L’ho copiata da un mio amico

maicolengel butac 9 Lug 2020
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Oggi trattiamo un post che sta circolando in maniera subdola su bacheche chiuse e gruppi di messaggistica. Fa parte dei tanti post che avvelenano il pozzo senza che la massa se ne renda pienamente conto. Non è possibile fare un fact-checking perché è impossibile trattare le notizie inventate che non riportano fonti delle proprie affermazioni.

Non anonimizzo gli screenshot che ho ricevuto perché ritengo che chi li ha postati debba prendersene le responsabilità, anche se appunto il post inizia con un “l’ho copiata da un amico”. Purtroppo l’ho ricevuto solo come screenshot e al momento la bacheca che l’ha pubblicato mi è inaccessibile. Non ho intenzione di trascriverlo tutto, basta l’incipt:

L’ho copiato da un amico affidabile. Ho sentito casi del genere in Italia. Cosa facciamo ??? ))))
Gira questa roba in Internet… verifichiamo !! E massima attenzione a Zaia… (dal sito Libera Espressione – canale Telegram) PLAN-DEMIC 2 – Slovenia, Bosnia Croazia offrono da € 1000 a € 5000 ad ogni persona che accetti una diagnosi di COVID19 come causa del decesso del congiunto o parente stretto. Si sta verificando ciò da lunedì quindi prevediamo aumenti graduali e disseminati di casi fake in tutta Europa.

Lo so che la maggior parte di voi che leggete BUTAC vede questa roba circolare, ci ride sopra e pensa che nessuno possa cascarci, ma sbagliate. Purtroppo sono molti di più i suggestionabili che possono credere a qualcosa come quello raccontato qui sopra, che i razionali che si rendono subito conto che è materiale da cestinare probabilmente pubblicato da profili falsi, fatti apposta per diffondere disinformazione.

Non ci sono fonti di quanto sostenuto, è un passaparola basato sul nulla, ma che viene diffuso in maniera “alternativa” dando a intendere che sia qualcosa di segreto che altrimenti verrebbe denunciato e censurato. Questo sistema fa breccia nelle teste di tanti, gli stessi spaventati dal 5G, dai vaccini, dal mondo.

Di profili che diffondono disinformazione come quello di Nadia qui sopra è piena la rete. Non ce ne accorgiamo perché pubblicano pochissimi contenuti accessibili a tutti. La loro opera si svolge perlopiù all’interno di svariati gruppi chiusi, è lì che diffondono la loro disinformazione. Telegram, Whatsapp, Facebook, basta che il gruppo sia chiuso e non facilmente segnalabile all’esterno, che per questa gente è come avere un campo pronto per la semina della disinformazione. Dopo qualche mese si provvede al raccolto, diventando i migliori amici dei soggetti che si sono fatti suggestionare di più. Amici che a loro volta provvederanno a diffondere il verbo verso l’esterno. Inconsapevoli di essere diventati complici di un sottile sistema di avvelenamento del pozzo.

A chi fa comodo un post come quello qui sopra? Sicuramente ai tanti ciarlatani che sostengono l’inesistenza della pandemia, ciarlatani che vendono le loro consulenze mediche, i loro prodotti fuffa, i loro integratori magici. Ma ancora di più che a loro, la disinformazione fa comodo a chi ha da guadagnare da una crisi economica del nostro Paese. Crisi che è già in corso grazie alla pandemia, ma che può inasprirsi moltissimo se dovessimo avere una seconda ondata che ci obblighi a un nuovo lockdown. Seconda ondata che è più facile avvenga se c’è gente in giro a sostenere che i numeri che ci raccontano i giornali siano falsi.

Gente come Nadia del post qui sopra…

Nadia che, a mio avviso, andrebbe identificata dalla polizia postale, col suo nome e cognome reali. Ma siamo tutti d’accordo che il numero di profili che diffondono questa robaccia è talmente alto che sia difficile starci dietro, è un lavoro improbo per un debunker, ma evidentemente lo è anche per le Forze dell’Ordine.

Non credo sia necessario aggiungere altro.
maicolengel at butac punto it
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