Rosario Marcianò è un soggetto che chi legge BUTAC conosce bene, quasi quanto Lorenzo Croce o Agitalia. Il 2 luglio 2019, a distanza di un quasi un anno dalla tragedia del Ponte Morandi, Marcianò (d’ora in poi Mr Nò) ha pubblicato un video in cui racconta la sua tesi sulle immagini inedite che sono state finalmente rese pubbliche sul crollo del viadotto Polcevera (il nome ufficiale del Ponte Morandi).

Il video è un montaggio di quanto ci è stato mostrato dai TG, montaggio che riporta le elucubrazioni di Mr Nò. Vi riporto la descrizione che appare su YouTube:

Nessuna sequenza del filmato desecretato dalla Procura di Genova può ritenersi genuina. Ci sono almeno venti (20) fotogrammi riciclati. Tutto è dimostrato frame per frame. Ho per l’occasione realizzato un un montaggio video atto a mettere in chiara evidenza quali e quanti fotogrammi sono stati impiegati più volte per realizzare il falso del Secolo, ad opera delle autorità governative. Il video prodotto dalla Procura genovese porterebbe l’acqua al mulino dei fautori del cedimento strutturale e per questo TUTTE le sequenze del crollo sono state create da zero, utilizzando una decina di frame e con questi creando (ex novo) oltre venti fotogrammi nuovi, inventati, fasulli. Il tutto è ben evidente dal fatto che, mentre il ponte… “collassa”, l’albero di riferimento, sino a pochi istanti prima scosso dal vento, ora non si muove! Inoltre le sequenze del crollo sono state accelerate, così da ottimizzare il movimento ed occultare ai meno attenti la manipolazione operata. In ogni caso la Procura ci ha messo quasi un anno per proporci un fake che peggio non poteva riuscire. Degli incapaci, oltre che disonesti. A questo punto ci si chiede: “Se una Procura si permette di creare dei falsi di tale livello, ci possiamo ancora fidare della Giustizia?”.

Mr Nò quindi sostiene che il filmato diffuso dalla Procura sia un falso, sta dando dei bugiardi ai magistrati, io fossi in loro procederei immediatamente con una bella denuncia per diffamazione. Ma io sono solo un blogger, che ne posso sapere io di come vada punito chi accusa la Magistratura di falsità.

Mr Nò però nel suo video gioca sporco, per sostenere la sua tesi ci mostra solo una parte del video che viene fatto circolare dalla Procura, la parte iniziale, che mostra un dettaglio delle riprese fatte dalle telecamere dell’azienda Ferrometal. Il trucco è di quelli noti: faccio vedere quel che pare a me che sia di supporto alla mia tesi.

Mr Nò sostiene che il video sia un falso perché l’albero in primo piano smette di muoversi mentre il ponte crolla. Ma evita di mostrare il video nella sua versione allargata.

Versione che invece è stata usata da tutti i media che hanno ripreso il filmato della Procura.

Basta osservare per rendersi conto di essere di fronte alle immagini rallentate di una telecamera di sicurezza, immagini che è normale che non abbiano tutti i frame. Lo dico da commerciante che ha all’interno della propria attività molte telecamere. Per permettere al mio impianto di tenere in memoria una settimana intera di riprese si registra con meno frame al secondo rispetto a un normale film. Così facendo si crea quell’effetto scattoso che vediamo nel video. Chiunque s’intenda di montaggi video può confermare che in quello mostrato da Mr Nò non ci sono gli artefatti tipici della video manipolazione. Ma Mr Nò sa bene che i suoi follower si fidano della sua versione dei fatti e se ne infischia.

Ho velocizzato per voi il video mettendolo a 8 volte la velocità con cui è stato trasmesso in tv, vi sembra ancora un video manipolato digitalmente come sostiene Mr Nò?

Mi metto nei panni delle vittime e penso, ma si può essere più sciacalli (e sono stato elegante) di uno che sostiene che le cose non siano andate come vedete nel video?

Lo ammetto, quando vedo screenshot come questo spero sempre che un parente/amico delle vittime incontri Mr Nò al bar, per dirgli a voce cosa ne pensa delle sue teorie del complotto…

Non credo si debba aggiungere altro, se non ripetere l’invito alla Procura di fermare Mr Nò.

maicolengel at butac punto it

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