Narrazioni che diventano notizie – Riace

maicolengel butac 17 Ott 2018
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Ancora di Riace parliamo. Lo so, vi sarete annoiati, ma la manipolazione della realtà è qualcosa di purtroppo inarrestabile. BUTAC ha cercato di raccontarvi nella maniera più imparziale possibile i fatti fino ad oggi. Ma nelle ultime due settimane, piano piano, un messaggio social si è fatto strada nel cuore di chi ragiona di pancia e non di testa.

Questo il testo che circola:

Ieri, dopo l’arresto (ai domiciliari) del sindaco Mimmo Lucano, molti compagni di tutta Italia mi hanno chiesto informazioni sui risultati prodotti dal cosiddetto “Modello Riace”. La maggior parte mi ha chiesto di confermare se il borgo è stato davvero ripopolato stanzialmente dai migranti.
Non vivo in Calabria da 7 anni esatti, ma ho ancora contatti stabili con centinaia di persone a cui sono stato unito da legami di amicizia e militanza. Avevo girato la domanda ad alcune di loro, che a Riace ci sono state, praticando attivismo e volontariato, ed hanno toccato più volte con mano quella realtà anche negli ultimi mesi. Una prima risposta l’avevo ricevuta lo scorso anno, quando Lucano è stato indagato. Secondo quei compagni, i migranti arrivati dal 2004 (da quando Mimmo è diventato sindaco) ad oggi e residenti stabilmente a Riace, per un periodo superiore ai 3 anni, erano solo 8 (otto!!).
Stamattina ho riproposto la domanda ai medesimi, tra cui anche un ex militante di Rifondazione che a Riace ci vive. Quella cifra raggiunge massimo le 12 (dodici) unità! 12 migranti – uomini, donne e bambini – che si sono integrati, hanno messo radici ed hanno deciso di vivere, studiare e lavorare stabilmente in questo comune della Locride, a fronte di milioni di finanziamenti a pioggia (10 sono solo quelli stanziati tra il 2012 ed il 2016) di Unione Europea, Stato e Regione Calabria.
Certo, di migranti da Riace in quest’ultimo decennio ne sono transitati parecchi. Migliaia. Si sono fermati lì per mesi (da qui le fluttuazioni nei dati demografici relativi alla popolazione residente), venendo impiegati in progetti organizzati dal Comune e dal Terzo Settore. Hanno trovato una degna accoglienza da parte dei cittadini del posto. Ma si è trattato di meteore: il 99,9% di loro è rimasto a Riace solo il tempo necessario per ottenere il permesso di soggiorno per motivi umanitari / status di rifugiato. Poi, una volta in possesso delle carte, ha fatto le valigie e si è spostato immediatamente altrove, verso le periferie del Centro-Nord Italia, la Francia, la Germania o i paesi scandinavi.
Se l’obiettivo del “Modello Riace” doveva essere quello di favorire l’integrazione stabile dei migranti in una pacifica comunità rurale, distante anni luce dai ghetti nei grandi centri urbani che creano intolleranza, xenofobia e guerre tra poveri, diciamo che – alla luce di tutti i soldi pubblici investiti – il risultato di queste politiche è stato, indipendentemente dalla buona fede e dalla passione dei protagonisti, decisamente insufficiente.

Apparso prima sulla bacheca di tal Omar Minniti PrBs su Facebook. Onestamente che una cosa del genere venga ripresa da siti come VoxNews non mi soprende, un testo riportato di racconti di terza mano senza alcuna verifica. Ammetto che l’avevo vista girare fin da subito ma la mia prima reazione è stata: ma davvero serve trattare questa robaccia? Poi pian pianino me l’avete segnalata sempre più spesso. E oggi Noemi mi ha detto: “E allora ci vogliamo dare una mossa?” . Non che ci voglia molto, anzi.

Tutto il testo dà a intendere che a Riace si siano spesi 10 milioni di euro per fare assistenza a 12 immigrati, ma ci vogliono pochissimi secondi per trovare quanti stranieri siano davvero residenti a Riace.

Nel 2018 ne risultano residenti circa 470, nel 2017 erano ancora di più, 532. Più del 20% della popolazione totale del piccolo comune. Farsi prendere in giro così da un sedicente “attivista di sinistra” che riporta le parole di un non identificato amico… Giusto chi legge VoxNews e testate simili può cascarci e fidarsi.

Sia chiaro, non posso sapere quanti di questi siano nel programma attuato dal sindaco Lucano, ma immagino la maggioranza. Anche perché se fossero stati spesi 10 milioni per soli 12 migranti l’informazione sarebbe stata evidenziata anche nell’indagine in corso di cui abbiamo parlato giusto pochi giorni fa. E invece nulla.


EDIT: le accuse a Lucano parlano proprio di molti migranti che sono stabilmente residenti, senza che per loro si stia creando un futuro, ma si sta solo facendo assistenzialismo. Vero che i numeri della tabella qui sopra mostrino i tanti che da Riace vanno e vengono e che molti non siano residenti stabili nel paese. Ma quanti ci passano più di un anno? Quanti più di due? Fossero così pochi come riporta “l’attivista di sinistra” sarebbero citati nelle accuse al modello Riace espresse dal prefetto Daniela Parisio (che sia chiaro di accuse ne evidenzia tante, molto burocratiche, ma alcune decisamente più serie).


Siamo di fronte a un classico caso in cui il bias di conferma la fa da padrone: non amo gli stranieri, voglio esser rassicurato che ho motivi per non amarli, che non sono razzista, quindi qualsiasi notizia che supporti la mia visione delle cose sarà valutata attendibile senza alcuna verifica.

Purtroppo non è facile salvare chi ci casca dal canalone di disinformazione in cui è finito. E dire che, come vi avevo spiegato, esistono svariate motivazioni per dibattere del “modello Riace”, motivazioni spiegate con attenzione nei documenti rilasciati dal Viminale. Ma leggere 21 pagine di documenti è troppo complesso per i redattori di VoxNews, molto più semplice dare in pasto ai propri lettori esattamente ciò che si aspettano, un rant che parla alle pance, scritto in maniera semplice, fruibile da tutti, poco importa che manchi la benché minima verifica.

Chissà se l’autore della notizia cancellerà (dopo ormai due settimane) il suo post o se insisterà nella sua diffusione, nel secondo caso credo che sia evidente la malafede.

maicolengel at butac punto it
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