Il 13 ottobre 2019 su La7 è andato in onda un “simpatico siparietto” tra Selvaggia Lucarelli e Daniela Santanchè ospiti a Non è l’arena. Il video è disponibile qui.

C’è un video direi molto chiaro, ma forse non tutti hanno avuto la pazienza di cercarlo, dura pochissimi minuti e credo sia interessante analizzarli tutti. A inizio della bagarre tre le due ospiti, Selvaggia Lucarelli dice che Daniela Santanchè avrebbe definito bestie i musulmani schiacciati dalla folla alla Mecca. Santanchè in sottofondo dice “ma non diciamo sciocchezze” come a negare quanto riportato da Lucarelli. Ma la rete purtroppo per Santanchè ha la memoria lunga, bastano pochissimi secondi per trovare questo titolone su Il Giornale del 2015:

Tragedia alla Mecca, Daniela Santanché: “Nemmeno le bestie”

O ancora su Il Corriere:

310 morti a La Mecca, Santanché: «Nemmeno le bestie»

Non credo che la cosa vada commentata, sono morte delle persone, che non stavano facendo nulla di male se non pregare per la loro religione, e un’onorevole del nostro Parlamento li ha paragonati a bestie. Ma andiamo oltre, perché non è di questo che volevo parlare oggi su BUTAC.

Il video di Non è l’Arena s’intitola:

Reddito di cittadinanza agli ex brigatisti, Selvaggia Lucarelli nei confronti di Daniela Santanchè

La questione è di lana caprina ma credo sia il caso comprenderla al meglio. Nel video si capisce poco ma Lucarelli si sta riferendo a un soggetto presente in studio, Raimondo Etro, ex brigatista che partecipò all’organizzazione del sequestro Moro.

A seguito del video alcuni siti hanno già cominciato a muovere la macchina del fango contro Lucarelli, si veda ad esempio il titolo scelto dal sito Notizie 24 Ore (già segnalato in Black list) che riporta:

Selvaggia Lucarelli: “Giusto reddito a ex brigatisti”

Le cose non sono come ce le raccontano, ma per spiegarle occorre fare qualche passo indietro. Raimondo Etro è ospite su La7 dopo alcune dichiarazioni apparse sui media nelle settimane scorse:

L’ex BR Raimondo Etro: “Rinuncio al reddito di cittadinanza e mi metto a fare le rapine”

La storia parte ancora da più lontano, perché tutta la polemica nasce dopo che si è scoperto che Federica Saraceni, accusata (e condannata) per aver partecipato all’omicidio del professor D’Antona, percepiva il reddito di cittadinanza. Etro è andato ospite a La Zanzara a rivendicare che anche lui lo percepisce, spiegando che non comprende il perché della polemica. La Lega e il M5S hanno fatto una legge e quella legge, finché non verrà cambiata, è legge dello Stato. Se quella legge prevede (come è) che possono accedere al Reddito di Cittadinanza anche coloro che sono agli arresti domiciliari, non vedo come ci si possa schierare contro. Vorrei che ci ricordassimo tutti che Daniela Santanchè, che si contrappone a Selvaggia Lucarelli, fa parte della coalizione della Lega, partito che ha approvato la legge di cui si discute.

Selvaggia Lucarelli non si pronuncia a favore dei brigatisti come alcuni titoli di giornale vorrebbero far credere, ma spiega chiaramente che se la legge – approvata anche dagli alleati della stessa Santanchè – è così la legge va rispettata. Se la legge non va bene andrà ripensata, ma come sapete non è in cinque minuti che si cambiano le cose.

