Nascondere i risparmi in casa diventerà reato?

Un reato? Ma per favore! Reato dovrebbe piuttosto diventare la pubblicazione indiscriminata di fesserie.

Webitalia360 ci urla che nascondere denari in casa diverrà reato.

Noi replichiamo subito!

Basta la parola: se lo dice webitalia360 allora è una bufala.

L’articolo potrebbe terminare qua, diventando un vero record assoluto per brevità. Ma siccome tra i nostri compiti c’è anche quello di spiegare il perché sosteniamo una cosa, andremo ahivoi a perdere dieci minuti per capirne le ragioni.

Ben inteso: già la vostra intelligenza in sé avrebbe dovuto farvi capire che siamo in presenza della solita fuffa, ma presumo che siate sempre curiosi (almeno quanto me) di conoscere i contorni di un fatto. Per la sua eccessiva lunghezza andremo a citare solo i capitoli salienti, come ad esempio:

l’ultimo suggerimento dell’Unione europea per colpire il risparmio degli italiani ci giunge per bocca di Stefano Simontacchi (direttore del Transfer Pricing Research Center dell’Università di Leiden, Olanda, e consigliere di Rcs MediaGroup): per l’ennesima volta i poteri bancari che controllano la Commissione europea utilizzano il ventriloquo comodo al Gruppo Bilderberg.

Notate che si usa una persona autorevole per dire in sostanza che “è un complotto dei soliti potenti che controllano il mondo”. Per noi è normale leggere questo: bufale e complottismo sono da sempre andati a braccetto assieme, poiché uno supporta l’altro.

Infatti, secondo Simontacchi sul Corriere della Sera, “una volta entrati nel sistema bancario, i soldi dovrebbero essere monitorati per impedire che vengano impiegati per usi incompatibili con l’attività del titolare”. Per Simontacchi, “si sta presentando un’occasione imperdibile per reperire i fondi che mancano per gli interventi a favore della crescita”. Ma a quali soldi alludono? Soprattutto, chi dovrebbe essere colpito dalla iniziative del ministero dell’Economia? Nell’occhio del ciclone ci sono ora i soldi che gli italiani avrebbero occultato sotto il mattone, creando (secondo i soliti prezzolati dagli “investitori istituzionali”) un “danno al sistema bancario del Paese”. Il denaro dei “paradisi domestici” (equivalente interno dei “paradisi fiscali” esteri) ammonterebbe secondo stime dell’Abi a 150 miliardi di euro, circa il 10 per cento del Pil italiano.

Ecco qua come ti confeziono una cazzata: qualcuno dichiara che bisogna monitorare i flussi di denaro e che essi potrebbero essere un’occasione per reperire fondi e qualcuno traduce che:

Grandioso!

Mi viene in mente la barzelletta sulla “logica”.

Un tale incontra un amico che ostenta il fatto di conoscere la logica studiata su un libro appena comperato. Questi gli chiede chiarimenti e l’amico logico attacca: “Hai un acquario?”. “Sì, perché?”. “Perché ti piacciono i pesci”. “Esatto”. “Quindi per la logica ti piacciono gli animali”. “Sì, vero”. “Quindi per la logica amando gli animali ami i bambini”. “Sì, infatti ne ho due”. “Quindi hai una moglie mamma”. “Esattamente”. “Quindi sei eterosessuale”.”Sì, direi proprio di sì”. “Ecco, vedi, questa è la logica”. Il nostro amico rimane affascinato da questa logica e subito va a comperare il libro perché vuol anch’esso esibirla ad altri. Dopo un’ora, con il libro della logica in mano, incontra un altro amico a cui urla concitato: “Ehi… conosco la logica, conosco la logica”. “La logica? – risponde l’altro – e che cos’è?”. “Te lo spiego subito: hai un acquario?”. “Io no!”. “Culattone!”

L’articolo prosegue:

Ecco che il soldo dell’italiano medio, già turlupinato dalle banche (vedasi i casi di Arezzo, Marche…), terrorizzato dall’idea che i suoi depositi possano venire azzerati per non chiare “ragioni di Stato”, viene bollato dal Corsera come “un enorme fiume sotterraneo di ‘liquido’ che alimenta l’economia sommersa nella quale sguazzano beati evasori fiscali e criminali e che preoccupa magistrati e forze di polizia che per farlo riemergere vedono come soluzione una nuova Voluntary Disclosure e norme che incoraggino l’uso della moneta elettronica”. Dichiarazioni di menti non aduse al risparmio quotidiano, al dover fare i conti con la penuria di mezzi economici: infatti il Simontacchi, al pari dell’estensore dell’articolo sul Corsera, non sembra soffra problemi di portafoglio. Ergo può poco comprendere, interpretare, i dati dell’Abi dal punto di vista dell’uomo della strada: se gli italiani risultano agli ultimissimi posti in Europa per l’uso della moneta elettronica, seguiti solo da Bulgaria, Grecia e Romania, è perché gli italiani sono diventati poveri a causa delle manovre di Unione e Banca centrale europea, attuate dai loro servi governanti, magistrati e dirigentume vario di Stato. E come al solito gli esperti del piffero usano paragonare i dati sulla circolazione di denaro in Italia a quelli di Olanda, Svezia, Germania, Norvegia, dimenticando che il Bel paese è ormai intristito e depresso a causa delle scelte monetarie dettate dai Paesi ricchi dell’Eurozona.

