No, non ci siamo proprio, passano gli anni ma evidentemente capita sempre che qualche stagista dentro un’agenzia di stampa non faccia ricerche di alcun genere e caschi nel pubblicare una notizia che ha una fonte inaffidabile, di quelle che voi che leggete BUTAC da tempo conoscete bene.

Il 15 settembre Adnkronos titola:

Caccia, 3 morti e 1 ferito nell’apertura di stagione

Dal testo di Adnkronos:

Alle 15 di oggi – riferisce l’Aidaa – si contano già 3 morti e un ferito grave. Il primo incidente a Pedrinate a pochi passi dal confine varesino con la Svizzera, qui un 50enne svizzero è stato ucciso da un colpo di fucile sparato da un suo compagno di caccia. Il secondo morto nei boschi di Sorico a cavallo tra le provincie di Sondrio e Como: un 53enne valtellinese si è calato in un dirupo per recuperare un cervo abbattuto e cadendo è stato schiacciato dallo stesso cervo contro la roccia perdendo la vita. Un suo amico che era a caccia con lui, 61 anni, è rimasto ferito in modo grave. Nei giorni scorsi in Sardegna in una località della Gallura un uomo che passeggiava nei boschi è stato ucciso da un colpo partito dal fucile di un bracconiere che stava appostato per sparare ai cinghiali.

Una verifica veloce porta a scoprire che il primo caso a cui si fa riferimento è avvenuto in Svizzera, non in Italia, e che la stessa vittima è uno svizzero, ucciso per errore da un suo amico connazionale, quindi la notizia collegata alla stagione venatoria in Italia non ha molto senso. L’incidente oltretutto è avvenuto sabato 14, la stagione venatoria è aperta da domenica. Come riporta il calendario venatorio della Regione Lombardia:

La stagione venatoria ha inizio la terza domenica di settembre e termina
il 31 gennaio di ogni anno. L’esercizio venatorio è consentito, anche con l’ausilio
del cane, in forma vagante o da appostamento fisso o temporaneo.

Ma procediamo oltre, il secondo caso riportato da Adnkronos è un incidente di caccia, ma non nel senso stretto del termine, un cacciatore è caduto in un dirupo mentre cercava di sollevare la propria preda. Ma incidenti simili avvengono anche senza bisogno di far collegamenti con la caccia, basta guardare i giornali nelle ultime settimane:

Tragedia in montagna sul Sass de Stria: muore escursionista padovano di 47 anni

L’ultimo video di Gabriele, morto durante l’escursione: “Mi sono perso, se va male vi chiedo scusa”

Scivola sul sentiero e precipita per cento metri. Tragedia sullo Spinale

Nessuno dei tre casi menzionati qui sopra è collegato alla caccia, sono tre storie tragiche avvenute a normali escursionisti, come capita spesso.

Poi si passa all’ultimo “morto per caccia”, qui la bufala è più evidente, visto che il sardo a cui fa riferimento Adnkronos non è affatto morto. Il 13 settembre, a caccia ancora chiusa, un cercatore di funghi di 54 anni è rimasto ferito per colpa di proiettile partito da una trappola nascosta nella vegetazione, probabilmente da un bracconiere per cacciare i cinghiali. Come spiegato su Gallura Oggi:

Il micidiale proiettile sarebbe stato esploso da un rudimentale tubo di ferro appositamente modificato. In genere tali strumenti vengono attivati da un filo metallico ove inciampa il malcapitato animale come lo sfortunato passante. La trappola solitamente è piazzata per la fauna di grossa taglia, più spesso cinghiali, attirati da una abbandonate pastura.

Quindi, di tre morti per caccia, una non ha nulla a che vedere con l’Italia, una è un episodio non così raro anche senza bisogno ci siano di mezzo i cacciatori, e l’ultima non è una morte e non ha nulla a che vedere con la stagione venatoria italiana (i bracconieri ci sono con o senza le regole in merito a quando e come si può cacciare).

Che si continui a usare una fonte inattendibile su agenzie di stampa nazionali a me lascia sempre più interdetto. Abbiamo spiegato in lungo e in largo come e perché AIDAA non vada usata, ma è evidente che pochi fanno la benché minima verifica prima di pubblicare.

Non credo si possa aggiungere altro.

maicolengel at butac punto it

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