Mi avete segnalato uno screenshot che dal 9 giugno sembra stia circolando anche sulle reti italiane. L’immagine è questa:

Che per ora ho trovato circolare su Twitter, con questo testo:

Questa foto l’ho pubblicata anche io, due giorni fa un nero, armato CNN lo ha SCOLORITO, sovraesponendo le parti di pelle esposte e lo ha SPACCIATO per un bianco suprematista Ma sti buffoni…quando li andiamo a prendere nelle loro redazioni?

Ma credo stia girando anche su altri canali social. Nella foto si vedono appunto due screenshot di una stessa scena, sovraesposta e non sovraesposta. C’è un uomo con una pistola in mano, nella foto sovraesposta dovrebbe sembrare un bianco, in quella corretta si vede che è di pelle scura, potrebbe essere di origine latino-americana o afro-americana.

Fonti non pervenute

Non c’è un link al fantomatico servizio della CNN di cui si parla. Nulla di nulla, solo un’affermazione non provata in alcuna maniera. Di cercare il servizio sulla CNN non ho avuto bisogno: la notizia di un uomo armato tra la folla delle proteste di Black Lives Matter ha fatto il giro delle testate americane quando è successo, cioè l’8 giugno. Lo stesso scatto, quello corretto, è possibile trovarlo su tante testate, nessuna che parli di suprematista bianco, nessuna che dia a intendere quanto riportato dal profilo Valeria KindQ su Twitter.

Affossare la CNN

L’obbiettivo è abbastanza chiaro: dare a intendere che la CNN abbia spacciato una bufala in modo da renderla poco credibile agli occhi del pubblico. Un sistema che abbiamo visto usare dai sostenitori di Donald Trump più e più volte negli anni. Una delle ragioni principali per cui si è scelto di evitare di parlare di fake news e preferire information disorder. Chi riceve questo messaggio non ha tempo o capacità di andare a cercarsi il servizio della CNN, si fida. Riceve il messaggio da un amico e si fida.

Sarebbe invece molto più interessante far vedere questo servizio della CNN che, prove alla mano, mostra come la Fox abbia invece manipolato l’informazione sulle proteste a Seattle.

Non credo di poter aggiungere altro.

maicolengel at butac punto it

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