Come riporta La legge per tutti le persone che possono richiedere il reddito di cittadinanza sono coloro che:

    • si trovano in stato di disoccupazione o in stato di non occupazione (cioè hanno perso il posto o non hanno mai lavorato), o in stato di disoccupazione parziale (ossia hanno un lavoro, ma un reddito inferiore a determinate soglie); per i beneficiari di pensione di cittadinanza, gli studenti o i lavoratori il cui nucleo ha un reddito inferiore alle soglie di povertà, il requisito non è richiesto;
    • non hanno presentato le dimissioni nei 12 mesi precedenti la domanda; i lavoratori dimissionari sono infatti esclusi dal reddito per un anno, ma il nucleo può beneficiare del sussidio;
    • per i detenuti ed i ricoverati in una struttura a carico dello Stato il sussidio è sospeso (la famiglia ha diritto al reddito, ma il parametro della scala di equivalenza non tiene conto di queste persone); il diritto al reddito è ugualmente sospeso per chi ha subito una misura cautelare personale, anche adottata all’esito di convalida dell’arresto o del fermo, o una condanna, anche con sentenza non definitiva, per determinati reati; nello specifico, la condanna definitiva deve essere intervenuta nei 10 anni precedenti la domanda di Rdc;
    • sono in possesso della cittadinanza italiana o di Stati dell’Unione europea, o sono familiari di un titolare del diritto di soggiorno o del diritto di soggiorno permanente, o cittadini di altri Stati in possesso del permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo, o dello status di titolare di protezione internazionale;
    • sono residenti in Italia da almeno 10 anni, di cui gli ultimi due, considerati al momento della presentazione della domanda e per tutta la durata dell’erogazione del beneficio, in modo continuativo (questo requisito deve essere verificato dai Comuni entro 30 giorni dalla concessione del sussidio);
    • possiedono un indicatore Isee del nucleo familiare inferiore a 9.360 euro;
    • possiedono un valore del reddito familiare inferiore a 6 mila euro, riferito al singolo componente, o a 7.560 euro, in caso di pensione di cittadinanza; l’importo è elevato sino a 9.360 euro per chi paga l’affitto ed è da adeguare col parametro della scala di equivalenza;
    • possiedono immobili, oltre alla prima casa, per un valore totale inferiore a 30mila euro, anche all’estero;
    • possiedono un patrimonio mobiliare familiare (conti, carte prepagate, titoli, libretti, depositi, obbligazioni, partecipazioni…) non superiore a 6mila euro; questa soglia è incrementata di 2mila euro per ogni componente del nucleo familiare successivo al primo, fino ad un massimo di 10 mila euro, incrementati di ulteriori mille euro per ogni figlio successivo al secondo; i massimali sono ulteriormente incrementati di 5mila euro per ogni componente con disabilità, come definita a fini Isee, e di 7500 euro per ogni componente in condizione di disabilità grave o di non autosufficienza;
    • nessun componente della famiglia deve possedere autoveicoli immatricolati da meno di 6 mesi, o con cilindrata superiore a 1.600 cc e motoveicoli immatricolati nei 2 anni precedenti, o con cilindrata superiore a 250 cc; nessuno deve possedere navi o imbarcazioni da diporto; possono essere posseduti i veicoli per disabili;
    • è presente una  dichiarazione Isee in corso di validità per il nucleo familiare.

Esiste una parte molto chiara della legge dedicata ai detenuti, ma fa riferimento solo a chi sia detenuto in una struttura a carico dello Stato. Francesca Saraceni è agli arresti domiciliari, Etro ha scontato la sua pena. Etro oggi è un cittadino come gli altri, ha gli stessi diritti di tutti i cittadini italiani. Saraceni ha delle limitazioni della sua libertà, ma per il resto gode di molti degli stessi diritti di qualsivoglia cittadino italiano, incluso il Reddito di Cittadinanza.

Dare a intendere che Selvaggia Lucarelli sia a favore del RdC ai brigatisti è disinformare, non è quello che ha detto. Ha spiegato solo che esiste una legge che permette quel reddito e che quindi non possa essere negato. Il tutto evitando di prendere le difese di Etro, da cui prende le distanze, spiegando che non concorda con quello che ha letto sulle sue bacheche social. C’è una grossa differenza tra il difendere un brigatista o difendere un diritto sancito da una legge dello Stato.

Non credo di poter aggiungere altro.

maicolengel at butac punto it

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