Ci avete segnalato un articolo su un sito che non avevo mai sentito nominare (prontamente inserito in Black list, per molti motivi, l’articolo di oggi è solo una delle tante). Evito di riportare link diretti, è meglio che siano nominati solo nella nostra lista nera (eh no, per ora la black list rimane con quel nome, con cui è nata ormai sei anni fa), ma l’articolo (che è poi in realtà un video) potete trovarlo qui.

Titolo:

Dott. Massimo Citro: “Viviamo la più grande farsa della storia. Vi spiego cosa fare”

Il video dove viene intervistato il dottor Citro è a sua volta un’intervista audio dove il medico viene presentato come scrittore, storico, sceneggiatore, medico psicanalista torinese. Non conoscevo il dottor Citro, pertanto ho fatto qualche ricerca, verificato fosse iscritto all’Ordine dei Medici (confermo, a Torino) e cercato qualche informazione sulle pubblicazioni che ha fatto con l’Istituto di ricerca che presiede. Istituto che in realtà è un’associazione senza fini di lucro, che ha una pagina dedicata alle pubblicazioni che hanno fatto, che vi lascio sfogliare. Di Massimo Citro ha parlato OggiScienza tra i siti che ritengo affidabili. Mi sono accorto che anche l’amico Juanne Pili ne ha parlato su Open, qualche giorno fa, come sempre leggerò il suo articolo dopo aver terminato il mio per non partire prevenuto verso quanto andrà a trattare (articolo letto, abbiamo due approcci diversi, ma ovviamente anche Juanne ha fatto il suo solito ottimo lavoro).

A noi interessa ciò che viene detto nell’audio intervista.

La premessa è delle migliori:

…questo secondo me è un colpo di stato mondiale…
L’audio dura una ventina di minuti, esiste anche su YouTube, si tratta di un mischione di fatti e mezze verità.
Fatti come questo:

…cosa fa a livello clinico? nell’85 per cento 90 per cento dei casi, a seconda degli autori, c’è un delta del 5 per cento che produce una sindrome influenzale banalissima o addirittura completamente asintomatica. Sono molti che hanno fatto l’influenza e non se ne sono nemmeno accorti. Quindi il problema qual è? il problema è in quel 10 per cento dove effettivamente il virus può produrre una summa reazione immunologica da parte dell’organismo, che esita in complicanze estremamente gravi e molte anche mortali

Non sta dicendo nulla di segreto, i numeri magari possono variare un poco, ma è una stima fatta a spanne. Il succo di questa parte, comunque, è corretto: nella maggioranza dei casi il virus, per quello che abbiamo potuto vedere, si comporta come raccontato. E quindi? Quei numeri sono alti, in una fascia d’età (che include anche il dottor Citro) che in Italia è quella di una grossa fetta di popolazione.

Citro ci spiega:

…dovevano sapere come far prevenire, come prevenire questa cosa e avrebbero dovuto dire questo: prima di tutto per evitare la complicanza dovete essere il più possibile disintossicati, perché una legge antica della medicina che nessuna norma presidenziale può cambiare che è questa: un virus o batterio o un microbo attacca e attecchisce anche in modo grave soltanto in soggetti che sono già intossicati, guardate che intossicato non vuol dire alla malattia grave, anche un giovane quarantenne, un trentenne può essere straintossicato perché ha delle intolleranze alimentari da anni e non se n’è mai accorto…

Aspettate un secondo, intolleranze? Ma a me hanno insegnato che la stragrande maggioranza dei test di intolleranza alimentare non serve a niente se non a convincerci a rinunciare a determinati cibi, che fanno comunque peggio di altri, in favore di uno stile di vita migliore. Chi propone questo genere di roba spesso segue l’iter del farci fare un test, suggerirci cosa rimuovere e con cosa integrare (prodotti spesso da lui stesso venduti/prodotti/procurati), mostrarci gli ottimi risultati per convincerci a proseguire nella strada intrapresa. Ma in realtà, a parte assumere prodotti assolutamente inutili, tutto il resto lo stiamo facendo completamente da soli, e paghiamo profumatamente per essere seguiti nel farlo.

