La foto del bambino durante il Gay pride

Noemi Jane Urso 13 Giu 2018
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Un fiero sostenitore del Popolo della famiglia, che secondo il suo profilo su Facebook lavora presso Regno di Dio ma che evidentemente di secondo lavoro usa la religione per fare politica, pubblica su Facebook una foto con un’eloquente didascalia:

Qualcuno (ad esempio il Governatore della Toscana, Enrico Rossi, del PD) dice che bisogna portare i bambini al Gay Pride.

Questa è la foto di un bambino durante un Gay Pride.

Il bambino, comunque, è l’unico che ha capito tutto: il Gay Pride è ripugnante.

È urgente salvare l’infanzia!!!

La foto – ne sarete sorpresi – non è stata scattata durante un gay pride. O per meglio dire, non è possibile sapere dove e quando è stata scattata. Veniva usata per attaccare il festival di Glastonbury nel 2014, ma già allora alcune ricerche avevano fatto emergere che si trovava online almeno dal 2010, e probabilmente da prima.

Ovvero, secondo gli analfabeti digitali che popolano i social network, è un po’ come la foto di Schrödinger: siccome non si sa quando e dove è stata scattata, può essere stata scattata in ogni momento e in ogni luogo, dipende da cosa trovo ripugnante. Se mi infastidiscono i fricchettoni è stata scattata a Glastonbury, se mi infastidiscono gli omosessuali è stata scattata a un gay pride, se ho una vita soddisfacente e non ho bisogno di giudicare gli altri per sentirmi meglio magari penso che la prospettiva non è chiara e chissà cosa stava guardando il bambino, chissà perché stava piangendo o disgustandosi, non lo posso sapere e non lo saprò mai quindi le mie battaglie le combatto con le argomentazioni.

Se si utilizzano foto pescate in rete, di cui non si conosce minimamente il contesto, è perché argomentazioni valide non se ne hanno e se ne è perfettamente consapevoli. E anche perché si sa che i pesci abboccano: 8000 condivisioni di bravi cristiani con inveiscono con la bava alla bocca contro questi depravati, momentaneamente dimentichi (dopotutto non è l’ora della messa) che non sta a loro giudicare il prossimo.

Ma tanto è la foto di Schrödinger, se non è stata scattata a un gay pride potrebbe, e quindi va bene così: nessuno può dimostrare il contrario, quindi chi se ne frega di quale sia la verità?

Il debunking è finito, da qui in poi solo le considerazioni di una persona che è cresciuta frequentando ambienti religiosi, studiando il catechismo, ricevendo tutti i sacramenti fino alla cresima, e che da persona adulta ha deciso di allontanarsi dalla Chiesa cattolica e da ogni religione.

La mia opinione

Per inciso, io trovo ripugnanti quelli che si definiscono cristiani e il vangelo non lo hanno mai letto, o almeno lo spero, perché preferirei saperli ignoranti piuttosto che ipocriti fino a quel punto: lavorano presso “Regno di Dio” e con pensieri, parole, opere e omissioni rivelano di non avere la minima morale, di non avere idea di quali siano i valori cristiani.

Ecco, io trovo ripugnanti queste persone ma mai mi sognerei di prendere la foto di uno di loro e condividerla con una didascalia infamante. Non perché tra i comandamenti ci sia scritto “Non pronunciare falsa testimonianza contro il tuo prossimo”, ma perché sono perfettamente in grado di rendermi conto da sola di cosa è giusto e cosa è sbagliato, senza dovermi nascondere dietro a un libro (oltretutto in alcuni punti – chissà quanti – mal tradotto, vogliamo per caso parlare di quel cammello che non passava dalla cruna dell’ago…?) con cui posso giustificare ogni mio pregiudizio e intolleranza, per poi rinnegarlo prontamente (vi vorrei ricordare “Guai all’uomo da cui sono tradito! Per lui sarebbe meglio che non fosse mai nato!”, poi vedete voi) quando si tratta di difendere il mio arido orticello. Non ho bisogno di “debellare dalla mia mente pensieri negativi” pregando, non ho bisogno di giudicare il prossimo per sentirmi meglio.

Non ho bisogno della religione per distinguere il bene dal male.

noemi at butac punto it
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