Il coaching che non ti allena a niente

...tranne a spendere per dell'aria fritta

maicolengel butac 26 Mar 2026
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Partiamo con una premessa, perché lo so già che questo articolo farà storcere il naso a qualcuno. Chi segue un coach ed è convinto della sua competenza probabilmente si sentirà chiamato in causa, e non è nostra intenzione. Quello che segue è volutamente generalizzato, come spesso siamo costretti a fare per evidenti ragioni legali, ma non è un attacco al coaching in quanto tale. Chi lavora seriamente in questo campo si distingue dai soggetti di cui parleremo, e di solito la differenza si vede fin dal primo contatto. Se il vostro coach è uno di quelli, state tranquilli: oggi non parliamo di lui.


Ci capita spesso di ricevere mail che indicano questo o quest’altro coach online come truffatore; abbiamo quasi sempre evitato di parlarne perché in certi casi è un terreno scivoloso, specie quando appunto si parla di un singolo soggetto. Ma qualche giorno fa abbiamo ricevuto una mail più generica che ci ha dato un valido spunto per un articolo più completo sul tema. Questa la segnalazione che ci è arrivata:

Salve, mi sembra che online ci sia un dilagare di coach che, mentre affermano di riuscire a liberare le persone da trappole e routine alienanti della loro vita quotidiana, secondo me ne approfittano e spillano un sacco di soldi. Ve ne siete mai occupati? Chi sono questi individui che pensano di saper dire agli altri come vivere la loro vita? Che qualifiche hanno? Io sono molto sospettosa: dicono tutti le stesse cose e sembrano una setta!

Chi sono di preciso questi coach?

La prima cosa da chiarire è che il “coaching” in Italia non è regolamentato in alcuna maniera. Chiunque, domattina, può alzarsi e professarsi coach: lo Stato italiano non impone alcun requisito per farlo, nessun esame di abilitazione, nessun titolo di studio, nessun albo a cui iscriversi.

La legge di riferimento è la Legge 4 del 2013, che disciplina tutte le professioni non organizzate in Ordini o Collegi — ve ne sono circa 150, tra cui coach, counselor, naturopati, personal trainer e wedding planner, tanto per fare qualche esempio.

Quindi, per capirci: un coach può essere chiunque. Questo, purtroppo, spiega abbondantemente perché negli ultimi anni ne vediamo spuntare ovunque, e perché alcuni di questi soggetti sembrano avere come unica competenza certificata quella di svuotare il portafoglio a chi si fida di loro.

Una nota curiosa: è possibile ottenere l’iscrizione nell’elenco ministeriale delle associazioni professionali anche per professioni fantasiose, come ad esempio un’ipotetica “Associazione dei Druidi di Odino” impegnata in pratiche magiche, purché la documentazione sia completa. L’iscrizione non certifica nulla di sostanziale. Un po’ come i “dispositivi medici” di cui abbiamo parlato in passato, nome altisonante per qualcosa che non è provato faccia nulla.

Il fuffa-guru

Guarda caso proprio nel Libro dell’Anno 2024 della Treccani è entrato il neologismo fuffa-guru, a cui vengono date queste due definizioni:

  • Chi, sfruttando tecniche da imbonitore, organizza e gestisce a scopo di lucro e in modo truffaldino corsi, video, seminari in rete nei quali si pubblicizzano modi facili di fare soldi.
  • Per estensione, esperto, esperta di una certa disciplina che, senza titoli dichiarati o riconoscibili, diffonde idee e interpretazioni, influenzando le comunità che frequentano la rete.

Il fatto che oggi esista questo neologismo e venga riconosciuto da Treccani ci fa capire come il problema non sia solo folklore della rete, ma sia diffuso in maniera decisamente ampia.

Il meccanismo per cui funziona

Il copione è praticamente sempre lo stesso: video e post con frasi motivazionali a effetto, promessa di svelare i segreti del successo, reindirizzamento a un modulo per fissare un colloquio o per comperare un corso. Raramente chi compra questi prodotti si trova in contatto dal vivo con il coach che l’ha convinto a partecipare, quasi sempre i contatti avvengono coi suoi sottoposti (collaboratori), detti “closer”, che ci illustreranno i vantaggi dei corsi e dei seminari in vendita, convincendoci che seguirli ci garantisce il successo (poco conta in che materia: esiste un fuffa guru per tutti i casi possibili).

Se invece siamo di fronte a un coach dello “stare bene”, i cosiddetti wellness coach, il meccanismo cambia di pochissimo: si parte dalle foto sempre bellissime e patinate, collegate a un linguaggio motivazionale su come sbloccare risultati impressionanti per corpi spesso ormai andati, sempre ovviamente con la promessa di miglioramenti visibili in tempi rapidi. Il tutto per spingerci ad acquistare pacchetti di diete e integratori a cifre che fanno impallidire la mia dietologa.

Chi ci casca?

Le potenziali vittime del fuffa-guru sono quella parte di popolazione spaventata dal mondo che ci circonda, in cerca di speranze di un futuro migliore, per sé stessi e per i propri figli. Ovvero: sono tantissimi. E i fuffa-guru lo sanno benissimo, per cui cambiano sembianze, si evolvono, cavalcano le mode del momento cercando di vendere sogni e speranze sempre diverse e attuali, ma alla fine sempre uguali.

Dal sogno di una vita senza malattie a quello di guadagni sicuri e altissimi. Anche perché proprio in momenti storici come quello attuale, segnati da incertezze e crisi economiche di vario genere, i cervelli di tanti abbassano le difese critiche; non si tratta di una debolezza morale, è fisiologico che succeda. E questo i coach lo sanno benissimo.

Ma sono sette?

