Un aumento del 4900% inventato di sana pianta

Una cifra inventata per creare allarmismo sta creando allarmismo in giro per la rete. Cerchiamo di fare chiarezza

maicolengel butac 22 Gen 2025
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Ci avete segnalato un articolo pubblicato da una testata di lingua inglese nota nel panorama della disinformazione, Slay News. Articolo che sta già venendo diffuso sul web in lingua italiana da astuti disinformatori seriali.

Titolo del pezzo di Slay News:

Japan Sounds Alarm as Heart Failure Surges 4900% Among Covid-Vaxxed

Con questa premessa sul fatto che Slay News sia nota come testata di disinformazione alcuni si domanderanno come mai trattiamo il loro articolo invece che inserirli in Black list, e la risposta è semplice: lo studio a cui si fa riferimento esiste realmente, ma non dice quanto sostenuto da Slay News, pertanto abbiamo ritenuto opportuno un fact-checking, veloce e leggero, per fare un po’ di chiarezza.

L’articolo e lo studio originale

L’articolo afferma che in Giappone ci sarebbe stato un aumento del 4900% dei casi di insufficienza cardiaca tra i vaccinati contro COVID-19. Questa cifra viene attribuita a uno studio che riprende i dati ricavati dal database giapponese sugli eventi avversi (Japanese Adverse Drug Event Report database, JADER). Database in cui sono stati registrati i casi di miocardite e pericardite associati ai vaccini mRNA (Pfizer e Moderna). Quello che però SlayNews non chiarisce è che lo studio non riporta nulla riguardo a un aumento del 4900% dell’insufficienza cardiaca.

Analizzando i dati dello studio originale, emergono i seguenti punti chiave (ricavati con l’aiuto di ChatGPT):

  1. Eventi segnalati: lo studio ha analizzato circa 880.999 segnalazioni tra il 2004 e il 2023. Tra queste, 1846 riguardavano la miocardite e 761 la pericardite.
  2. Associazione con i vaccini mRNA: dei casi segnalati, 919 di miocardite e 321 di pericardite sono stati associati ai vaccini mRNA contro il Covid-19 (Pfizer e Moderna).
  3. Fattori di rischio principali: gli eventi si sono concentrati in maschi sotto i 30 anni, e la maggior parte dei sintomi è insorta entro 8 giorni dalla vaccinazione, informazioni corrispondenti a quelle già in possesso delle autorità sanitarie mondiali.
  4. Esiti: la maggior parte dei casi si è risolta senza gravi conseguenze. Solo un piccolo numero ha portato a esiti gravi; anche questi dati in linea con quanto già osservato in precedenza.

Quindi, lo studio conferma un rischio leggermente aumentato di miocardite e pericardite nei giovani uomini dopo la vaccinazione, ma non riporta nulla di catastrofico o fuori scala. Numeri gonfiati come 4900% non trovano alcun riscontro.

Va anche aggiunto un “dettaglio”: il database giapponese, esattamente come il VAERS, si basa sulle segnalazioni spontanee dei singoli soggetti, che non sono necessariamente collegate causalmente ai vaccini. Il numero di segnalazioni può essere influenzato da molti fattori, tra cui la maggiore attenzione mediatica o il timore del pubblico.

Concludendo

Lo studio giapponese non supporta un alcun modo le affermazioni di Slay News. Il rischio di miocardite e pericardite nei vaccinati esiste, anche qui su BUTAC lo spieghiamo da quando i dati l’hanno evidenziato, ma si tratta di rischi rarissimi e il più delle volte che si risolvono senza ulteriori consgeuenze. L’aumento di miocardite e pericardite in seguito al COVID, anche in forma lieve, è un problema ben più grande. Queste cose andrebbero spiegate chiaramente, e non manipolate come fa Slay News, perché chi legge questi siti mai si fiderà delle nostre analisi, tanto è convinto che siamo plagiati e pagati da chissà chi.

maicolengel at butac punto it

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