Tutti i quotidiani in questo weekend hanno portato in prima pagina la storia del Vajont, nuove rivelazioni sostengono che si sia trattata di una tragedia pilotata (male visto che era previsto un muro d’acqua di 30 metri e invece è stato di 300). Non voglio parlare di bufala o meno, non lo so, indagherà la magistratura, ma una piccola pulce nell’orecchio ce l’ho… e prude. Sia chiaro scrivo queste che sono SOLO MIE considerazioni, non stiamo parlando di una bufala, mi piacerebbe sentire il parere vostro, per capire se la pulce ce l’ho solo io o no…

Chi ha rilasciato le dichiarazioni è la figlia di un notaio che assistette ai dialoghi tra altri dirigenti della Sade subito prima della tragedia, dirigenti che stavano discutendo dell’acquisto di un terreno e che avrebbero minacciato il notaio di esser tenuto al segreto professionale. La figlia sostiene però che lui invece del segreto professionale se ne infischiò e racconto il tutto più e più volte senza mai esser creduto (ovviamente solo DOPO la tragedia).

Ma c’è un MA grande come una casa, nel 1995/96 un signore di nome Marco Paolini inizia a raccogliere informazioni sul Vajont, ha in progetto uno spettacolo tutto basato su quei fatti e vuole raccontarli con dovizia di particolari… anzi vuole far capire a tutti che quella del Vajont era una tragedia prevedibile ed evitabile, gira insieme al regista per due anni di ricerche, raccoglie interviste, materiali inediti, progetti, racconti… e di questo “eroico” notaio non salta fuori nulla? Nessuno che si ricordi che sì: c’era uno che diceva che era opera del Sade. Oltretutto in quegli anni il notaio era ancora in vita, e lo spettacolo di Paolini è andato in onda su Rai Uno in occasione dell’anniversario della tragedia… questo “eroico” italiano non si è fatto avanti allora… e invece lo fa la figlia oggi? E lo fa per onorare la memoria del padre?

A me sembra che se la storia fosse vera il notaio sarebbe da far rientrare tra i complici della tragedia…altro che tra gli eroi. Solo la magistratura (forse) potrà far chiarezza sulla vicenda, non posso pronunciarmi oltre, ma c’è qualcosa che non mi torna!

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