Mammografia e disinformazione criminale vol. 2

Ancora una volta vediamo allarmismo pericoloso diffuso indisturbato sui social, ancora a tema mammografie

maicolengel butac 11 Mar 2025
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Oggi trattiamo una notizia – o meglio una leggenda – che circola da tempo e che, anche se smentita più e più volte, continua a venire diffusa grazie a chi se ne infischia dei fatti.

Il post che ci avete segnalato risale a qualche mese fa, e questo è il testo:

Chi ha mai detto che la mammografia è un esame pericoloso per la salute della donna? Ora però è esploso il caso. La Svizzera vieta la mammografia come diagnosi pericolosa. Stupiti? O forse l’avete sempre intuito. “”ULTIME NOTIZIE: LA SVIZZERA DIVENTA IL PRIMO PAESE A VIETARE LA MAMMOGRAFIA! UNO SCANDALO MEDICO GLOBALE SVELATO!”” E’ ora di uscire dalla Matrix. La classe medica al soldo di Big Pharma aveva trovato una gallina dalle uova d’oro. Convogliare persone sane nel loro tranello e renderle malate. Ma la scure sta per scendere su tutta questa classe medica infame e bonificare la salute pubblica. Per il nuovo mondo abbiamo i Med Bed. Il Cavaliere della Tempesta

Il Cavaliere della Tempesta è l’autore di un canale Telegram da pochi follower, ma il post, grazie a profili social come questo, ha avuto una diffusione abbastanza capillare.

La prima cosa che vorremmo ripetere per l’ennesima volta è che, quando si parla di salute, è importante affidarsi a fonti autorevoli, basate su evidenze scientifiche. La mammografia è uno strumento essenziale nelle diagnosi precoci di tumore al seno, tumore che se non diagnosticato per tempo può avere conseguenze letali per chi ne è vittima. Spingere le donne a evitare quel tipo di diagnosi è criminale, e soggetti che condividono questa disinformazione online dovrebbero pagarne le conseguenze. Ma siamo in Italia, dove raramente si viene puniti per il contributo al disturbo dell’informazione, al massimo vi puniscono se diffondete una notizia falsa che attacca direttamente qualche politico, ma state tranquilli la disinformazione medica è assolutamente tollerata.

Non c’è molto da dire, il post è completamente falso. La Svizzera non ha vietato la mammografia, e non esistono evidenze scientifiche a sostegno della tesi che si tratti di una pratica pericolosa. Tutte cose che spiegavamo già nel 2024 a seguito di un post molto più lungo e dettagliato condiviso dal profilo di uno dei tanti agenti del Cremlino sparsi sui social network. Purtroppo la disinformazione sui social network, e di rimando nelle case e sotto gli occhi di una larga fetta di popolazione mondiale, è in costante crescita. Il tutto anche grazie alla complicità di chi sui social ci campa e di chi, grazie ai social e alla disinformazione, ha aumentato le visite ai propri domini.

Non crediamo sia necessario aggiungere altro se non il link alla pagina della Fondazione AIRC per la ricerca sul cancro dove si parla appunto di mammografia.

Per voi che ancora avete profili social, se cliccate sul primo link di quest’articolo non andate a commentare o interagire col profilo segnalato: l’unico motivo per cui l’abbiamo linkato è perché, se proprio volete fare qualcosa, andiate a segnalare il post come disinformazione, consci che probabilmente non cambierà nulla.

La cosa più triste è vedere donne condividere lo stesso post.

redazione at butac punto it

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