Un concentrato di fesserie incredibili:

  1. Quali sarebbero le banche (serie) che turlupinerebbero gli italiani? Arezzo è una città e Marche è una regione.
  2. Chi azzera i depositi bancari adducendo “ragioni di Stato”? Voi conoscete qualcuno a cui lo stato ha preso tutti i risparmi sui conti correnti in maniera illegittima? Io no.
  3. Dov’è che il Corriere della Sera bolla i soldi degli italiani come “un enorme fiume sotterraneo di ‘liquido’ che alimenta l’economia sommersa nella quale sguazzano beati evasori fiscali e criminali e che preoccupa magistrati e forze di polizia che per farlo riemergere vedono come soluzione una nuova Voluntary Disclosure e norme che incoraggino l’uso della moneta elettronica”? Non certo in questo articolo che tutti possono leggere chiaramente e dove si vuol solo evidenziare che l’economia sommersa ovviamente è sostenuta dal contante. Insomma i toni sono abbastanza chiari: si punta evidentemente più il dito contro i trasferimenti in “nero” che non contro chi tiene qualcosa in casa. Siccome questo è abbastanza palese per tutti, credo, ci si domanda il perché si voglia contrastare tutto ciò con un articolo simile: il sospetto che l’articolo sia pro-evasori è quindi abbastanza forte. Dopotutto il Corriere pone solo in evidenza come da noi la circolarità del contante sia superiore agli altri Paesi europei in cui circola di più il denaro elettronico.
  4. Una mera cazzata è poi leggere che “se gli italiani risultano agli ultimissimi posti in Europa per l’uso della moneta elettronica, seguiti solo da Bulgaria, Grecia e Romania, è perché gli italiani sono diventati poveri a causa delle manovre”: il povero, infatti,  fa circolare meno quantità di qualsiasi denaro (elettronico o contante) rispetto al ricco.

Si continua pubblicando dollari sotto il materasso:

Voi conoscete (o avete mai sentito dire di) qualcuno in Italia che metta soldi sotto il materasso? Se io tenessi cifre significative di contante in casa li nasconderei in qualsiasi posto escluso il materasso. Farlo equivale a nascondere l’autoradio estraibile degli anni ’80 sotto il sedile dell’auto: tutti lo sanno!

Sveglia!

Poi ci si domanda cosa avrà mai nella zucca chi vorrebbe convertire all’homebanking o all’e-commerce pastori e contadini italiani, ridotti alla miseria da una selva di normative Ue partorite dai compari dei cosiddetti “investitori istituzionali”. Se in Italia 87 operazioni su 100 avvengono in contanti, mentre la media dei Paesi Ue è di 60, evidentemente gli italiani non si fidano delle banche, soprattutto sono stufi di pagare i tanti costi occulti che si celano in ogni operazione con moneta elettronica.

Ma cosa centrano i contadini e pastori italiani? Perché si va a prendere il caso di chi produce il 2,2% del PIL nazionale senza guardare a chi produce il restante 97,8%? E comunque la crisi non ha colpito solo gli agricoltori ma anche l’industria e il terziario. Cosa facciamo: cerchiamo di trasmettere compassione con lo stereotipo del contadino povero che non usa il computer? Come se fosse il singolo privato e non le aziende agricole a fornire il grosso dell’ortofrutta (e della carne) nazionale. Sono un po’ stupidi questi giornalettisti del condividi-e-getta, mi pare…

È ovvio poi che tutti i commercianti poco gradiscano le commissioni che le banche impongono alle transazioni dato che sono di fatto soldi da pagare, ma la commissione la paga solo chi incassa mentre tu che paghi con la carta di credito non paghi nulla di extra. Dunque, cosa c’entra questo col fatto che nel nostro paese avvengono meno transazioni che da altre parti?

L’articolo poi continua riassumendo gli step normativi che hanno riguardato i pagamenti in contanti, citando (e mettendo tutto nello stesso calderone) il fatto che la BCE ritiri la banconota da 500 €.

In conclusione… nulla!

Cioè nulla proprio: nessun fondamento che testimoni e supporti che sarà vietato tenere denaro in casa.

Ve l’avevamo detto dopo solo pochissime parole che sarebbe stata tutta fuffa. D’altra parte nessuno tra radio, TV e giornali cartacei ne ha parlato. E quando nessuno ne parla tranne i soliti inattendibili, un motivo c’è sempre e non è certo il padre di tutti i complotti.

Però se vi piace, credeteci pure!
Lola Fox

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