Negli ultimi giorni ho visto spesso la notizia di due pazienti curati dall’HIV con un trapianto di cellule staminali…la notizia è bellissima, avessimo DAVVERO trovato la cura come dicono tutti i siti che la riportano sarebbe davvero un grande passo per la medicina! Peccato che quando si vada a leggere i documenti, quelli veri, ci si accorga di come la notizia sia un po’ troppo sensazionalistica!

Si è vero che ci sono due (più un terzo qualche tempo prima) pazienti che sembra non siano più infetti dall’HIV dopo un trapianto di staminali…ma, si un grande MA perché i medici che hanno in cura i suddetti sono molto cauti a riguardo. Perché? Perché nel paziente alfa Timothy Ray Brown curato col trapianto già nel 2007 e con una seconda operazione nel 2008,  nel 2012 presentava minuscole tracce di HIV e poi, ragione più importante, perché non è una cura per tutti: su 12 pazienti che si era provato a testare solo uno ha trovato donatori di cellule staminali compatibili col proprio corpo. Non siamo medici quindi non cercherò di dare spiegazioni più complesse di quel che posso, ma trovo illuminanate leggersi l’articolo del 2012 dell’Huffington Post dove il medico dà conclusioni molto chiare a riguardo:

“This is a very unusual situation that has little practical application for a simple reason. This donor not only had to be a good compatible match, but the donor had to have a genetic defect of cells that do not express the receptor that the HIV virus needs to enter the cell.”

Ovvero detta in parole povere, non è UNA CURA che abbia molte applicazioni pratiche visto che il donatore non deve essere compatibile con il ricevente ma deve anche avere un difetto genetico nelle proprie cellule che non esprima (sulla membrana cellulare, ndTS) il recettore che il virus dell’HIV usa per entrare nella cellula!

I quotidiani che titolano come se si fosse trovata la cura per l’AIDS a mio avviso andrebbero multati severamente, e i blog che sostengono la stessa cosa e accusano le multinazionali della medicina di tenere la scoperta nascosta andrebbero chiusi (e i loro admin bannati dalla rete)!

Qui l’articolo dell’Huffington Post americano
E qui la cronaca di San Francisco dove si evidenzia come questo approccio sia di difficile applicazione su tanti pazienti.

maicolengel at butac punto it