Grooming gang in UK e precisazioni

A partire da una segnalazione, qualche verifica su una drammatica notizia di cronaca

maicolengel butac 10 Lug 2025
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A volte riceviamo segnalazioni che meritano una risposta anche se non sono realmente materiale per BUTAC. È il caso di quella che ci ha inviato Francesco, che il 5 luglio 2025 ci ha scritto:

Gentile redazione di BUTAC, vi segnalo che LA REPUBBLICA, parlando del caso delle pakistani grooming gangs, dopo che il primo ministro Keir Starmer ha finalmente deciso di avviare un’ inchiesta nazionale, sostiene che le vittime di quegli orribili crimini siano state solo 1.400.

Quando – dati del governo britannico alla mano – tutti sanno che sono state più che 20.000.
Solo nel caso di Rotherham, il primo a venire a galla, una decina di anni fa, le vittime sono state 1.400.
Ma … Telford, Rochdale, Huddersfield, Oxford, eccetera…
Evidentemente La Repubblica se le è dimenticate , o le ha volutamente ignorate, quelle povere bambine/ ragazzine.
Qui c’è il link all’ articolo del giornale degli Elkann.
Francesco però ha evidentemente letto l’articolo de La Repubblica con troppa fretta, perché nel testo viene per l’appunto riportato che:

Tra il 1997 e il 2013 solo nella cittadina di Rotherham, nel South Yorkshire, almeno 1.400 bambine furono vittime di gang organizzate di uomini pachistani, secondo una commissione indipendente d’inchiesta.

Quindi le 1400 vittime a cui si fa riferimento sono specificatamente quelle identificate in quel dato periodo di tempo in quel luogo, come detto anche da Francesco e come riportato dalla stampa già nel 2014. Lui ci fa presente che ci sono state altre vittime nel corso del tempo e in altri luoghi, e ha ragione, ma al tempo stesso non si può accusare Repubblica di disinformazione: loro le cose le hanno spiegate esattamente come fa Francesco nella sua segnalazione, restringendo le vittime a quelle solo dell’area di Rotherdam.

I numeri – il nostro “lettore” non ha torto – andrebbero però raccontati tutti, per bene, perché il problema del Regno Unito non è piccola cosa, e come ci viene segnalato i numeri sono maggiori di quanto raccontato. Repubblica in questo caso non sbaglia il dato, ma omette di raccontare gli altri. Come dicevo a inizio articolo non sta a noi fare informazione, noi ci limitiamo solitamente a verificare quanto pubblicato dai giornali. Ma, giusto per completezza, vi rimandiamo alla pagina Wikipedia sulle grooming gangs, e alle singole pagine dedicate a quanto è successo nelle altre cittadine.

Non abbiamo fatto le somme, non è nostro compito farlo, ma riteniamo utile e importante riportare la gravità di questi episodi. Episodi che negli anni sono stati trattati in maniera non consona alla loro gravità per un motivo decisamente preoccupante: per timore di apparire razzisti – visto che nella maggioranza dei casi sopracitati i colpevoli non erano di origine britannica.

Risulta infatti che ben due terzi dei fascicoli relativi ai casi non riportassero informazioni sull’etnia dei colpevoli. Tutto questo ha causato una sottorappresentazione dell’etnia principale tra i sospettati (pakistana) in nome del politically correct, e questo è profondamente sbagliato.

Vi rimandiamo al documento ufficiale pubblicato sulle pagine del governo britannico sulla materia per permettervi di approfondire quanto necessario.

redazione at butac punto it

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