VATICANOINFORMA-ORMONI

Da domenica scorsa sta circolando quest’articolo a firma Gabriel Ariza, esiste in due versioni, una italiana e una spagnola, tutte uscite il 20 marzo 2016. Partiamo dalla testata italo/spagnola INFOVATICANA (.com) non collegata in alcuna maniera al Vaticano, approdiamo su la Bussola Quotidiana in italiano e subito a seguire su ImolaOggi.

La carellata di siti da cui siamo partiti dovrebbe farci capire subito che ci troviamo dinnanzi ad una notizia da prendere con le molle:

Una deputata giovedì ha esultato: “Da oggi ci saranno bambini con vagina e bambine con il pene”. Il riferimento è a una legge approvata dall’assemblea autonoma di Madrid, l’organo legislativo della capitale spagnola. Sotto l’eufemismo di “Legge di identità ed espressione di genere e uguaglianza sociale e di non discriminazione” si nasconde un testo totalitario che mette sotto i piedi la natura dell’essere umano e predispone un ostacolo insuperabile per la libertà dei genitori e la sicurezza giuridica.

L’articolo prosegue nel raccontare quanto questa legge sia sbagliata volta a minare l’identità sessuale dei giovani spagnoli e così via. Un copione che già conosciamo, perché la legge approvata in Spagna non differisce di molto da una proposta identica che avevamo già trattato. Nel 2013. Uguale uguale.

La spiegavamo così:

Nessuno parla di operare bambini e si sta comunque parlando di un numero di eventuali casi ridicolo, pochi, pochissimi, anche perché per arrivare ad una diagnosi così grossa prima si passa per moltissimi altri passaggi. Inoltre nessuno parla d’interventi chirurgici per cambiare sesso, ma solo di terapie ormonali (da cui si può sempre tornare indietro) che potrebbero in qualche raro caso aiutare sia fisicamente che psicologicamente questi bambini.

La proposta arriva perché si sono avuti casi di disforia di genere molto precoci e su cui non intervenendo si è stati costretti a difficili e costosi interventi chirurgici più tardi nella vita. Io non sarei d’accordo nel praticare un intervento chirurgico ad un bambino che poco può capire e sapere del sesso e delle problematiche a cui potrà andare incontro nella vita, ma se una terapia ormonale (che già si pratica su bambini e ragazzi che hanno uno sviluppo adolescenziale troppo precoce o veloce) potesse risolvere alcune problematiche non ci vedo nulla di male.

E invece l’articolo di Gabriel Ariza fa leva su una frase che nessuno riporta eccetto lui stesso:

Da oggi ci saranno bambini con vagina e bambine con il pene

Che dà a intendere che ci saranno bambini trans. Nulla di più errato. Ci saranno rarissimi casi in cui la pubertà verrà ritardata in attesa di capire come si sente il bambino stesso, fino ad arrivare alla maggiore età quando potrà scegliere cosa fare di se stesso.

Sia chiaro che l’articolo spiega chiaramente tutto questo, almeno dalla metà in poi, ma lasciando il dubbio in tanti che in realtà si stia appunto cercando di creare il bambino trans. La maggioranza dei lettori, oltretutto, sappiamo che si fermerà al titolo o poco più.

Signori, è il caso che vi svegliate, siamo nel 2016, esistono i transessuali, come è noto vi siano tracce della loro esistenza nei secoli. È una condizione nota alla medicina, è stata studiata e riscontrata. La disforia di genere è un dato di fatto, non un’invenzione del mondo moderno. Capisco che ad alcuni possa dar fastidio l’idea che qualcuno non si riconosca nel corpo che gli è arrivato col pacchetto Vita. Ma come accettiamo, i pregi, i difetti, le caratteristiche che ci distinguono l’uno dall’altro, dovremmo anche essere abbastanza razionali da capire che è possibile anche questo, le statistiche sono abbastanza chiare, si parla (teoricamente) di una percentuale tra lo 0,005% e lo 0,014% dei maschi e tra lo 0,02% e lo 0,003% delle donne che soffre di disforia del genere. Molti di questi pochi purtroppo non sono in grado di esternarlo e venire di fatto aiutati. Vuoi per paura, vuoi per vergogna, vuoi per razionalizzazione del fatto che tanto nel suo paese non esistono leggi che possano aiutarlo.

Ecco, la legge approvata in Spagna permetterà a quell’esiguo numero di soggetti di cercare (e trovare) aiuto, di non doversi più sentire costretti in un ghetto.

Lo so che la società vede quei soggetti come diversi, anche io probabilmente la vedo così, anche a me fa strano l’idea. Ma sono un razionale, sono un adulto che vorrebbe essere capace di non discriminare se la società mi avesse insegnato meglio a farlo.

maicolengel at butac.it

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