La vaccinazione per l’aviaria

Da maggio 2026 il Ministero della Salute ha avviato un progetto pilota di vaccinazione contro l’influenza aviaria ad alta patogenicità, in collaborazione con le regioni Veneto e Lombardia, su un numero limitato di allevamenti nelle province di Verona e Mantova, progetto riguardante tacchini da carne e galline ovaiole.
Sui social sono cominciati ad apparire inviti a boicottare aziende che partecipano a questo progetto pilota, indicando AIA come unico marchio al momento da boicottare. Ma il dispositivo dirigenziale del Ministero identifica esattamente 5 allevamenti coinvolti: 3 di tacchini da carne in provincia di Verona e 2 di galline ovaiole in provincia di Mantova. AIA non ci risulta, né emerge da alcuna fonte ufficiale, sia l’unica azienda a prendervi parte.
Come riportato dal TG Veronese di Telenuovo dal 2020 a inizio 2026 si sono verificati 477 focolai di influenza aviaria ad alta patogenicità negli allevamenti italiani. Numeri che hanno spinto verso il superamento della gestione emergenziale basata sugli abbattimenti, puntando su prevenzione e biosicurezza, come evidenziato anche dall’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie.
Chi spinge per boicottare un singolo operatore nominandolo esplicitamente, mentre tace su tutti gli altri partecipanti al medesimo progetto, si espone quantomeno a una riflessione sul tema della concorrenza sleale. Ma non è di concorrenza sleale che vogliamo parlare oggi, bensì di vaccini e influenza aviaria.
La primissima cosa da dire è che i messaggi che invitano a boicottare AIA sono pura disinformazione, perché si parla di vaccino mRNA, ma il dispositivo dirigenziale del Ministero della Salute che dà l’autorizzazione a questa fase test di vaccinazione dice chiaramente quale vaccino si può usare nei cinque allevamenti, e non è mRNA, bensì:
Tacchini da carne
a) Prima vaccinazione: vaccino ricombinante autorizzato per il tacchino con vettore Herpesvirus del tacchino (HVT) esprimente il gene dell’emoagglutinina H5, somministrato in incubatoio al primo giorno di vita.b) Seconda vaccinazione (booster): vaccino inattivato autorizzato per il tacchino a subunità per H5, contenenti esclusivamente la proteina chiave del virus (emoagglutinina, HA) e non il virus intero, somministrato a 30-36 giorni di età.
Pollastre
a) Prima vaccinazione: vaccino ricombinante autorizzato per il pollo con vettore HVT esprimente l’emoagglutinina H5, somministrato in incubatoio al primo giorno di vita.b) Seconda vaccinazione (booster): vaccino inattivato a subunità per H5 autorizzato per il pollo, contenente esclusivamente la proteina chiave del virus (emoagglutinina, HA) e non il virus intero, somministrato tra la 10a e la 12a settimana di vita.
Il vaccino ricombinante
È una tecnologia in uso della medicina veterinaria fin dagli anni Novanta, quindi se vi preoccupate oggi è decisamente tardi. Ma per fare chiarezza fino in fondo vediamo di capire di cosa stiamo parlando. Questo tipo di vaccino funziona così: si prende un virus già noto e innocuo per l’uomo – nel caso si tratta dell’Herpesvirus del tacchino, che si usa da decenni come vaccino contro la malattia di Marek – e gli si inserisce il gene che codifica per l’emoagglutinina H5, la proteina superficiale del virus dell’influenza aviaria. Il vettore entra nelle cellule dell’animale e produce quella proteina, addestrando il sistema immunitario a riconoscerla. Non vengono inoculati virus influenzali vivi, nessun mRNA, e non avviene alcuna modifica al DNA dell’animale. Tutto molto semplice, e il booster della seconda vaccinazione è ancora più semplice visto che è un vaccino inattivato che contiene solo la proteina purificata, senza alcun materiale genetico.
Chi parla di vaccinazione “mRNA dei polli” o non sa di cosa parla o sta cavalcando disinformazione per stimolare l’indignazione di un pubblico facilmente suggestionabile. Come diciamo da tempo la paura è utilissima quando si cerca di influenzare l’opinione pubblica.
Concludendo
Fossi nel Ministero della Salute provvederei fin da subito a far scattare denunce per procurato allarme, oltre che per possibili danni alle aziende citate.
Ma io sono solo un fact checker.
maicolengel at butac punto it
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Immagine di testa di Collab Media su Unsplash