La rinascita dell’Ungheria

Paolo Costa 7 Feb 2014
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Bufala economica in arrivo!

La storia è semplice: tantissimi economi della porta accanto stanno osannando le scelte economiche, e non, del governo Orbàn. Elevandole ad esempio universale per uscire dalla crisi.

Scelte che vanno dal criticare l’Unione Europea e il Fondo Monetario Internazionale al controllo statale della Banca Centrale, dal taglio dei costi delle bollette alla nazionalizzazione dei fondi pensione privati.

Scelte non comuni, certamente, che portano tantissime persone ad osannare Orbàn come un rivoluzionario.

Chiariamo subito.
È vero, il governo Orbàn ha effettivamente tagliato i costi delle bollette (promettendo ulteriori tagli), ha effettivamente tassato ulteriormente banche ed istituti finanziari, ha effettivamente nazionalizzato i fondi pensione privati e ha messo sotto controllo statale la Banca Centrale.

Ma quanto sono veramente efficaci queste misure?
Sul breve periodo, per adesso, hanno dato alcuni risultati. L’inflazione è al 2.3%, il deficit è al 1.9% e la crescita al 0.1%.
Numeri non fantastici, ma neanche pessimi.

C’è da chiedersi, però, quanto l’Ungheria sia influenzata dalla crescita della Germania. L’economia ungherese è sempre stata legata a doppio filo con quella tedesca e hanno sempre seguito, a grandi linee, gli stessi trend contemporaneamente. Inoltre, a giugno 2013 è stato aperto un nuovo stabilimento Audi a Gyor.
Bisogna anche dire che, rispetto ai suoi vicini (Repubblica Ceca, Slovacchia e Polonia), i numeri dell’Ungheria sono decisamente peggiori.

Il vero problema potrebbe sorgere sul lungo termine. Le tassazioni sul settore finanziario hanno provocato una crisi dello stesso in Ungheria. Il 70% degli istituti finanziari del paese sono stranieri e, per come è la situazione adesso, stanno evitando di investire altri soldi nell’Ungheria. Il numero di prestiti concessi son diminuiti dal 2008 ad oggi, unico caso in Europa dell’Est.

Infine, gli alterchi fra Orbàn e UE son più sul piano politico, che su quello economico.
Da quando è al potere, il governo Orbàn ha dato il via ad una lunga serie di leggi non proprio democratiche. Un esempio su tutte, quelle sul controllo dei media, dove adesso può apparire quasi unicamente il governo in carica e non l’opposizione, quelle sulla “lesione della dignità umana”, paravento per la censura dei giornali, e quelle contro le coppie omosessuali.

Ricordo, come ultima cosa, che Orbàn ottenne nel 2010 un prestito da 20 miliardi al FMI. Prestito che salvò il paese dalla bancarotta. E ad inizio 2012, cercò di richiedere un altro prestito, questa volta rifiutato perché l’FMI ritenne le condizioni inaccettabili.

Insomma, son tutti buoni a fare gli economi saputelli, ma ad informarsi son bravi in pochi.
Qui potete trovare un articolo molto più completo ed approfondito.
Qui sotto potete vedere la bufala originale:

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