ARTICOLO AGGIORNATO:

In prima istanza me la pigliavo con TgCom24, ma come mi è stato fatto notare la fonte originale è Il Giorno cartaceo, ripresa da tutti i giornali italiani:

Su tantissime testate il 2 agosto 2019 appare un articolo con questo titolo:

Monza, portano la figlia di 10 anni in ospedale: scoprono che è cocainomane

Nelle primissime righe del testo:

Cocainomane a dieci anni all’insaputa della famiglia. L’incredibile storia viene da Vimercate (Monza), dove una coppia ha portato la figlia in ospedale al culmine di una crisi di nervi e dove i medici, dopo averla visitata, hanno comunicato ai genitori la terribile verità: la piccola fa uso di droghe pesanti.

L’articolo prosegue con frasi così:

La solitudine – Lasciata spesso sola in casa, mentre papà e mamma erano al lavoro, passeggiava da sola, con in tasca i soldi della paghetta. Probabilmente ha fatto l’incontro sbagliato, uno o più spacciatori senza scrupoli che non si sono fatti problemi a rifornire di droga la bambina.

Dagli spinelli alla coca – Prima le hanno dato spinelli e droghe leggere, per poi passare alla cocaina. Per il momento lei non ha detto nulla su chi siano le persone che l’hanno accostata per procurarle le droghe. La bambina è stata prima ricoverata e poi trasferita in una comunità per minori, dove gli specialisti si stanno prendendo cura di lei. Prima che sia troppo tardi.

Ma basta attendere poche ore perché l’articolo cambi completamente senza che al lettore sia minimamente segnalato il fatto che l’articolo che si stava leggendo è stato modificato.

Il titolo diventa questo:

Monza, portano la figlia di 10 anni in ospedale per crisi da psicofarmaci

Dal testo scompare la storia della paghetta, narrazione sfruttata per vendere l’articolo, scompare l’abbandono della bimba mentre i genitori sono al lavoro, scompare un po’ tutto quello che ci faceva gridare allo scandalo nella prima versione del pezzo. Le cose vengono finalmente raccontate per bene:

Sono poche le certezze sulla vicenda della bambina di dieci anni, portata all’ospedale e poi ricoverata nel reparto di neuropsichiatria a Vimercate (Monza). Per le sue condizioni il capo dipartimento di Igiene Mentale Antonio Antulli avrebbero sospettato in un primo momento che potesse aver assunto cocaina. Versione poi corretta: “Non assumeva con regolarità stupefacenti. Poteva esserci incappata”, aveva precisato il primario all’Ansa, escludendo però l’esistenza di un esame che avesse accertato l’assunzione dello stupefacente.

Ne parliamo qui su BUTAC perché tra le segnalazioni qualcuno mi diceva che si sentiva scemo, convinto di aver letto un articolo e quando è andato a ricercarlo l’ha trovato completamento cambiato. Mi ha scritto chiedendomi se fosse lui ad essersi completamente rincretinito o se fossero le testate ad aver modificato le cose senza segnalarlo in alcuna maniera.

Non è questo il modo corretto d’informare i lettori, smentite e aggiornamenti vanno segnalati per bene, evidenziati. L’informazione deve essere al servizio del lettore, non del clickbait. Io immagino come si saranno sentiti i genitori di quella bimba, pur rimanendo anonimi, l’accusa che la loro piccola fosse cocainomane, che fosse colpa loro che la lasciavano (a 10 anni) girare sola per la città con la paghetta in tasca. Narrazione scelta da qualche anonimo autore, narrazione che a mio avviso andrebbe segnalata (e forse anche punita). Oltretutto la storia ha fatto il giro della rete, su siti che successivamente non hanno pubblicato smentite di alcun genere. È chiedere molto volere il nome del “giornalista” che per primo ha firmato il pezzo? Io credo sarebbe giusto nei confronti del lettore raccontare chi ha firmato, e chi ha approvato che un articolo del genere venisse pubblicato. Ma io non conto nulla, e l’Ordine dei Giornalisti non sembra interessato a queste cose.

Peccato.

Se non capite quale sia il problema, purtroppo fate parte del problema…

maicolengel at butac punto it

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