Enigmalith, OOPArt e spirito critico

maicolengel butac 30 Set 2020
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Non ne posso più di Covid, QAnon, politica italiana e altre amenità del genere. Ho bisogno di una pausa. Uno di voi per fortuna mi ha dato la possibilità di farla segnalandomi un articolo di qualche anno fa che però non risulta trattato da nessuno.

Non potrò fare una sbufalata classica, capirete tra poco perché, ma spero che quanto segue possa aiutarvi a affinare lo spirito critico che risiede in voi.

Partiamo dall’articolo che mi avete segnalato, s’intitola:

Il “Enigmalith”: una roccia con una presa elettrica di 100 mila anni fa

Il testo dell’articolo ci racconta le nozioni di base su questa fantomatica roccia di cui vi mostro un’immagine:

La vedo e penso, chissà chi si è divertito a fare questa strana cosa. Non mi passa per l’anticamera del cervello che possa trattarsi della prova che 100mila anni fa qualcuno avesse messo le prese nelle rocce e questa sia la prova di una civiltà terrestre precedente quella che conosciamo.

Non è il primo caso di “Out of place artifact” (da cui OOPart) ma come in quasi tutte le altre occasioni in cui ci si è trovati di fronte a oggetti simili basta un po’ di spirito critico per farci capire meglio le cose.

Precedenti illustri

Cerco online e non trovo altri siti che abbiano debunkato questa roccia in particolare. Anche se sul sito dello Smithsonian c’è un breve articolo che riguarda un caso molto simile di qualche anno prima. Un’altra “roccia” con quella che sembrava una presa elettrica. Roccia che, a differenza di questa, è stata data ai tecnici del museo per essere esaminata da esperti, che hanno certificato la pietra per quello che era. Un accumulo di detriti che aveva inglobato una presa elettrica. È bastato fare qualche piccolo esame sull’oggetto per poter dimostrare che non era quanto si pensava.

Mai darlo a veri studiosi

Della roccia fotografata qui sopra invece non si sa nulla, perché il suo proprietario e scopritore, John J. Williams, ben se ne guarda dal darla a veri ricercatori e studiosi. No è lui stesso che ci dice che è vecchia di 100mila anni e che vale almeno 500mila dollari. Dollari che lui vorrebbe ricavare dalla sua vendita. Il compratore potrà analizzare la pietra, senza praticamente toccarla, senza poterne grattare la superfice, senza poterla analizzare veramente, il tutto sotto la supervisione di Williams stesso. Lo potrà fare, se vorrà, una volta completata la transazione monetaria.

Cosa vi avevo detto, non posso debunkare la pietra con la presa elettrica, non ho 500mila dollari da spendere. Ma lo spirito critico mi dice una sola cosa. Se la pietra fosse veramente quello che Williams sostiene varrebbe mille volte tanto.

Farla esaminare potrebbe rendere il suo proprietario immensamente più ricco di quanto non stia cercando (senza successo da anni) di diventare. Quello che vedete nelle foto è un oggetto, fatto dallo stesso Williams o formatosi come nel caso analizzato dallo Smithsonian, di nessun valore. Utile per scriverci qualche sciocchezza, utile per trasmissioni TV incentrate sulla fuffa, come ne abbiamo viste tante negli anni. Ma se il vostro spirito critico si è affinato a sufficienza, non avete bisogno di me a spiegarvi come stiano le cose.

Più SuperQuark per tutti e meno Enigmalith!

Ah, dimenticavo, sapete come avevano chiamato la pietra analizzata dallo Smithsonian?

The Coso Artifact…
Mai nome fu più azzeccato!
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