L’omicida non responsabile perché strafatto…

maicolengel butac 19 Lug 2019
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Il titolo può sembrare leggero, ma l’argomento di cui andiamo a parlare oggi è di quelli delicati. La notizia potremmo raccontarla così: l’Independent ha fatto un articolo che s’intitola

Man who killed Jewish woman in antisemitic attack not criminally responsible as he was high on cannabis, French judge rules

Che è stato ripreso da Tempi:

Se sei un islamista antisemita che si fa le canne, puoi commettere omicidi antisemiti

La storia va raccontata dall’inizio, per bene. Nel 2017 Kobili Traoré, 27 anni, picchia e butta dalla finestra, uccidendola, la sua vicina di casa Sarah Halimi, 65enne ebrea. Kobili è musulmano. Le prime cronache dei fatti non dicono molto, su le Parisien si racconta di come Traoré abbia litigato con la famiglia di Halimi, sia andato a letto e poi sia uscito dal balcone per raggiungere la finestra della vicina, entrare nella camera e picchiarla. Il dubbio pare essere se la caduta dalla finestra fosse intenzionale o meno. Da subito viene precisato che Traoré è già noto alle forze dell’ordine per furto, spaccio e detenzione.

La storia a quel punto diventa più complessa, vengono resi noti particolari che non è chiaro se siano cronaca fedele dei fatti o narrazione giornalistica.  Alcuni però sono riportati anche nelle cronache giudiziarie, pare che Traoré mentre picchiava la povera Halimi recitasse sure del Corano e abbia detto « J’ai tué le sheitan », ho ucciso il demonio. Il fatto che Traoré sia musulmano e la vittima ebrea ha fatto sì che gli inquirenti chiedessero che il crimine avesse l’aggravante dell’antisemitismo. Ma Le Parisien ci spiega che:

Dans leurs conclusions dont nous avons pris connaissance, les docteurs Pascal, Guelfi et Coutanceau indiquent que le jeune homme de 29 ans présentait « une bouffée délirante aiguë d’origine exotoxique » (c’est-à-dire provoquée par un agent toxique extérieur, en l’occurrence le cannabis dont il était un très gros consommateur).

Quindi i medici, fin da subito, mettono in chiaro che Traoré fosse sotto l’influsso di agenti tossici, tali da renderlo delirante. Per questo fin dall’inizio si è discusso se l’aggravante antisemita fosse da inserire o meno tra le accuse. Ma dopo qualche settimana di dibattito si è scelto di usarla. Nel frattempo Traoré è stato messo in stato di fermo e da allora è in una clinica psichiatrica dove svariati medici hanno fatto valutazioni sul suo stato di salute mentale.

Qual è il problema? Il problema è che dei gruppi che hanno visitato Traoré, la maggior parte pare concordare che il “consumo cronico” di droga sia tale e così prolungato da rendere Traoré non in grado di subire un processo – che non significa affatto che venga scarcerato, ma solo che quando ha commesso il crimine, a causa del consumo cronico di droga, fosse in uno stato di alterazione che la Giurisprudenza riconosce anche nel nostro Paese. Bisogna leggere l’art 95 del Codice Penale, così spiegato da Brocardi:

La norma pone l’esigenza di chiarire la differenza tra stato di cronica intossicazione determinato dall’uso di alcool e stato di ubriachezza abituale (art. 94), per i quali il legislatore ha predisposto un trattamento differenziato. Infatti nel primo caso non c’è imputazione, mentre per la seconda ipotesi scattano gli aumenti di pena. La Corte Costituzionale, con sentenza 9 aprile 1998, n. 114, ha chiarito che la cronica intossicazione si differenzia dalla ubriachezza abituale in quanto è un dato irreversibile ovvero, in questo caso, i fenomeni tossici sono stabili, persistendo anche dopo l’eliminazione dell’alcool assunto, di conseguenza la capacità del soggetto può essere permanentemente esclusa o grandemente scemata (si pensi al delirium tremens, alla psicosi alcoolica di Korsakoff o alla paranoia alcoolica). Mentre nell’ubriachezza abituale i fenomeni tossici non sono onnipresenti,vengono meno, infatti,negli intervalli di astinenza, durante i quali il soggetto riacquista la capacità d’intendere e di volere.

Quindi in questi due anni i medici hanno fatto valutazioni sul soggetto, e ora si procederà a decidere come accogliere le valutazioni. La storia, per ora, è tutta qui. La magistratura francese sta solo applicando la legge, Traoré non è stato scagionato da alcunché, il caso è ancora aperto, e la storia è ancora da finire. Il fatto che testate internazionali si siano fin da subito schierate contro la magistratura francese, accusandola di islamizzazione, per me è un segno di come il giornalismo abbia da tempo perso la sua etica e la sua morale. Non vi stanno raccontando fatti, vi stanno raccontando la loro versione dei fatti, che non è detto sia quella corretta.

Non prendo nessuna posizione su questa bruttissima storia, non vorrei essere in uno dei giudici a cui sarà richiesto di pronunciarsi, applicare la legge non è sempre facile, ma non ce la si può prendere coi magistrati se lo fanno, non si può parlare di islamizzazione della Magistratura, bisogna cercare di spiegare le cose in maniera completa.

Spero di averlo fatto parlando alle teste, e non alle pance.
maicolengel at butac punto it
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