“Con i dati finisce il catastrofismo”

Cari giornalisti di radio radio, un giorno ci darete una spiegazione...

maicolengel butac 30 Apr 2021
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Ve l’avevo promesso che non avevamo finito di parlare di India. Ve l’avevo promesso perché avevo in cantiere un secondo articolo oltre a quello lunghetto di ieri. Oggi vediamo di essere un filo più concisi.

Il 27 aprile la testata giornalistica registrata Radio Radio ha pubblicato un articolo (e ovviamente un video) dal titolo:

Le menzogne dei giornaloni sull’India ▷ Duranti smonta il catastrofismo con i dati reali

Duranti è Fabio Duranti, voce e volto simbolo dell’emittente web. A inizio marzo, sempre per tramite di Fabio Duranti, avevano pubblicato un altro articolo sull’India, dal titolo:

“L’India ha superato il covid senza vaccini! Cari scienziati, ora ci dovete una spiegazione

Io onestamente mi limito a fare un po’ di fact-checking, lascio a voi qualsivoglia opinione. Radio Radio pubblica la trascrizione di quanto dice Duranti nel corso di questa puntata di Un Giorno Speciale, pertanto prenderò direttamente da quella trascrizione (che potete leggere in forma completa qui) i pezzi che andiamo a trattare.

Facciamo una lezione di aritmetica a questi cretini che scrivono queste cose…

…quanti abitanti ci sono in India? 1,3 miliardi di persone.
E in Italia? In Italia abbiamo 60,3 milioni di abitanti.

Il rapporto tra la popolazione italiana e quella indiana è 1 a 23,03, ovvero l’India è più grande 23 volte rispetto all’Italia. I giornaloni ci dicono che in India muoiono 2800 persone al giorno. Se ricordo i miei studi delle elementari, se io divido 2800 per 23, viene fuori 122. Dunque i loro 2800 morti sono come i nostri 122. Mi sembra però che in Italia noi abbiamo 400-500 morti al giorno. Siamo arrivati anche a 993 morti il 13 dicembre 2020, pochi giorni fa ne abbiamo avuti 718! Mi sembra però che in Italia noi abbiamo 400-500 morti al giorno. Siamo arrivati anche a 993 morti il 13 dicembre 2020, pochi giorni fa ne abbiamo avuti 718!
Noi quindi potremmo dire che l’India è come l’Italia se avessero 22mila morti al giorno. Ne ha 2800. E noi stiamo parlando di “olocausto”: se quello è un olocausto qui cos’è? La scomparsa del genere umano?
Io consiglio a questi giornalai intanto di ripassare l’aritmetica, e poi di evitare di pubblicare nelle prime pagine dei giornali articoli che ci mostrano questa paura e che ci danno questa depressione“.

I numeri che Duranti riporta sono corretti, nessuno sostiene diversamente. Andrebbero però raccontati nella maniera giusta, spiegando i fatti per quello che sono.

La prima cosa da dire è che, se oggi in India abbiamo 2800 morti al giorno, l’articolo di metà marzo di Radio Radio era una bufala: non era affatto vero che l’India avesse superato la pandemia, men che meno senza vaccini. E ancora, checché ne dica Radio Radio, i morti non sono causati dai vaccini. Le vaccinazioni in India sono partite a gennaio, la curva dei morti e dei contagi diventa preoccupante solo verso fine marzo. Quanto sostiene Radio Radio sul collegamento tra morti e vaccini non sta in piedi.

Veniamo invece alla lezione di aritmetica di Duranti. Lui ha ragione se calcoliamo i numeri nudi e crudi, i dati sono come li racconta lui. Anche se a essere onesti in India i numeri alti sono in costante crescita da un mese, in Italia le giornate con cifre superiori ai 600 morti sono relativamente poche e spalmate nel tempo (giustificate in parte da regioni che hanno mal comunicato i numeri).

Lo spirito critico non pervenuto

Ma veniamo alla lezione da fare, quella sullo spirito critico e non sull’aritmetica.

In Italia, se si escludono pochi rari eremiti, quasi tutta la popolazione di 60 milioni di abitanti risiede a breve distanza da un presidio sanitario. In India la situazione è paragonabile?

Su tutto il territorio indiano risultano circa 1 milione di medici iscritti all’Ordine. In Italia ne abbiamo circa la metà. In compenso, come ci racconta Duranti, abbiamo 23 volte in meno la popolazione indiana. Se la situazione in India fosse come in Italia dovrebbero avere oltre 10 milioni di medici.

E a numero di letti in ospedale come siamo messi?

L’Italia, pur essendo malconcia da questo punto di vista, ha circa 4 volte il numero di posti letto ogni mille abitanti rispetto all’India. Questo significa che siamo in grado di monitorare molto meglio la popolazione. Come riportano molti di quelli che studiano la situazione indiana, i dati dall’India riguardano principalmente i grandi centri abitati, senza tenere conto delle immense zone senza strutture sanitarie dove il virus ha circolato del tutto indisturbato per mesi. Dopo aver saturato quelle aree non monitorate, il virus ha raggiunto i centri abitati in prossimità delle strutture sanitarie e solo a quel punto è potuto cominciare un migliore tracciamento della situazione dei contagi. Senza però che la situazione cambiasse: i numeri che vediamo in Italia sono quelli basati su tutta la popolazione, i numeri che vediamo arrivare dall’India sono quelli che si basano esclusivamente sulla parte di tracciamento possibile con un numero di medici irrisorio in confronto a una popolazione immensa.

Tutte considerazioni che non vanno fatte solo oggi, ma andavano fatte anche a febbraio quando anche le testate giornalistiche italiane parlavano di India Covid free. E sono considerazioni che vanno fatte non solo sull’India, ma anche ad esempio su Russia e Cina, altri Paesi dove buona parte della popolazione non vive nei grandi centri abitati, e quindi non è monitorata e tracciata dai dati riportati all’Organizzazione Mondiale della Sanità.

Non credo di dover aggiungere altro, fatico a capire come si possa insistere con una certa disinformazione senza che nessuna autorità intervenga, ma noi siamo solo blogger, non giornalisti che scrivono su testate registrate.

maicolengel at butac punto it

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