I vaccini e le tangenti

Qualche considerazione sulla vicenza Poggiolini e De Lorenzo

maicolengel butac 19 Nov 2021
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ARTICOLO AGGIORNATO CON QUALCHE SPECIFICA

Capita che nei commenti ad alcuni articoli che trattano le vaccinazioni arrivino utenti che ritirano fuori una vecchia storia tutta italiana. Una vecchia storia che viene sfruttata da chi non ama le vaccinazioni per dare a intendere che i vaccini non sarebbero sempre controllati con attenzione, se basta una tangente per farli approvare.

Senza stare a cercare un commento specifico su BUTAC vi riporto uno dei tanti post che vengono fatti circolare nelle comunità “boh vax”, questo l’ho trovato sulla pagina di un nostro detrattore:

Beh l Italia repubblica delle banane. nel 1991 De Lorenzo e Poggiolini riuscirono a rendere obbligatorio il vaccino per epatite B intascando 600.000.000 di lire dalla Glaxo-SmithKline e sono stati per questo definitivamente condannati. Ma quel vaccino resta li negli obblighi….è come se vado a fare una rapina mi beccano….non mi arrestano e mi restituiscono pure i soldi rubati…di sta storia nessuno ne parla….e poi dopo sta storia molti dubbi mi vengono sui vaccini… è lecito pensare ciò?

Si tratta di un post datato, ma non è importante, visto che oggi qui vogliamo solo tentare di fare un po’ di chiarezza su una vicenda decisamente vecchia, che vediamo tirare fuori fin troppo spesso, a volte da gente che all’epoca manco era nata.

I favolosi anni 80

Facciamo un salto al 1988, anno in cui svariati deputati, tra cui Tina Anselmi, fecero una proposta di legge per la vaccinazione obbligatoria neonatale dell’epatite B. La proposta veniva da un dibattito iniziato nel 1981. Quindi nel 1988 si discuteva di rendere obbligatorio un vaccino che comunque, in forma volontaria, veniva già somministrato dal 1981. Vaccino che, a parte rarissimi casi di reazione avversa, in quegli anni aveva già dato prova di essere sicuro e di conferire un’immunità attiva contro l’infezione da epatite B inducendo la produzione di anticorpi specifici. Così sicuro che nel 1988 anche una parlamentare stimata come Tina Anselmi ne chiedeva l’obbligatorietà.

La proposta di legge non passa, mentre nel resto del mondo occidentale sempre più Paesi lo consigliano a tutti in Italia siamo ancora alla somministrazione su base volontaria solo nei casi a rischio.

Gli anni 90 e Tangentopoli

Si arriva al 1991, la proposta di legge ancora non è passata, ma il direttore generale del servizio farmaceutico Duilio Poggiolini, assieme al Ministro della Salute in carica, Francesco De Lorenzo, ricevono una tangente da GlaxoSmithKline. Si tratta di una tangente da 600milioni di lire (circa 560mila euro di oggi con la giusta rivalutazione).

La tangente serve probabilmente anche a spingere dal punto di vista politico l’obbligatorietà al vaccino. Ma ovviamente non è il Ministro da solo che può scegliere su una cosa del genere, al massimo può farsi promotore della questione, come promotori lo erano i tanti firmatari della richiesta del 1988, Anselmi inclusa, senza che avessero ricevuto alcuna tangente.

Sia come sia tutto va a buon fine con la legge 165 del 1991. Il vaccino diventa obbligatorio.

Le condanne

Successivamente Poggiolini e De Lorenzo subiscono processi per quanto commesso, e non la passano liscia, anzi: De Lorenzo nel 2012 riceve una sentenza che lo condanna a una multa di 5 milioni di euro per il danno d’immagine causato allo Stato italiano. Inoltre ha avuto una condanna definitiva per associazione a delinquere finalizzata al finanziamento illecito ai partiti e corruzione in relazione a tangenti per un valore complessivo di circa nove miliardi di lire, solo in parte ottenute da industriali farmaceutici dal 1989 al 1992, durante il suo ministero.

Gli è stato tolto il vitalizio da parlamentare (insieme a lui è revocato ad altri nove ex deputati e otto ex senatori). De Lorenzo dopo una custodia cautelare in carcere – durante le prime fasi dei processi di Tangentopoli ed essersi costituito – dopo la condanna definitiva a 5 anni nel 2001 ha scontato la sua pena con i servizi sociali.

Concludendo

Il vaccino per l’epatite B quindi è in uso almeno dal 1981, sono passati ormai quarant’anni. Continuare a sfruttare un caso di malapolitica che risale a trent’anni fa per mettere dubbi sui vaccini è sciocco. Specie quando quella tangente non è stata pagata per eludere controlli, che c’erano già stati. Continuare a sfruttare questo caso è tipico di chi non ha altre argomentazioni. Spero che il nostro articolo e la lettura delle sue fonti possa servire a ridurre il fenomeno.

maicolengel at butac punto it

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