Lo studio sull’h-index delle virostar

Cerchiamo di spiegare nuovamente perché l'h-index da solo non è un indicatore del valore di uno scienziato

maicolengel butac 6 Set 2022
article-post
Aggiungi Butac tra le tue fonti preferite su Google

Sulla bacheca di Maddalena Loy, giornalista iscritta all’Ordine da maggio 1995, è apparso questo tweet:

 

Lo studio a cui fa riferimento si intitola:

Overall and COVID-19-specific citation impact of highly visible COVID-19 media experts: bibliometric analysis

Che tradotto:

Impatto delle citazioni complessive e specifiche per COVID-19 di esperti altamente visibili sui media su COVID-19: analisi bibliometrica

Ho trovato l’idea curiosa, e ho pensato fosse interessante approfondire quello che la giornalista raccontava su Twitter. La prima cosa che ho trovato è che lo studio risale a ottobre 2021, ma la cosa che trovo più curiosa è che riguarda USA, Danimarca, Grecia e Svizzera, perché venga commentato e rilanciato da gente che fa riferimento a medici e scienziati italiani, come se anch’essi fossero valutati nello studio, non mi è chiaro. Ma non è così importante.

Loy nel suo tweet fa specifico riferimento all’h-index, sostenendo che lo studio stabilisca che più gli esperti vanno in televisione minore sia il loro h-index. La prima cosa da evidenziare, già raccontata in passato sempre su BUTAC, è che l’h-index non è un indice di merito, ma solo di valutazione nel confronto tra numero cumulativo della produzione di un autore e le sue citazioni. Il prof. Elia Marin già un paio d’anni fa ci spiegava che:

…l’h-index tende a crescere con l’età, cosa che già di per sé ne mina l’uso come parametro di valutazione di “qualità” scientifica. Un professore anziano, ma mediamente inattivo, sarà comunque molto difficile da raggiungere anche per un attivissimo e volenteroso giovane ricercatore.

E difatti lo studio citato da Loy non si basa sull’h-index, ma, come spiegato chiaramente nella metodologia dello studio stesso:

La classifica utilizza un indicatore di citazione composito precedentemente sviluppato e convalidato che unisce sei metriche di citazione (citazioni totali, Hirsch h-index, Schreiber hm-index aggiustato per la coautorietà, citazioni a articoli di un singolo autore, citazioni di articoli di primo autore o di singolo autore e citazioni di un singolo autore, primo autore o ultimi articoli scritti).

Quindi non una singola metrica come sostenuto da Loy bensì 6 diverse metriche. Perché ne parliamo? Ma per la stessa ragione per cui al prof. Marin fu richiesto di spiegare la questione in un articolo a maggio 2020. Troppi continuano a ritenere l’h-index un indice qualitativo dello scienziato che hanno di fronte, come ad esempio Il Giornale, che ad aprile 2021 faceva la classifica dei virologi italiani titolando:

Chi studia e chi parla. Tutti i voti ai virologi più produttivi e influenti

Classifica che, per spiegare cosa fosse l’h-index, veniva introdotta con queste parole:

Una sorta di coefficiente di attendibilità e autorevolezza degli scienziati, basato sul numero di ricerche pubblicate e citazioni collezionate da ciascun luminare.

Questo errore ripetuto più e più volte porta i lettori ad associare h-index ad attendibilità e autorevolezza, quando invece può significare soltanto di aver avuto una lunghissima carriera durante la quale hai prodotto materiale che nel tempo è stato citato molte volte, senza che questo determini la bontà o meno della produzione complessiva.

maicolengel at butac punto it

Se ti è piaciuto l’articolo, sostienici su Patreon o su PayPal! Può bastare anche il costo di un caffè!
Un altro modo per sostenerci è acquistare uno dei libri consigliati sulla nostra pagina Amazon, la trovi qui.

La Repubblica il 18 ottobre titolava: “Cittadini, preparatevi alla guerra e a fare sacrifici”: l’appello del capo dell’esercito britannico Il virgolettato è molto chiaro: secondo il titolista il generale Sir Roly Walker, capo di Stato maggiore dell’Esercito britannico, avrebbe detto questa frase ai cittadini britannici. Ma quel virgolettato non è mai stato detto come lo […]

maicolengel butac | 21 ott 2026

Tra il 12 ottobre 2026 e la mattina presto del 13, tantissimi hanno rilanciato in rete un grafico che misura il traffico automatizzato in uscita dalla rete di Yandex, un grafico che veniva condiviso sostenendo che quell’immagine mostrasse il crollo delle attività legate alla disinformazione di stampo filorusso. Noi ci siamo ben guardati dal diffondere quello […]

maicolengel butac | 14 ott 2026

Il ciclammato di sodio negli Stati Uniti è vietato, in Europa no. Questa affermazione è corretta, il problema è quanto viene insinuato sulla base della stessa. Ad esempio nel 2020 una giovane Susanna Ceccardi pubblicava un video sulla sua bacheca social: [meride embed=”28088″] Video che Ceccardi pubblicava con questo testo al seguito: Il ciclammato di […]

maicolengel butac | 22 set 2026

Ci è stato segnalato un articolo de Il Giornale del 27 giugno 2026, a firma Alessandra Corradi, articolo dal titolo: La finta pagina de Il Giornale per la propaganda: il falso che diventa virale sui social L’articolo racconta di come un’immagine falsa che riproduce un’inesistente pagina de Il Giornale sia diventata virale in certi ambiti. […]

maicolengel butac | 09 lug 2026