Ennesimo audio Whatsapp, il messaggio risale a domenica 8 marzo da quanto dice la voce femminile. Non ho alterato il messaggio come in casi precedenti perché il soggetto a mio avviso deve essere identificato:

Facciamo un po’ di chiarezza

La situazione di contagi e morti è monitorata non solo a livello nazionale, ma mondiale, perché solo così si può sperare di avere dati e previsioni certi per capire come gestire l’emergenza in corso. Dare a intendere che non sia così è disinformare. Mentire sul numero dei morti e dei contagiati non ha senso, non siamo in Cina, fino a due sere fa tutti viaggiavano avanti e indietro, pensateci. Oltretutto esistono calcoli ben precisi che prevedono l’aumento esponenziale dei casi in Italia. Calcoli che finora non sono stati smentiti dai dati raccolti.

Le misure di sicurezza

Le scuole non riaprono per evitare di diffondere ulteriormente il contagio, non perché sia vera questa storia dei morti occultati. La ragione per cui dobbiamo stare a casa è per evitare ulteriore diffusione del contagio col rischio (già altamente probabile) di saturare tutti i letti in terapia intensiva. La situazione in altri Paesi europei è simile, ma hanno un numero lievemente superiore di posti disponibili (comunque non sufficiente, se il contagio non verrà rallentato nella maniera corretta). Non è la peste, ma il virus è altamente contagioso e con maggiori casi di ricovero in terapia intensiva rispetto a una normale influenza. Averlo ben chiaro significa capire perché dovete evitare spostamenti non strettamente necessari e seguire semplici regole di buon senso. Senza dovervi allarmare con visioni splatter da corsia d’emergenza. Ma sicuramente tenendo a mente i rischi.

Per farvi un esempio

Più gente va a sciare più è probabile che qualcuno si faccia male. Se succedesse oggi che qualcuno, cadendo sulle piste, avesse bisogno di letti da terapia intensiva, forse farebbe fatica a trovare subito posto.

Sarebbe più giusto salvare lo sciatore che in barba ai suggerimenti è andato in vacanza in montagna o chi è finito in terapia intensiva a causa di COVID-19? Nessuno dovrebbe essere costretto a fare una scelta di questo tipo. Ma le risorse non sono infinite, fare finta che lo siano è da irresponsabili.

Concludendo

Mi auguro che chi di dovere intervenga il prima possibile e si arrivi a un’identificazione del colpevole. Non condividete, non fatevi condizionare. Sia chiaro: meglio spaventati piuttosto che incoscienti. Ma diffondere informazione in questo modo non deve essere qualcosa che viene considerato accettabile, il segnale da parte delle istituzioni deve essere forte e deciso.

È probabile che tra qualcuno tra i vostri contatti riconosca una voce, sappia chi è la persona che parla nell’audio messaggio. Io davvero mi domando cosa gli passa alla gente quando si pensa di allarmare così.

Non vanno mai condivisi i messaggi anonimi, o comunque non verificati da fonte indipendente. Il rischio, specie in un momento come questo, è scatenare il panico soprattutto tra chi è più suggestionabile. Che sono poi coloro che andrebbero più difesi da questo proliferare di messaggi allarmanti. Pensateci prima di premere il pulsante condividi.

Ragionate con la vostra testa non con quella del cognato di una sconosciuta…

maicolengel at butac punto it

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