non da ieri. Usare quel titolone a mio avviso non è fare giornalismo, ma sensazionalismo, contribuendo all’inquinamento dell’informazione. Questo è sbagliato, specie in un periodo storico come quello che stiamo vivendo. L’information disorder si combatte anche evitando questi facili sensazionalismi, educando i lettori a capire la notizia al meglio.

Ma sono tutte cose che voi che leggete BUTAC abitualmente sapete già.
Maicolengel at butac punto it

Mentre stavo scrivendo il precedente articolo dedicato alle narrazioni di guerra, stava diventando virale su alcune bacheche un’immagine, quella che vedete qui sotto. Nello screenshot si vedono due titoli del New York Times a confronto. Nel primo si legge: Iran says dozens are killed in strike on school. Nel secondo: 9 killed in Israeli city […]

maicolengel butac | 03 mar 2026

In tanti ci avete chiesto una verifica sulla notizia della scuola bombardata a Minab, verifica che, banalmente, non possiamo fare. BUTAC, come sanno molti di voi, è un blog, scritto principalmente da me, che vivo a Bologna, con qualche collaboratore esterno. Non abbiamo reporter sul campo, non abbiamo accesso diretto alle fonti locali, non possiamo toccare […]

maicolengel butac | 03 mar 2026

Oggi cerchiamo di prevenire che un video, senza alcuna conferma, diventi virale anche da noi. Il video di cui parlo è stato inizialmente condiviso dal profilo di una donna persiana che vive negli States. Anche se sul suo profilo ora risulta rimosso, il video è questo: [meride embed=”27248″] Viene condiviso da svariati profili in rete, […]

maicolengel butac | 02 mar 2026

Quanto segue non è un fact-checking. Non può esserlo, visto che di quanto parliamo esiste una sola fonte, che non porta prove di quanto dice. Ma riteniamo sia comunque importante parlarne per analizzare come si stia cercando di polarizzare uno specifico pubblico. Sulle pagine social dell’Ambasciata della Federazione russa in Italia il 24 febbraio 2026 […]

maicolengel butac | 26 feb 2026