Il paragone fatto dalla nostra lettrice nella sua segnalazione riteniamo sia azzeccato, perché anche nel caso di alcuni coach vediamo meccanismi tipici del mondo delle sette, come in precedenza nel mondo antivaccinista. Le dinamiche sono effettivamente simili: linguaggio iniziatico e ripetitivo, promessa di trasformazione, senso di appartenenza a una comunità di “eletti”, dipendenza dall’autorità carismatica del guru. E chi osa contraddire il guru viene isolato, allontanato, deriso dal resto della comunità, esattamente come succede in una setta.

Qualche numero

In Italia, non esistendo un organismo che controlla il mondo del coaching, fare statistiche sui numeri appare difficile. In compenso nel 2024 la BBC fece un’inchiesta sul tema.

Il life coaching è un settore vasto e sfaccettato che può includere coach di carriera, coach finanziari, coach della felicità e coach per l’empowerment personale. Vale miliardi ed è in continua crescita: l’International Coaching Federation stima che il settore valga 4,56 miliardi di dollari (3,64 miliardi di sterline); e tra il 2019 e il 2022, il numero di life coach è aumentato del 54%, rendendolo una delle professioni in più rapida crescita negli Stati Uniti.

A quanto ci risulta, grazie (o per colpa, sarebbe meglio dire) della pandemia quei numeri sono cresciuti ulteriormente. Sia chiaro, quelli citati da BBC sono i numeri del mercato complessivo nel 2024: non significa che sia una truffa del valore di 4,56 miliardi di dollari, ma che in un settore che sposta così tanti denari il numero di squali possa essere alto.

Nel campo dei wellness coach riportava l’anno scorso La Nazione:

I numeri raccolti tra aprile 2024 e aprile 2025 parlano chiaro: 420 persone in Toscana si sono rivolte a Federconsumatori dopo aver avuto esperienze negative. La provincia più colpita è Firenze con 144 casi, seguita da Siena (76), Lucca (67), Prato (43), Arezzo (21), Livorno (19), Massa Carrara (17), Pisa (13), Grosseto (12) e Pistoia (8). A subire le conseguenze di queste pratiche scorrette sono, in particolare, le donne: il 78% delle vittime è di sesso femminile, con un’età compresa soprattutto tra i 35 e i 60 anni. Il 67% ha ammesso di aver conosciuto il fantomatico ‘esperto’ tramite i social.

Il meccanismo è rodato: si scopre un “coach” su Instagram, si viene attratti da foto patinate, linguaggio motivazionale e promesse di risultati rapidi. Poi si acquistano pacchetti completi – anche fino a 197 euro al mese – che includono diete, schede di allenamento, integratori. Ma dietro quelle proposte si nascondono gravi irregolarità: personal trainer non certificati, nutrizionisti non iscritti all’albo dei Biologi, life coach e mental coach che, spesso senza alcuna competenza clinica, si spingono fino a trattare tematiche come i disturbi del comportamento alimentare.

La cosa deprimente

Come qualcuno di voi sa, mi capita di tenere lezioni nei licei; lo faccio volentieri, da anni, e spesso finita la lezione mi sento raccontare come feedback dai professori che i ragazzi, pur avendo trovato interessante quanto esposto, sostengono che loro nelle truffe online non ci cascano. Peccato che i numeri contraddicano quest’idea che i giovani hanno di sé. Riporta Federconsumatori:

…ad essere i più colpiti non sono gli anziani ma i giovani, in particolare nella fascia di età 25-34 anni e 45-54 anni, dove la percentuale di vittime supera l’8%.

Le persone con un titolo di studio universitario risultano essere le più colpite, con un’incidenza più che doppia rispetto alla media. Geograficamente, il Nord Ovest risulta essere l’area più colpita, con un’incidenza del 7,5%.

Nonostante la truffa subita e i relativi danni, quasi la metà delle vittime (49,2%) non ha denunciato l’accaduto e le maggiori cause sono l´impossibilità di recuperare il denaro (38,5%), un danno economico troppo basso (24,6%) e il senso di vergogna (16,9%).

I numeri qui sopra riguardano tutte le truffe online senza distinzione, non solo il coaching, ma da quello che si capisce sono tanti i giovani che ci cascano sperando di dare una svolta alla loro vita: guarda caso i video dei mille fuffa-guru finanziari che girano in rete si rivolgono sempre a un pubblico tra i 18 e i 30 anni. A proposito del momento storico di incertezza e crisi economica: se avessero prospettive diverse per il futuro magari non si affiderebbero a questa gente.

I segnali a cui stare attenti

Un elenco di segnali a cui stare attenti, domande che tutti dovremmo farci e fare prima di abbracciare un coach e acquistare i suoi servizi:

  • Ha un titolo verificabile da un ente indipendente, o si è autocertificato?
  • Promette risultati rapidi e certi?
  • Il suo “metodo” è esclusivo e brevettato da lui stesso?
  • Il prezzo è opaco o molto alto fin dal primo contatto?
  • Usa testimonianze irriscontrabili di “successi clamorosi”?
  • Parla male di chi non si fida di lui (i “perdenti”, quelli col “mindset sbagliato”)?

Cosa fare se incappiamo in un fuffa-guru?

Le truffe online sono reati regolati dall’articolo 640 del Codice penale quindi se si ritiene di essere stati truffati ci si può rivolgere alle autorità per fare una denuncia (nei casi di truffe esclusivamente online, alla Polizia Postale). In casi dubbi esiste appunto la possibilità di chiedere aiuto ad associazioni come Federconsumatori, o si può fare riferimento all’Autorità garante della concorrenza e del mercato (AGCM).

Occhio al portafoglio.

maicolengel at butac punto it

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