Di Maio, le parlamentarie e i possibili fraintendimenti

maicolengel butac 8 Gen 2018
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Vi avevo avvisato, siamo entrati in campagna elettorale. Ma mentre nel mio articolo precedente difendevo il M5S da fake news sul suo conto, qui mi tocca parlarne in altra maniera. Direttamente dalla pagina di Luigi Di Maio trovo, in data 3 gennaio 2018:

Oggi i giornali titolano con l’ennesima fake news sul mio conto. Scrivono che io non mi candiderò nel mio collegio uninominale. Da dove abbiano preso le informazioni non si sa. Visto che le candidature per gli uninominali ancora non esistono, dato che sono io stesso a poter decidere dove candidarmi e dal momento che intendo farlo. La campagna elettorale sarà tutta così. I giornali in questi mesi non produrranno altro che disinformazione. Più si capirà che possiamo andare al governo più usciranno notizie false. Noi abbiamo la Rete. Usiamola e smascheriamo le loro falsità.

Il post mi incuriosisce, quindi vado a cercarmi queste dichiarazioni errate, le trovo su La Stampa:

Luigi Di Maio ha detto, con piglio quasi eroico, da generale che condivide il destino con le proprie truppe, che anche lui passerà dalle parlamentarie, le primarie per selezionare i candidati al prossimo Parlamento. Non dice però quale conseguenza è sottintesa a questa scelta: si candiderà solo nel listino bloccato, quello dei cosiddetti «nominati» che a un partito che viaggia attorno al 30% garantirà un bel po’ di posti. Si terrà lontano, dunque, dalla sfida troppo insidiosa dei collegi, che il Rosatellum prevede nel suo mix tra maggioritario e proporzionale. Almeno fino a ieri sera, quando abbiamo ricevuto conferma dal M5S di questa notizia, era così.

Calma, quindi quella del giornalista de La Stampa è una supposizione fatta a seguito di un dichiarazione di Di Maio stesso, basta una veloce ricerca, ed ecco la diretta del 30 dicembre dove al minuto 7:20 circa Di Maio spiega che si sottoporrà anche lui alle parlamentarie. Ovvio che se si sottopone alle votazioni interne poi sia di diritto parte delle preferenze bloccate nelle liste elettorali, col vantaggio che gli mancherebbe se invece si presentasse solamente nel suo collegio uninominale. Cosa faranno davvero? Solo il futuro potrà dircelo, per ora ho il dubbio che siamo di fronte a fraintendimenti, non vere fake news.

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