I film di Ken Loach su YouTube

E un post che circola da più di dieci anni

maicolengel butac 20 Giu 2022
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Da qualche giorno, su sempre più bacheche sta diventando virale questo post:

Contro il sistema: Ken Loach mette i suoi film gratis su Youtube
Una mossa per prendere in contropiede il mondo della pirateria e quello dell’elitismo culturale.
qui la filmografia:
Poor Cow (1967)
Kes (1969)
Family Life (1971)
Black Jack (1979)
The Gamekeeper (1980)
Uno sguardo, un sorriso (Looks and Smiles) (1981)
Fatherland (1986)
L’agenda nascosta (Hidden Agenda) (1990)
Riff-Raff – Meglio perderli che trovarli (Riff-Raff) (1991)
Piovono pietre (Raining Stones) (1993)
Ladybird Ladybird (1994)
Terra e libertà (Land and Freedom) (1995)
La canzone di Carla (Carla’s Song) (1996)
My Name Is Joe (1998)
Bread and Roses (2000)
Paul, Mick e gli altri (The Navigators) (2001)
Sweet Sixteen (2002)
Un bacio appassionato (Ae Fond Kiss…) (2004)
Il vento che accarezza l’erba (The Wind That Shakes The Barley) (2006)
In questo mondo libero… (It’s a Free World…) (2007)
Il mio amico Eric (Looking for Eric) (2009)
L’altra verità (Route Irish) (2010)
La parte degli angeli (The Angels’ Share) (2012)
Jimmy’s Hall – Una storia d’amore e libertà (Jimmy’s Hall) (2014)
Io, Daniel Blake (I, Daniel Blake) (2016)
Sorry We Missed You (2019)
Chiunque si sia messo a cercare questi film su YouTube resta deluso, non li trova, e la ragione è semplice: il post è un acchiappalike condiviso da pagine che non fanno alcuna verifica di quanto pubblicano sui social.
Il post circola da anni, o meglio, il post circola dal 2010, con aggiunte varie. Non ho idea se nel 2010 fosse in qualche modo reale ma, come spiegavano gli articoletti pubblicati all’epoca, i film disponibili su YouTube erano solo alcuni della filmografia di Loach, principalmente quelli girati a inizio carriera. In particolare Kes, Cathy come home, Poor Cow, Riff-Raff e Hidden Agenda.
Quei film erano stati caricati sul profilo ufficiale di Ken Loach nel 2010, ma siamo nel 2022, e le cose sono evidentemente cambiate. Continuare a condividere il post senza prima averlo verificato purtroppo fa sì che ci sia pieno di soggetti che da due giorni cercano sul profilo di Ken Loach questi titoli, senza successo.

L’unico che pare tutt’ora disponibile gratuitamente su YouTube è Cathy come home.

Ma non sul profilo di Ken Loach, bensì su quello di un normale utente, e non è chiaro per quanto tempo ancora sarà disponibile. Cercando in rete ho trovato un brevissimo comunicato stampa del 2016, maggio 2016, dove veniva detto che tutti film di Loach in quel momento erano disponibili su YouTube, ma veniva anche sottolineato che:

All of the director’s films are up on Youtube for you to purchase or rent. Youtube has been a destination for short films, tutorials, and cat videos, but recently wants to challenge other platforms like Netflix and Amazon in the feature film market.

Il dubbio che la notizia partisse da un comunicato come questo è forte, ma quello che a noi interessa è chiarire che oggi quei film non sono disponibili gratuitamente e che le varie pagine social e siti che sostengono diversamente stanno raccontando una bugia. Peccato vedere così tanti (anche tra i miei contatti) cascarci senza fare verifiche.

In Italia in queste ore a diffondere la notizia falsa è il Centro Cultural Tina Modotti, con un post acchiappalike che al momento ha raggiunto oltre 18mila Mi piace e quasi 11mila condivisioni. Questo comunque, per gli scettici che volessero verificare, è il canale ufficiale di Ken Loach su YouTube.

La pagina in questione è di quelle che fanno un numero di post elevato, in 24 ore 28 post, eppure nessuno ha raggiunto la viralità di quello su Ken Loach, questo modo di raggranellare like e condivisioni se mi è permesso è da boomer scarsamente interessati ai fatti ma affamati di follower, che a me fanno tanta pena. E sia chiaro, la pagina condivide anche bellissime fotografie, ma a fare big number a furia di un post all’ora senza verificarli sono buoni tutti. Noi su BUTAC potremmo quadruplicare il nostro bacino d’utenza se ci mettessimo a lavorare così sui social. Non lo facciamo perché riteniamo sia sbagliato, ma purtroppo non cambia molto, se non che evitiamo di riempire ulteriormente il web di fuffa (che però è già presente e lì rimane). Se non ci impegniamo tutti in prima persona un profilo o due non possono cambiare le cose.

Non credo di poter aggiungere altro.

maicolengel at butac punto it

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