Un nuovo studio sull’immunità dei guariti dal Covid

No, l’immunità dei guariti non è molto superiore rispetto a quella dei vaccinati

Redazione Butac 24 Giu 2022
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C’è sempre un nuovo studio che ci racconta quello che vogliamo sentirci dire, e se questo nel 2022 non fosse ancora evidente arriva MeteoWeb con l’ennesimo articolo a tema vaccini e pandemia, a firma Beatrice Raso, dal titolo:

Covid, nuovo studio dimostra che l’immunità dei guariti è molto superiore rispetto a quella dei vaccinati

E nel catenaccio subito sotto al titolo riporta:

Secondo i risultati di uno studio israeliano, a parità di tempo trascorso, la protezione da guarigione è superiore a quella offerta da due dosi di vaccino

MeteoWeb, a differenza di altri, linka lo studio, e questo va detto perché spesso le testate evitano il link, consci che tanto il loro lettore-tipo mai andrà ad approfondire. Lo studio di cui si parla è veramente nuovo, è stato pubblicato il 9 giugno, e s’intitola:

Protection and Waning of Natural and Hybrid Immunity to SARS-CoV-2

Anche questo, come altri in precedenza, si basa sull’osservazione dei dati raccolti dal Ministero della Salute israeliano, nel caso specifico i dati sono quelli raccolti tra agosto e settembre 2021, come spiegato nel paragrafo dedicato ai metodi utilizzati. Gli studi vanno letti e analizzati con spirito critico perché le informazioni che contengono siano comprensibili. Questo studio a una prima occhiata sembra dire quanto riportato nel titolo da MeteoWeb, ma ci sono considerazioni che evidentemente la giornalista non ha fatto. Lo studio vuole analizzare il numero di infezioni ogni 100mila persone tra tre diversi gruppi di soggetti.

Uno è quello dei non vaccinati:

Among unvaccinated persons who had recovered from infection, this rate increased from 10.5 among those who had been infected 4 to less than 6 months previously to 30.2 among those who had been infected 1 year or more previously.

Uno è quello dei vaccinati con una dose a seguito di precedente infezione:

Among persons who had received a single dose of vaccine after previous infection, the adjusted rate was low (3.7) among those who had been vaccinated less than 2 months previously but increased to 11.6 among those who had been vaccinated at least 6 months previously.

E uno è quello dei vaccinati con due dosi senza infezione precedente:

Among previously uninfected persons who had received two doses of vaccine, the adjusted rate increased from 21.1 among those who had been vaccinated less than 2 months previously to 88.9 among those who had been vaccinated at least 6 months previously.

La frase fondamentale del primo gruppo l’ho messa in grassetto. Il numero che ci viene riportato è sicuramente importante, ma va tenuto conto che tra coloro che si sono ammalati di COVID-19 senza vaccino c’è una percentuale di soggetti che non è guarita dall’infezione. Lo studio non ci dice quanti sono, ma per poter fare un paragone sensato con l’ultimo gruppo questo numero andrebbe messo in evidenza. Quanti sono coloro che su 100mila malati non vaccinati sono deceduti? Ovviamente quelli non vengono presi in considerazione nel calcolo delle reinfezioni, la COVID-19 li ha uccisi, non possono essere inseriti nel conto. Ma per poter titolare come fa MeteoWeb è un numero che va considerato. Oltretutto non è chiaro perché i periodi temporali non siano normalizzati, nel caso dei non vaccinati si parla di 10,6 infettati ogni centomila per chi si era ammalato tra i quattro e i sei mesi prima. Nel caso dei vaccinati con una dose più infezione si parla di 11,6 infettati ogni centomila, ma a distanza di almeno 6 mesi, e lo stesso (con un numero più alto di reinfezioni) nel caso dei vaccinati con doppia dose.

Ma anche senza quel dato credo sia interessante leggere quelle che sono le conclusioni dello studio:

Tra le persone che erano state precedentemente infettate da SARS-CoV-2 (indipendentemente dal fatto che avessero ricevuto qualsivoglia dose di vaccino o che avessero ricevuto una dose prima o dopo l’infezione), la protezione contro la reinfezione è diminuita con l’aumentare del tempo trascorso dall’ultima immunità- evento di conferimento; tuttavia, questa protezione era superiore a quella conferita dopo che era trascorso lo stesso tempo dalla ricezione di una seconda dose di vaccino tra persone precedentemente non infette. Una singola dose di vaccino dopo l’infezione ha rafforzato la protezione contro la reinfezione.

Tradotto in parole povere, 1 dose di vaccino + 1 infezione dona un’immunità lievemente maggiore rispetto a 2 dosi di vaccino senza alcuna infezione. Interessante, ma non è qualcosa di così nuovo né di così sorprendente, e non è sicuramente motivo per non vaccinarsi.

Sia chiaro, nel suo breve articolo Beatrice Raso riporta in maniera corretta le conclusioni che avete appena letto e i dati raccolti dallo studio, quello che manca al suo articolo a nostro avviso è un pizzico di spirito critico nel riportare quei numeri e nello scegliere il titolo con cui raccontarli.

Non crediamo sia necessario aggiungere altro.

redazione at butac punto it

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