Il generatore da social
Una notizia che circola solo per generare traffico su pagine social che verranno poi vendute

C’è una notizia che appare praticamente solo sui social network, replicata all’infinito grazie all’intelligenza artificiale. Noi ce ne siamo accorti grazie a una segnalazione decisamente ben fatta:
Salve,
come da invito sulla vostra pagina facebook vi segnalo questa notizia farlocca.
Il fenomeno fisico richiamato esiste, ma si tratta ovviamente di un processo che genera debolissime correnti elettriche: per ottenere la potenza sufficiente ad alimentare uno smartphone occorrerebbe un kilometro quadrato di membrana! In laboratorio ne hanno prodotta al massimo un centimetro quadrato. Lo scatolino raffigurato è sicuramente fasullo e molto probabilmente contiene solo una piletta e un led. Ma qualcuno ci potrebbe cascare!
Allegata c’era l’immagine che avete visto in apertura d’articolo, abbinata a un titolone sensazionalista:
JAPAN DEVELOPS MATCHBOX GENERATOR THAT DRAWS POWER FROM HUMIDITY NONSTOP WITHOUT SUN WIND OR WATER SOURCES ANYWHERE
Ma basta cercare la stessa frase sui social per scoprire che è pieno di pagine che stanno pubblicando la notizia, tutte con immagini diverse:
E ne circolano ancora di più se cerchiamo in giro con attenzione. Siamo di fronte a una di quelle “notizie” con immagini generate da IA che ho paura servano da apripista alle solite truffe. Cerco di spigarmi meglio. La tecnologia a cui si fa riferimento, come spiegato anche dal nostro lettore, esiste veramente: parliamo di hygroelectricity o moisture-induced electricity, membrane sottilissime che generano microcorrenti quando l’umidità passa attraverso nanocanali. Si tratta di una tecnologia che attualmente sarà anche bella ma completamente inutile se vuoi alimentare anche solo un orologio digitale, figuriamoci un telefono o una macchina.
La frase iniziale è sempre la stessa, perché tutti quelli che la condividono stanno copiando dallo stesso prompt. Si tratta di un giochino sfruttato dai soliti gruppi che fanno copia e incolla per accrescere la portata di pagine social create da poco, e poi rivenderle appena cresciute.
Non si trova traccia della notizia su testate giapponesi o su testate scientifiche, non c’è nessuna novità al momento in quel campo. Ma tanto il vero obiettivo di chi la diffonde non è informare, bensì monetizzare. E noi fruitori di piattaforme social ci caschiamo.
Sia chiaro, da bolognese – città con alti tassi d’umidità – sarei ben felice che un prodotto del genere funzionasse e venisse commercializzato. Ma la realtà di solito non viene incontro ai nostri desideri.
maicolengel at butac punto it
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