Sul Fatto Quotidiano del 17 dicembre appare un articolo che riprende una polemica legata alla Sardegna, io non sono sardo, non vivo là e ovviamente le verifiche posso basarle solo su quanto mi viene raccontato dai diretti interessati. Vorrei però che mi accompagnaste per mano per un piccolo percorso nel mondo del giornalismo (quello cialtrone però)…

Partiamo dall’articolo del Fatto Quotidiano che titola:

Sardegna, la denuncia dell’ex presidente della Regione: “Sversamento illegale di fanghi fognari a Magomadas”.

L’articolo, se così possiamo chiamarlo, non è altro che la ripresa delle parole dell’Ex Presidente della Regione Sardegna, Mauro Pili, senza che il giornalista abbia fatto null’altro. Viene riproposto il video che è stato fatto circolare su tanti siti e blog ambientalisti, senza che il giornalista si sia minimamente posto il dubbio di contattare autorità e azienda accusata. Nulla. Nessuna verifica dei fatti, se lo dice l’ex presidente della Regione lo si riporta, tale e quale, perché il giornalismo italiano è morto e defunto.

Lo capite che questa non è informazione ma politica, vero? La denuncia di Pili è rappresentata da un video che mostra camion versare fanghiglia in un terreno. Che fanghi sono? Qualcuno si è premurato di saperlo? No, basta un video dove si sostiene che possano essere scorie di qualche genere perché la gente s’indigni. Peccato che la voce dell’azienda non la riporti nessuno, né il Fatto Quotidiano, che dovrebbe essere una testata giornalistica e non il megafono di politici, né siti come Green Me, che dovrebbero rappresentare l’ambientalismo, quello sano.

Io come anticipato non ho potuto fare molto, due telefonate per sapere se l’azienda aveva i permessi (li ha) e se aveva subito controlli e verifiche (le hanno fatte) su quanto veniva sversato.

E la stessa azienda ha cercato di fare sentire la propria voce, ripresa però solo da testate locali per ora. Vi riporto una parte di quanto pubblicato in loro difesa:

Se l’Onorevole Mauro Pili ci avesse riferito delle sue paure, lo avremmo certamente invitato ad entrare all’interno dell’impianto, gli avremmo mostrato carte, documenti, analisi, e quant’altro necessario al fine di fugare ogni dubbio in merito. Non avremmo avuto nessuna difficoltà a fargli visitare l’impianto. La Geco ha già ricevuto nei mesi scorsi controlli: Polizia, Carabinieri, Forestale, Provincia. E tutti i controlli hanno dato gli stessi risultati: GECO ESISTE ED È IN REGOLA

Ma il comunicato è molto più lungo e articolato, v’invito a leggerlo. A oggi solo due testate locali l’hanno riportato, segno evidente che di fare chiarezza sulla questione non importa a nessuno, mentre invece dare visibilità alle parole di Pili aveva la precendenza.

Io ovviamente, come già detto, devo rifarmi al comunicato e a quanto ho potuto verificare telefonicamente. Ma io sono un blogger, non un giornalista tesserato PAGATO per informare i lettori. Come è possibile che testate nazionali passino la storia senza nessuna verifica?

Non siamo lontani dalla LAV che pubblica le foto dei laboratori di ricerca tedeschi spacciandole per vivisezione in Italia…

maicolengel at butac punto it

Se ti è piaciuto l’articolo, sostienici su Patreon o su PayPal! Può bastare anche il costo di un caffè!