L’arte divinatoria dell’astrologia

E una nuova collana portata al grande pubblico dal Corriere della Sera

maicolengel butac 9 Feb 2023
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ARTICOLO AGGIORNATO DOPO

ALCUNE OSSERVAZIONI DI LETTORI APPASSIONATI

Alle volte, dopo aver pubblicato immagini come questa:

Ci sentiamo rispondere:

…non c’è nulla di male a leggere l’oroscopo, tanto lo leggo ma non ci credo…

E noi vorremmo poter confermare che è vero, non c’è nulla di male se ci si limita a leggere senza poi farsi condizionare. Il problema è quando le cose vengono prese sul serio.

Purtroppo quando una delle più antiche testate giornalistiche nazionali se ne esce con un’operazione di marketing come quella che potete vedere qui sotto è probabile che le cose vengano prese sul serio da un numero piuttosto alto di persone.

Vi riporto la presentazione dell’opera:

Corriere della Sera presenta una raccolta dei testi più autorevoli di una disciplina dalle origini millenarie e centrale per tutto il Medioevo e il Rinascimento. Uno studio che ha rappresentato per l’uomo il tentativo di cogliere la complessità dell’universo e che oggi, ben oltre il rito degli oroscopi, si confronta con la filosofia e la storia del pensiero.

La collana è composta da 20 uscite

Il costo complessivo dell’opera è di € 158,00 se la si compra in un’unica soluzione, o 178,00 se la si compra volume per volume.

Cosa abbiamo contro l’astrologia?

Nulla: se un individuo, per suo personale interesse, sceglie di leggere l’oroscopo su testate dedicate, o di seguire questo o quell’altro astrologo, sono fatti suoi. Il problema è quando una testata giornalistica – che dovrebbe avere come scopo principale quello di informare il lettore – sceglie di pubblicare un’intera collana dedicata al tema. Una collana che tratta la materia con un’aura di serietà, rendendo il tutto autorevole. Così facendo si fa credere al proprio pubblico generalista che possano esserci dei fondamenti alla base della pratica astrologica.

Ma non è così.

L’idea che il movimento dei pianeti possa in qualche maniera influenzarci è una sciocchezza, se fosse così a influenzare maggiormente le nostre vite sarebbe il corpo celeste a noi più vicino, ovvero la Luna, l’unica che in qualche maniera ha una vera influenza sul nostro pianeta. Difatti è a causa dell’attrazione gravitazionale esercitata dalla Luna sulla Terra che abbiamo il fenomeno delle maree. Però la Luna non è presente negli oroscopi. Un corpo celeste che ha una reale (e misurabile) influenza sul nostro pianeta non viene preso sufficientemente in considerazione. Come spiega l’astronomo Phil Plait:

If gravity were the driving force of astrology, the Moon would dominate, but it doesn’t. If EM were the driving force, the Sun would dominate, but it doesn’t. We’ve run out of forces!

Con EM si riferisce all’elettromagnetismo…

E invece si calcolano gli spostamenti di costellazioni lontanissime da noi, che non hanno alcun effetto misurabile sul nostro pianeta, e si pensa che possano avere qualche influenza sugli esseri viventi.

Finché è uno solo…

Ma continuiamo a dire che finché ci crede il singolo – o lo legge per puro divertimento – sono fatti suoi, il problema è l’autorevolezza che viene data dal pubblicare una collana di libri come quella che sta uscendo con il Corriere della Sera. Il problema è quando a inizio e fine anno si dedicano (pagando) pagine intere all’astrologo di turno che fa le sue previsioni per l’anno che verrà e le sue considerazioni su quello appena concluso, dando a intendere che siano rilevanti. Qualcuno che si suggestiona, anche inconsciamente, lo si troverà sempre. L’unico modo per evitarlo è smettere di dare spazio all’arte divinatoria e magari cercare di dare più spazio allo spirito critico e alla corretta divulgazione scientifica.

Cosa che invece fatica a trovare spazio nei quotidiani italiani.

In conclusione sfrutto quanto già scritto da due contatti social che stimo e che si sono pronunciati a loro volta su quest’opera di cui nessuno può fare a meno.

Il primo è Andrea Ferrero, ingegnere meccanico, che su Facebook ha scritto:

Caro Corriere della Sera, siete il più importante quotidiano italiano e avete una responsabilità verso i lettori. La scelta di pubblicare una collana di astrologia tradisce questa responsabilità. Dovreste diffondere cultura, non pensare solo al denaro.

La seconda è Rossana Garavaglia, co-autrice insieme al fratello Massimo (tra le altre cose) del libro Comuni che odiano le onde che ci è andata giù bella diretta:

Caro CorSera, avere una storia alle spalle non significa buttarla alle ortiche. Sembra che vogliate far dimenticare di avere ospitato giornalisti della statura di Buzzati. Se è vero che la pseudoscienza fa vendere, chiedete al vostro reparto marketing un po’ di creatività: d’altra parte è il loro lavoro, o no?
Rimango basita.
Mi accodo all’essere basito…

La disamina di Phil Plait dovrebbe essere pubblicata dal Corriere, invece che questi testi….

maicolengel at butac punto it

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