Il marketing virale di Natalie Amyot

maicolengel butac 2 Set 2015
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AGGIORNAMENTO DEL 2 SETTEMBRE: Si trattava solo di una campagna virale per un’agenzia vacanze di Mooloolaba, ben riuscita visto quante testate hanno provveduto a far girare la cosa cascandoci in pieno!

MOOLOOLABA2

“Sono incinta, ma non so come ti chiami!”

Notizia sciocca, demistificata già in francese (e non solo). Ma che il Fatto Quotidiano ha fatto girare per buona giusto ieri.

natalie2aMi chiamo Natalie e vengo dalla Francia. Sto cercando di rintracciare un ragazzo che ho conosciuto a Mooloolaba in Australia. Era alto circa un metro e ottantadue, abbronzato, occhi azzurri e capelli biondi. Ho veramente bisogno di trovarlo: ora sono incinta e voglio incontrarlo di nuovo. Se non ne vuole sapere va bene, ma vorrei comunque provare a a trovarlo. Ho perso il telefono con tutti i suoi riferimenti e sono dovuta partire il giorno dopo, quindi non ho potuto fare nulla. Per favore, per favore, aiutatemi“. Questo il video messaggio che la giovane parigina Natalie Amyot ha pubblicato sul suo canale Youtube nella speranza di ritrovare il ‘giovane misterioso’ con cui ha fatto sesso l’ultima notte trascorsa in Australia.

Sia chiaro lo stesso video l’ha pubblicato l’Huffington Post, Blitz Quotidiano, Leggo, il Daily mail, e tantissimi altri eppure c’è qualcosa che non va:

‘I just want to see him again… if he says no then OK’; Young French tourist who posted a video looking for the Australian man she says she fell pregnant to in a one-night stand tearfully defends herself against online skeptics

Di tutti i nominati solo il Daily Mail ha già messo online il fatto che ci siano molti scettici sulla questione. E come mai ci sono degli scettici? Ma perché esistono già ottime debunkate della storiella, raccolte dal sito 20 Minutes francese.

Riassumiamo:

  • Il canale youtube è stato aperto proprio per postare questo video, non ce ne sono altri presenti.
  • La pagina Facebook collegata all’account youtube (ed ora rimossa) era stata creata in contemporanea.
  • Non si trovano notizie di nessuna giovane ragazza su Internet che corrisponda a quel nome e cognome prima della pubblicazione del video.
  • La ragazza del video somiglia molto ad una modella di un agenzia francese, di nome Alizee Michel. Tutti gli account della Michel vengono resi privati appena la cosa viene rivelata su twitter.

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Non possiamo mettere la mano sul fuoco su nulla, ovviamente, ma la sensazione che sia un tentativo di video virale (abbastanza riuscito) c’è.

Che possa trattarsi di una pubblicità per dei metodi anticoncezionali? Può essere.

La storia suona davvero strana.

Ci volevano 5 minuti di ricerca per accorgersi che tanti stavano già “gridando” alla bufala, e invece le testate italiane ed internazionali hanno preferito cadere nel solito tranello, video virale visite a tonnellate, facendo esattamente quello che gli ideatori dello stesso avevano predetto: renderlo virale.

L’Herald Sun sostiene che un uomo li abbia chiamati sostenendo che si tratti di una studentessa di marketing della Sunshine Coast.

In chiusura una piccola aggiunta, la storia di Natalie somiglia molto ad una bufala di qualche tempo fa danese:

2BE410AC00000578-0-image-a-2_1441150913106 la protagonista quella volta si chiamava Karen e non Natalie, era bionda, e il figlio l’aveva già partorito, ma tutto il resto del racconto era molto simile a quello di Natalie. In quel caso l’annuncio virale era stato fatto dal ministero per il turismo Danese. Ed aveva anche quella volta aftto il giro del mondo. Quando i giornalisti impareranno a fare il loro mestiere? O forse sono io che mi sto sbagliando e lo stanno già facendo, ma non è cercare d’informare, ma portare quanti più lettori all’editore, poco importa che siano lettori di fuffa, basta che clikkino.

maicolengel at butac.it

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