Tante testate, come anche tanti amici, nei giorni scorsi hanno espresso solidarietà a quella mamma che si è trovata una festa di compleanno per il suo povero bimbo disertata dai compagni di scuola.

La prima reazione che ho avuto, dopo avere letto i titoli dei giornali e avere visto il video della mamma, è stata tanta tristezza. Ho due figli che compiono gli anni nel bel mezzo dell’estate e anche io sono nato in agosto, so bene come ci si sente ad avere feste solitarie.

Poi però è subentrato il demistificatore e ho voluto studiare la storia un po’ più a fondo. La mamma del piccolo rientra nella nicchia di chi crede che i vaccini causino autismo, la mamma definisce suo figlio un danneggiato da vaccino, e l’associazione che ha fondato è tra quelle che la stampa potrebbe definire novax (anche se in realtà più che novax chiedono “vaccini puliti”, che non ho mai ben capito cosa voglia dire).

Che nessuna delle testate nazionali abbia dato queste informazioni per me è la solita dimostrazione che andare a fondo alle notizie non interessa i giornalisti. L’unica cosa è spingere il lettore a leggere, invogliarlo a finire il pezzo, a restare qualche secondo di più. Non approfondire, non cercare di capire come mai le cose siano andate così male per questo povero bimbo. No, l’approfondimento uno se lo deve fare da solo, sui social network, e trovare post come questo:

Link a pagine come Il Sentiero di Nicola, siti che diffondono perenne allarmismo sui vaccini, insomma una classica bacheca che condivide la narrazione che vuole i vaccini come colpevoli dei mali del mondo. E la mia tristezza iniziale diventa depressione. Depressione perché le mamme degli altri compagni di classe sicuramente sono state poco educate a non rispondere all’invito di compleanno, ma se non hanno portato i loro bambini ci saranno dei motivi. Io fossi stato al loro posto per educazione avrei risposto, ma la risposta sarebbe comunque stata un no grazie. Non porto i miei bimbi in una struttura che so essere contraria ai vaccini, col rischio che ci siano altri bambini che non sono stati vaccinati. Non vado alla festa di compleanno di un bimbo quando la sua mamma è convinta propagatrice di sciocchezze online, un mix tra razzismo e antiscienza. Ma questa è un’opinione mia.

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Sia chiaro, il bimbo lasciato solo al compleanno fa immensa tristezza. Tuttavia, anche le mamme dei compagni di scuola che vengono accusate di essere delle insensibili forse hanno avuto le loro ragioni. Ad esempio l’orario: la festa pare che fosse in programma di lunedì, dopo le 18, un momento della giornata in cui forse non a tutti è comodo andare a un compleanno. O il fatto che la mamma avesse chiesto di non portare regali per il bambino, ma di fare semmai una donazione alla sua associazione. Non aver spiegato queste cose a mio avviso è grave, perché fa credere che ci siano tante famiglie pronte a fare discriminazione nei confronti di un bambino con autismo, quando magari i genitori cercavano solo di proteggere i figli da malattie prevenibili con la vaccinazione. Forse anche il fatto che la scuola sia iniziata da pochi giorni e che in classe i bambini non siano ancora diventati tutti amichetti ha influito. Non lo so, ma avei voluto che un articolo giornalistico che tratta la vicenda avesse riportato anche l’altra campana, che magari si farà sentire nei prossimi giorni. Magari così riusciranno a rimediare al danno, anche se rimane il danno causato dalla pessima modalità con cui si fa informazione nel nostro Paese.

Non credo sia necessario aggiungere altro, so che non mi sono fatto nuovi amici nemmeno oggi.

maicolengel at butac punto it

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