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Il web è pieno di citazioni a sproposito, tanto che spesso mi viene da ridere al pensiero che ci siano persone che credono che l’importanza di una frase sia determinata più dalla popolarità della persona che l’ha pronunciata – o meglio a cui viene attribuita – che non dal valore stesso intrinseco della frase. Come se anche Einstein, Tesla o Jim Morrison non avessero mai detto una fregnaccia in vita loro, ma sempre e solo verità assolute.

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È diventato di moda ultimamente citare spesso Aldous Huxley, principalmente per due ragioni: Orwell ormai non ha il sufficiente sapore hipster per una citazione “colta” e pochissime persone hanno realmente letto una delle sue opere da cima a fondo; al meglio hanno trovato qualche citazione nella Smemoranda di una compagna di scuola negli anni delle superiori, tradotta non si sa bene come e non si sa da chi e quasi sempre proveniente da “Le porte della percezione” perché fonte di ispirazione per il nome del complesso del Jim Morrison di cui sopra. Una fine un po’ misera per uno degli autori più sorprendenti della letteratura inglese, che viene ricordato principalmente per una parte minima della propria produzione letteraria: dodici libri, svariati racconti, poesie, un libro per bambini e molti saggi tra cui anche “Ritorno al Mondo Nuovo”, una sorta di ideale complemento al “Mondo Nuovo” che tanto lo ha reso famoso. Nonostante la dipendenza dalle droghe fu un grande pensatore ed un ottimo divulgatore, e se proprio vogliamo completare la lista delle curiosità, si sposò in seconde nozze con un’italiana e morì praticamente per sua scelta dopo una overdose di LSD il 22 novembre 1963, vedendo i necrologi per la sua morte e le commemorazioni estemporanee offuscate per ragioni abbastanza ovvie dal contemporaneo assassinio di Kennedy.

Aldous Huxley smoking, circa 1946

Dai suoi libri sono state tratte specialmente dalla comunità hippie degli esordi molte citazioni, soprattutto perché è stato uno dei primi intellettuali dell’epoca a fare un uso scientifico delle droghe sintetiche. Quella che gira nella vignetta di cui sopra, però, è fra le più comiche: primo perché per preveggente che potesse essere il buon Huxley non sarebbe mai arrivato ad immaginare i social network, secondo perché la frase non è sua. Se qualcuno non ci crede può controllare nel testo integrale di “Brave New World” in francese qui. Ma grazie a un anonimo collaboratore della Wikipedia francese abbiamo scoperto addirittura di più: la frase che viene a lui attribuita è presente nella quarta di copertina di una delle edizioni in francese del suo libro – ed ecco spiegato perché ho postato la versione nella lingua d’oltralpe anziché l’originale -, ergo è molto probabile che sia semplicemente l’opera dell’ingegno di un redattore altrettanto anonimo all’interno della casa editrice. Nell’opera esistono solo le parole “ameranno la loro servitù”: un po’ poco per definirla una citazione dell’autore, mentre tutto il resto è frutto della fantasia di un terzo destinato ormai purtroppo a rimanere anonimo.

Spider Jerusalem

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