L’Italia è un paese cattolico, su questo non ci piove. Da fact checker però ammetto che mi si rivoltano le budella ogni volta che leggo un titolo come questo:

Per i medici ha un tumore incurabile, ma Roxli guarisce a 11 anni. «È un miracolo»

Così apriva Il Messaggero il 18 dicembre 2018 (e spiegateglielo che i mesi in italiano vanno con la minuscola, porca pupattola). Nell’articolo si parla appunto di miracolo e di controlli per scongiurare il rischio recidiva. Ma manca completamente una parte. La piccola Roxli Doss è stata curata con la radioterapia, che non è considerata una cura ma è servita a rimpicciolire il tumore o perlomeno a bloccarne la crescita. Lo spiegano le testate americane come l’Huffington Post. E sempre su HP troviamo:

The tumor’s response to the radiation treatment was “remarkable,” the doctor said. “The tumor was absent and no longer measurable,” Harrod said. “We barely saw any swelling or trace that a tumor had been there.” Harrod said she hasn’t personally seen this response to radiation treatment in any of her own DIPG patients, although she’s heard from other physicians that it’s happened in a handful of cases.

Che tradotto:

La risposta del tumore al trattamento con radiazioni era “notevole”, ha detto il medico.  “Il tumore era assente e non più misurabile”, ha detto Harrod. “Abbiamo visto a malapena qualsiasi gonfiore o traccia che un tumore era stato lì.” Harrod ha detto di non aver mai visto personalmente questa risposta al trattamento con radiazioni in nessuno dei suoi pazienti con DIPG, sebbene sia stata avvertita da altri medici che è successo in una manciata di casi.

La clinica dove è stata curata Roxli fa parte di una rete di cliniche private cattoliche, ma neppure i medici della clinica parlano di miracolo:

“It’s extraordinarily rare to have this type of near complete resolution of this disease,” Dr. Virginia Harrod, co-chief of the hospital’s pediatric neuro-oncology department and one of Roxli’s doctors, told HuffPost. “It’s unusual and atypical and something we were all very pleased with.”

Chi grida al miracolo sono i genitori, che chiedono dalle loro pagine social di ringraziare Dio.

…Praise God for His miracle of healing and for HAPPY tears that I don’t think will ever stop flowing!!!

Io onestamente spero che prima di rendere grazie al Signore (chiunque egli sia) abbiano ringraziato i medici, i ricercatori e tutti quelli che con il loro studio e il loro lavoro da anni permettono di fare passi in avanti nella lotta contro i tumori e le tante malattie che ancora ci affliggono. Non fosse per loro la vita media sarebbe decisamente più bassa e le nostre condizioni da vecchi non ci permetterebbero di essere sui social a vomitare odio.

maicolengel at butac punto it

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