La comunicazione ai tempi dell’epidemia

Il dottor Pietro Gasparoni e la sua comunicazione sui vaccini su carta intestata

Redazione Butac 10 Ago 2022
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Nelle scorse ore ci è stata segnalata la condivisione di un’immagine di un foglio di carta intestata del Centro di medicina di Montebelluna, l’immagine che circola è questa:

Si tratta di un testo che riporta come intestazione il nome del dottor Pietro Gasparoni, non riesco a riportarvi tutto il testo, che però si può leggere ingrandendo l’immagine stessa. Il testo si conclude con queste parole:

Con questo vaccino NON VACCINATEVI

Chi ce l’ha segnalata per primo conosce il Centro di medicina ed era convinto si trattasse di un falso al 100%, ma le cose non stanno esattamente così, pertanto è necessario raccontarle al meglio.

La comunicazione che leggete è stata davvero scritta dal dott. Gasparoni, medico che scrive post come questo su Donatella Rettore datato 5 agosto 2022:

Donatella Rettore è da 40 anni mia cara amica. Venne alla Sagra del Peperone. Per una sua non felice espressione, . . . qualcosa come “rozzi contadini che dormite sui covoni”, scatenò l’ira del pubblico. Le buttarono addosso campi di peperoni. Abbandonò il palco. Non ero più presidente della Pro Loco, ma andai da Lei, negli spogliatoi del campo sportivo, mi chinai verso di Lei, curare significa avere l’umiltà di chinarsi, prendersi cura, imporre le mani, proteggere. Ritornò sul palco. Divenni uno dei suoi medici. Mi ha detto che una canzone sua è dedicata a me. Donatella, credo si dica così, fa houting, dice che sta male, positiva . Rispetto alcuni principi. La malattia, la sofferenza dovrebbero essere silenziosi. Come il volontariato. Trasgredisco ogni “fondamento” base del mio lavoro, la privacy, per una causa importante. Donatella è fragile, malattie autoimmuni, deficit genetico di IgA. Ha voluto, contro le mie considerazioni, fare la 4^. Ha una C . . V . . d 19 grave. Potrebbe diventare witness /testimone che mRNA 4^ può nuocere gravemente alla salute. Grazie Donatella, testimonianza clinica di ciò che cerco di comunicare.

O questo del 31 luglio:

Ho letto in un commento “se hai gradito mascherina e obbligo vaccinale al di fuori di qualunque parametro costituzionale il problema è tuo non mio”. È vero, ma non sono completamente d’accordo. Le prime vaccinazioni hanno avuto un senso. Le altre no. Fare la 4^ è scientificamente un suicidio. Il problema è la comunicazione e lo scientifico depistaggio della verità ad opera di saccenti “scienziati” al soldo di una narrazione di regime. La prezzolata, belloccia virologa Viola afferma oggi che nell’inverno servirà la 4^ e la quinta, soprattutto fra gli anziani. Uccello immorale del malaugurio. Queste persone vanno boicottate. Riconfermo no alla 4^! Soprattutto no nei così detti fragili.

E potrei andare avanti a lungo, il dottor Gasparoni sui suoi profili (sì, ne ha più d’uno) si schiera apertamente contro green pass, quarta dose, paracetamolo e in generale contro, come si schiera ad esempio contro l’uso massiccio della mascherina.

Il Centro di medicina prende le distanze dalla lettera su carta intestata che riporta il logo, e lo fa con questo messaggio pubblicato sui social:

Sta circolando sui social una missiva su carta intestata del Centro di medicina e del dott. Pietro Gasparoni: Centro di medicina non è l’autore di tale comunicazione da cui si dissocia integralmente, sia nelle forme che soprattutto nei contenuti.
Verranno avvisate le autorità competenti per impedirne l’ulteriore divulgazione.

Messaggio che a nostro avviso manca il bersaglio, non spiegando in maniera chiara che il testo riporta le opinioni del medico firmatario che le ha scritte, e che da inizio pandemia sta portando avanti questo genere di comunicazione. Il Centro di medicina non può non sapere che la posizione del dottor Gasparoni è quella, da tempo, se davvero volevano prendere le distanze avrebbero dovuto pensarci prima, ora il danno comunicativo è fatto, un po’ tardi per tirare i remi in barca.

Per qualsiasi ulteriore considerazione sui contenuti del messaggio crediamo che dovrebbero essere i medici a doversi esprimere nella maniera migliore possibile. Purtroppo dopo due anni di pandemia vediamo ancora la comunicazione in mano a persone poco esperte, e poco preparate nel dare informazioni a un pubblico spesso ignorante in materia.

redazione at butac punto it

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