L’aborto a New York

maicolengel butac 25 Gen 2019
article-post
Aggiungi Butac tra le tue fonti preferite su Google

Sono tante le testate e i blog che hanno ripreso la notizia sulla nuova legge sull’aborto approvata a New York nei giorni scorsi, qui ad esempio vedete la copertina di Primato Nazionale:

New York, legale l’aborto fino al nono mese: “Non è omicidio”

L’idea è abbastanza palese: indignare dando a intendere che da ora in poi chiunque voglia abortire a NY anche al nono mese possa farlo, senza ovviamente spiegare come stiano le cose.

L’articolo di Primato Nazionale è uno di quelli completamente inutili, fatto per parlare alle pance. Nulla viene spiegato, si cavalca solo la parte della legge che può aiutare a indignare i lettori.

Davvero a New York da oggi si può abortire fino al nono mese? Sì, esattamente come in Italia (da anni). Così si va solo a indignare senza spiegare che New York non ha fatto altro che attualizzare la propria legge sull’aborto, conformandosi a quelle già in vigore in altri Stati americani e Paesi del mondo.

Vediamo di capirci, la legge sull’aborto a New York prevedeva che si potesse interrompere la gravidanza dopo la 24esima settimana solo nel caso che questa mettesse seriamente in pericolo la vita della partoriente. In tutti gli altri casi era considerato omicidio. Oggi le cose sono (lievemente) cambiate. Una donna può ricorrere all’interruzione della gravidanza fino al parto nel caso metta a rischio la sua vita, ma anche la sua salute. Esattamente In maniera molto simile a come avviene in Italia.

Davvero non lo sapevate?
Vi riporto un breve testo da La Legge è per tutti:

Successivamente ai novanta giorni, l’interruzione volontaria della gravidanza è possibile solamente nel caso di aborto terapeutico, e cioè:

  • quando la gravidanza o il parto comportino un grave pericolo per la vita della donna;
  • quando siano accertati processi patologici, tra cui quelli relativi a rilevanti anomalie o malformazioni del nascituro, che determinino un grave pericolo per la salute fisica o psichica della donna .

In sintesi, l’ordinamento italiano dice che si può abortire quando, entro i primi tre mesi di gravidanza, la donna ritenga di non poter tenere il figlio anche solamente per motivi economici o sociali; successivamente, può ricorrere all’interruzione volontaria della gravidanza nel caso in cui il parto o la gravidanza stessa possano mettere a repentaglio l’incolumità psico-fisica della madre. Ovviamente, in quest’ultima ipotesi, il rischio per la salute in cui può incorrere la donna deve essere accertato.

Come a New York.

Una donna, dopo che dei medici hanno certificato che può essere a repentaglio la sua salute fisica o psichica, può ricorrere all’interruzione di gravidanza anche dopo i primi tre mesi, senza che questo venga considerato un omicidio. Succede nella maggioranza dei Paesi occidentali, si tratta di un diritto della donna. Le statistiche dimostrano come i casi di aborto interruzione volontaria di gravidanza dopo i primi mesi siano rarissimi, ma chi ama parlare alle pance e passa la vita a cercare d’indignare non ve lo racconterà mai. Loro hanno bisogno che voi non capiate le cose, perché è sull’ignoranza che fanno proselitismo.

A quest’articolo ne fa seguito un altro, che potete trovare qui, che fornisce ulteriori risposte alle domande generate dal pezzo.

maicolengel at butac punto it
Se ti piace BUTAC, sostienici su Patreon o su PayPal! Può bastare anche il costo di un caffè!

Diciamolo chiaramente: no, l’Italia non ha sospeso l’accordo di Schengen con la Spagna, eppure – a parte rare eccezioni – i titoli della maggior parte dei quotidiani italiani sembrano raccontare proprio questo. L’unico che prova a fare realmente chiarezza è Il Post, che usa la virgolette nel titolo per far capire che le cose non […]

maicolengel butac | 03 ago 2026

Ci segnalate un video su Facebook, condiviso con un lungo testo in cui si sostiene che si tratti di un video della rapina al gioielliere Roggero. Il post, molto lungo, comincia così: Per tutti quelli che sono contro Roggero vorrei che vedeste un pezzettino di video della rapina con l’audio, così vediamo se vi viene […]

maicolengel butac | 31 lug 2026

Il 23 luglio molte testate giornalistiche italiane, come Repubblica, hanno titolato: Ok alla “norma anti maranza”: minori imputabili da 14 anni. Meloni: “Chi sbaglia paga” Oppure La Stampa: Norma anti-maranza, Salvini: “Da genitore dico è giusto punire chi ha 14 anni”. Polemica su Meloni Un titolo che sembra far passare l’idea che il governo Meloni […]

maicolengel butac | 29 lug 2026

Su svariate testate italiane sono apparsi, nei giorni scorsi, articoli che dimostrano (non che ce ne fosse bisogno) il pessimo stato del giornalismo italiano. Titola SkyTg24 il 22 luglio 2026: Incendi in Calabria, gatti usati per innescare i roghi: taglia di mille euro sui piromani E nelle prime righe dell’articolo leggiamo: Gatti con stracci imbevuti […]

maicolengel butac | 28 lug 2026