Per un approfondimento sui test di intolleranza alimentare e sulle vere intolleranze vi rimando qui, sul blog di Giulia Vincenzo, o se volete potete guardare il buon Dario Bressanini:

Ma Citro non ci ha suggerito di fare test di alcun genere, solo di disintossicarci…

Passiamo oltre, sempre il dottor Citro ci dice:

…c’è una prevenzione da fare e lo consiglio a tutti, se mai questi qui butteranno fuori di nuovo il virus in autunno, ed è questa: ci sono alcune sostanze naturali semplicissime che da sempre si sa che prevengono il virus e le complicanze. La vitamina c ha fruttato a Linus Pauling il primo dei suoi premi Nobel e su questo non c’è niente da dire, si sa benissimo che è un antinfettivo. Poi abbiamo la vitamina d3 è che è stata tanto denigrata adesso hanno capito “Ah si però è vero funziona” …

Allora, la prima cosa che vorrei sottolineare è quell’uso del “questi qui”, come se ci fosse davvero qualcuno che decide o meno se il virus verrà diffuso su scala globale. Siamo all’ABC del complottismo, dare ai propri lettori un nemico senza volto: “questi qui” (spesso, in alternativa, “loro”).

Dopo il suggerimento di disintossicarsi da intolleranze varie ci viene detto che dobbiamo assumere vitamina C e D3. Ci viene detto che la vitamina C è quella che è valsa a Pauling il Nobel, ma è una bugia, Pauling il Nobel l’ha vinto per il lavoro “Nature of the Chemical Bond and the Structure of Molecules and Crystals: An Introduction to Modern Structural Chemistry” e le letture che ne sono seguite. L’attivismo a favore della vitamina C è qualcosa di cui abbiamo parlato anche qui su BUTAC. Al momento non esiste alcuno studio che correli l’apporto di più vitamina C a una prevenzione dal contagio da Sars-Cov-2. Esiste una limitata letteratura scientifica che suggerisce che il virus attacchi più duramente chi soffre da carenza di vitamina D. Tutti potremmo esserne affetti, visto il lockdown e il meno tempo che abbiamo passato in giro quest’anno. Sul sito della BBC proprio in merito a questo tema è stata fatta una buona guida sull’assunzione di vitamina D per aiutare con Sars-Cov-2. È rivolta agli inglesi, ma applicabile anche da noi.

Nel testo comunque è specificato che:

A review of research by the National Institute for Health and Care Excellence suggests there is no evidence to support taking vitamin D supplements to specifically prevent or treat COVID-19.

But experts do think that it may have some broader health benefits during the pandemic.

Che tradotto:

Una revisione della ricerca da parte del National Institute for Health and Care Excellence suggerisce che non ci siano prove a sostegno dell’assunzione di integratori di vitamina D per prevenire o trattare specificamente COVID-19.

Ma gli esperti pensano che possa avere alcuni benefici più ampi per la salute durante la pandemia.

Nel testo Citro va avanti così per venti minuti, sfruttando un po’ tutte le terapie che abbiamo visto provare e suggerire durante il lockdown, terapie che nessuno nega a prescindere, perché quelle che hanno dato risultati promettenti stanno venendo testate. Ma appunto sulle terapie si fa ricerca, non audio interviste. Come invece fa Citro. Ripeto, sfogliate l’elenco delle pubblicazioni di Idras, l’istituto di ricerca. Non giudicate solo basandovi sulle mie parole, leggete OggiScienza, date un’occhiata al sito di Idras e fate le vostre considerazioni.

Io ritengo tutto questo avvelenamento del pozzo. Trovo assurdo che un medico parli in quei toni, ma ovviamente non sono io a doverlo giudicare ma i suoi pari. Il dottore è iscritto a Torino, magari qualche suo collega di zona ha voglia di controbattere. Saranno tutti parte del grande inganno?

maicolengel at butac punto it

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