Il loop dei complotti

Più se ne parla, più si regala loro visibilità. Forse sarebbe il caso di fermarsi un attimo e organizzare le idee

maicolengel butac 19 Lug 2024
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Quanto segue è il sunto molto ristretto di un articolo della BBC che un nostro lettore ci ha segnalato come interessante, l’abbiamo letto e riteniamo andrebbe tradotto nella sua completezza. Noi ci siamo limitati a evidenziarne i punti chiave.

Partiamo però da una premessa, in tanti ci hanno chiesto come mai stimo evitando di parlare dell’attentato a Trump, onestamente la prima risposta che avrei dovuto dare è quella che viene spiegata dalla dottoressa Knight poco sotto: sono anni che si spiega che, quando nasce una nuova teoria del complotto, cercare subito di smentirla non fa che accrescerne l’impatto. Inoltre, onestamente, di dare visibilità ai profili social di soggetti a cui quella visibilità aggrada molto non ne avevamo voglia. L’articolo della BBC ha tutt’altro approccio al problema e parla veramente poco della questione Trump. L’originale infatti s’intitola:

Anatomy of a ‘conspiracy loop’: Do we need a new way of looking at the spread of fake claims?

L’autrice è Sophia Knight, ricercatrice nel think tank britannico Demos.

La dottoressa Knight nel suo articolo discute la proliferazione di teorie del complotto nella politica statunitense, e lo fa in seguito all’attentato all’ex presidente Trump di pochi giorni fa.

Le teorie del complotto fanno parte del tessuto sociale americano da anni, potremmo dire che fino a poco tempo fa erano il Paese in cui ne circolavano di più e da cui tante sono partite alla conquista del mondo. Dall’assassino di Kennedy a QAnon, dalle Torri Gemelle al certificato di nascita di Obama. La diffusione senza controllo delle teorie complottiste ha un preciso scopo: portare sfiducia nelle istituzioni grazie alla divisione in fazioni su cui tipicamente si basano alcune di queste teorie. Di conseguenza, le teorie del complotto possono compromettere la democrazia per come la conosciamo.

Tentare di smentirle spesso peggiora la situazione, alimentando la convinzione che se si sono mossi i fact-checker, se i giornali smentiscono quella specifica teoria, allora è la prova provata che i fatti sono andati diversamente da come raccontati.

Secondo la dottoressa Knight le teorie del complotto negli Stati Uniti emergono da un ciclo di narrazioni complottiste che vengono amplificate e usate nei conflitti politici. Crediamo che si possa dire lo stesso per quelle che vediamo circolare anche da noi. Quello che Knight evidenzia è come quello che è magari un nocciolo di verità basata sui fatti viene isolato da altri dettagli e sfruttato per portare avanti queste narrazioni manipolate. Narrazioni che possono contribuire ai danni detti sopra, ma anche alla nascita di piccoli imperi commerciali, legati di volta in volta alle teorie diffuse. Basta vedere cosa fanno personaggi come David Icke o Alex Jones.

Per affrontare con efficacia le teorie del complotto secondo Knight – e noi concordiamo – bisognerebbe imparare a capire meglio le preoccupazione di chi tende a cascarci, imparare ad ascoltarli di più, chissà che non si possa cambiare approccio…

maicolengel at butac punto it

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