La morte del Mediterraneo…

maicolengel butac 24 Gen 2014
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Sta circolando da qualche giorno questa notizia allarmante sulla sorte delle armi chimiche che stanno venendo sequestrate alla Siria. La notizia che circola di più è di quelle da brividi alla schiena:

OBAMA DECRETA LA MORTE DEL MEDITERRANEO CON L’AFFONDAMENTO DELLE ARMI CHIMICHE

l’autore è Gianni Lannes che già conosciamo, e di cui si riconosce lo stile già da subito:

l’approdo dell’arsenale bellico sarà a Gioia Tauro, area di pertinenza esclusiva della ‘Ndrangheta, la più pericolosa organizzazione criminale italiana al soldo spesso dello Stato tricolore per il lavoro sporco commissionato dai nostrani servizi segreti

Lannes oltretutto ha dalla sua una capacità disinformativa che non è da tutti, parte da storie vere per arricchierle con sue fantasie o ilazioni personali…ma senza spiegarlo:

L’arsenale chimico della Siria inizialmente era destinato a essere neutralizzato in Albania ma, dopo le forti proteste pubbliche il governo di Tirana è stato costretto – suo malgrado rinunciando ad un cospicuo gruzzoletto in dollaroni dello zio Sam – a declinare l’offerta, e così questo arsenale proibito dalle convenzioni internazionali, delle normative nazionali nonché del buon senso biologico, sarà affondato nella zona di mare ad ovest di Creta, con la connivenza criminale delle autorità di Grecia, Italia e Malta.

L’Albania ha appena fatto lo stesso con il proprio arsenale chimico, ed è in parte per questo che ha negato l’uso del proprio territorio, detto ciò l’Albania si affaccia sul mediterraneo come noi, e quindi se la ragioni del diniego fossero state di carattere ecologico avrebbe motivazioni a lamentarsi anche ora…ma non lo fa.
La cosa avverrà in acque internazionali, non italiane, non albanesi…pensiamo al numero di bombe atomiche che sono state testate nell’oceano, quelle si avrebbero forse potuto far danni incommensurabili (parliamo di svariate migliaia di volte la potenza erogata su Hiroshima)…eppure siamo ancora qui.
L’allarmismo di Lannes viene da diverse fonti, nessuna linkata, nessuna verificata, ci si deve fidare sulla parola, cita il lavoro di Nikos Katsaros* , ricercatore greco di Demokritos ma a parte alcuni articoli verificabili, le altre fonti che riportano le parole di Katsaros sono siti fuffa, senza link, senza riferimenti temporali per permettere una ricerca su quando e come Kastaros abbia detto quelle parole.
Quindi fiducia per fiducia, io mi fido delle istituzioni, e del sistema che hanno tentato di spiegare sui quotidiani nostrani e americani, andando sul sito della BBC si trova che il primo cargo ha lasciato le coste siriane il 7 gennaio, su nave danese, arriverà in Italia dove verrà spostato su altra nave stavolta americana (e militare) e da li verrà portato in acque internazionali per farlo esplodere all’interno di una “scatola” in titanio creata apposta per l’occasione. Alla missione partecipano le Nazioni Unite e l’OPCW (l’organizzazione per l’eliminazione delle armi chimiche), non Pippo Pluto e Paperino, mi fido di entrambi le organizzazioni.
Tutta l’operazione avverrà all’interno di scatole chiuse e el’esplosione non sarà di impatto sufficiente a distruggerele, sono create apposta per non disperdere nulla nel mare, non dico che sia una sciocchezza,ma mi fido che abbiano studiato tutto nei minimi dettagli, se tra un mese avremo una moria di pesci, o calamari giganti uscire sulle coste della Puglia e della Sicilia porrò le mie scuse a Mr. Lannes, lui non credo avrà il buon gusto di fare altrettanto!
*(la persona è sicuramente seria, ma a me Kastaros ricorda così tanto cazzaro…)

Nell’immagine di apertura mi accorgo che viene segnato come autore un tal Simone, ma le altre testate aprono con un di Gianni Lannes molto chiaro, vedasi qui sotto:

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