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Gira da oggi un articolo – chiaramente di parte – in cui si insinua che i vari gruppi a favore della sperimentazione animale siano autori di attacchi rivolti a se stessi. Giusto per farvi capire, si presuppone che locandine minatorie come queste:

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le abbiano affisse ai muri gli stessi protagonisti del volantino. Una logica masochista per far ricadere deliberatamente la colpa sugli “animalisti”, che invece combattono la sperimentazione animale.

C’è una cosa che ho imparato in questi anni di debunking: gli animalarinon gli animalisti – se ne infischiano dell’etica, della morale e del fair play. A loro importa solo dare addosso. La razionalità della discussione animalara è distante anni luce dalla realtà. Lo dimostra la storia del cane infilzato “per colpa dei botti”, o della presunta gita al mattatoio.

L’animalaro non è interessato ad altri che a se stesso: è un essere egocentrico, menefreghista, vanesio, nichilista. Gli amici animalisti mi spiegano come le loro battaglie vadano in vacca per colpa dell’animalaro di turno che condivide bufale su bufale sull’argomento. Quanti veterinari mi hanno raccontato di animali che hanno dovuto curare – o sopprimere… – dopo che qualche gruppo animalaro li aveva liberati dalla “prigionia dei vivisettori”, senza avere la più pallida idea di come trattarli.

L’idea che, per l’ennesima volta e giusto per battere i piedi a terra come un bimbo bisognoso d’attenzioni, gli animalari si siano permessi di pubblicare un pezzo come questo, mi ha fatto davvero rivoltare lo stomaco.

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L’idea che esista una pagina che si chiami Osservatorio sulla campagna ostruzionista antianimalista è già di per sé assurdo: non esiste nulla del genere da parte di Pro-Test Italia e le altre associazioni a favore della sperimentazione animale. Come più volte dimostrato anche su BUTAC, i nostri politici senza spina dorsale sono pronti a calare le braghe di fronte ai vari movimenti animalisti e a voltare le spalle alla ricerca e alla sperimentazione. Si parla di “cervelli in fuga” per una ragione: è anche a causa di come la ricerca e la sperimentazione vengono maltrattate in Italia.

E gli animalari? Loro continuano a guardare i cucciolotti pucciosetti che loro stessi si propinano, cercando le foto più atroci con assurdo sadismo; fanno finta che le malattie rare non esistano o che siano “curabili” con cure alternative… dimenticando che sono anch’esse frutto della sperimentazione animale. Gli animalari continuano a votare partiti con alle spalle lobby potenti che regalano l’otto per mille ad associazioni di dubbia utilità.

Che continuassero: se domani le varie molecole antitumore, i trattamenti medici, le terapie del dolore verranno sviluppati in altri luoghi e non in Italia, sarà solo colpa loro. Hanno scelto ciò che più li rappresenta: una pseudopolitica ottusa e la mancanza di trasparenza, contro chi invece ha davvero a cuore la ricerca. Io non sono un gran cervello e probabilmente non andrò mai in fuga; se mai lo facessi, spero di finire in un paese dove gentaglia come quella dell’Osservatorio o dell’Animal Liberation Front non esista.

Amo gli animali, tantissimo. Amo ancor di più il mio prossimo che, se sta male, ha bisogno di antidolorifici e medicinali OGGI, non fra dieci o vent’anni in nome di una “sperimentazione alternativa”.

L’Osservatorio attacca i ricercatori accusandoli di tutto ciò, lo fa usando mezzucci, difendendo anche lo stesso Animal Liberation Front e riportando pezzi dal loro sito, ma evitandone accuratamente altri come:

One of the most important steps towards getting involved in direct action is finding people to work with. In any ALF action you are putting your freedom on the line, so you must be positive you can completely trust the people you are working with. It is essential to find people who will not sell out you or the movement should an arrest occur…

…Cells usually consist of 2 to 5 members. Use the minimum number of people needed for each action, but don’t forget the importance of look outs. Having extra people unnecessarily puts them at risk. One person should be chosen as the leader of the group.

Non credo sia necessario tradurvi quanto sopra: si evince chiaramente l’uso di termini terroristici come “cellule”, “leader”, “non perdere la copertura”. Ovvio che non ci sia un gruppo a dirigere il tutto come per i brigatisti degli anni Settanta, o che ciascuna cellula non conosce le altre. Ciascun gruppo è a sé stante, ma le regole e le linee guida sono comuni a tutti, come per i sistemi usati.

Regole e suggerimenti che trovate un po’ ovunque sul sito dell’ALF, ma questo l’Osservatorio non ce lo racconta: il loro scopo è solo e soltanto quello di denigrare.

L’ALF è un’organizzazione internazionale, come lo sono svariate organizzazioni terroristiche mondiali. Il fatto di non avere un coordinamento non conta nulla: se le linee guida vengono date dai siti ufficiali e se i modi operandi vengono comunque coordinati dalle singole cellule, rientriamo comunque nella definizione di organizzazione terroristica. Poco conta che si usino le pistole o solo i volantini.

Pro-Test Italia è a favore della sperimentazione e di sicuro non usa questi mezzi. Lottano ogni giorno contro i mulini a vento, evitano di fare sgambetti fuori dalle regole; la loro di etica per me non è in dubbio. So come sono stato colpito e trattato ogni volta che ho cercato di fare chiarezza su notizie riportate da animalari: minacciato, segnalato, insultato, deriso. Nessuno di questi personaggi ha voluto dialogare. Nessuno mi ha interpellato senza offendere o minacciare. Per loro, esiste solo un violento attacco che nasconde una difesa inesistente.

Ecco chi sono i “favolosi” difensori dei nostri animali che si spacciano per “animalisti”: persone a cui non darei in affido neppure un vaso di fiori. Figuriamoci permettergli di liberare gli animali dai laboratori!

maicolengel

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