In tanti, nei vari post che leggo in rete, danno per scontato che le cose in Germania vadano a gonfie vele senza che sia avvenuto un qualsivoglia blocco produttivo e che sia tutto merito di numeri impressionanti sulla prevenzione.

Sono svariate le discussioni, anche qui nei commenti del blog, che raccontano che in Germania nulla è cambiato, o quasi. Ma le cose stanno davvero così?

Su Business Insider qualche settimana fa era stato pubblicato un raffronto fotografico di Berlino, pre-lockdown e durante il lockdown. Certe immagini (essendo anche passato di là più volte) fanno impressione. Qui potete vedere Monaco.

Questa ritengo sia la più emblematica:

A differenza dell’Italia però le scelte su come operare le restrizioni sono state lasciate più alle varie zone del Paese, sicuramente con differenze rispetto a noi. Non voglio parlare di numeri, quella contro il Sars-Cov-2 non è una gara a chi se la passa meglio.  Una cosa importante però continua a essere cercare di fare corretta informazione. Mentre invece in molti casi i giornalisti nel corso di queste ultime settimane hanno sparato a casaccio. Disinformando, magari in buona fede, anche su come andassero le cose in Germania. Contribuendo così alla pandemia della disinformazione. Tra le tante citazioni che ho visto in giro ci sono articoli di qualche settimana fa, come questo su Il Fatto Quotidiano:

Coronavirus: test già a gennaio, tamponi mai negli ospedali e coinvolgendo i medici di base. Così Berlino si prepara al picco

Queste le parole con cui si apriva l’articolo:

Dagli Abstrichzentrum, i centri ad hoc che permettono anche di eseguire il tampone direttamente dal finestrino dell’auto, fino al ruolo dei medici di famiglia. Così la Germania ha deciso di condurre la sua battaglia per tracciare il contagio – fino a mezzo milione di test a settimana – e proteggere i suoi ospedali, in attesa dell’aumento di casi che metterà alla prova il sistema sanitario da 28mila posti di terapia intensiva

L’articolo del Fatto Quotidiano è del 31 marzo 2020. Ma quel numero di mezzo milione di test a settimana era un’invenzione. Al 26 marzo, in tutta la Germania erano stati fatti 483mila test. La maggioranza dei test fatti sì nell’ultima settimana dall’inizio dell’emergenza sanitaria, ma per proseguire poi con un numero di test tra l’11 e la 12esima settimana di circa 221mila, nelle precedenti 11 settimane solo 127mila totali… meno di 11 mila test alla settimana. Altro che mezzo milione. Dal 6 aprile si è arrivati a farne 300mila alla settimana, che sono tantissimi. Hanno sicuramente fatto più test di noi, e avevano un sistema per la terapia intensiva che è riuscito a tenere botta molto più di quello di alcune regioni italiane.

Però diciamolo, in Italia al 22 aprile abbiamo fatto 1.513.300 test per Sars-Cov-2. Della Germania non trovo un dato aggiornato così completo ma seguendo i numeri comunicati diciamo 483mila al 26 marzo + 300mila per 4 settimane arriviamo a 1.783.000, che sono più che in Italia, ma non con una differenza così strabiliante.

Sul numero dei letti in terapia intensiva nulla da dire, la Germania già partiva avvantaggiata, avendone in partenza molti più dei nostri, e riuscendo in breve tempo a raddoppiarli.

Ma anche in Germania c’è stato il lockdown, negozi chiusi, con le stesse nostre eccezioni. Campionato di calcio fermo, come anche le attrazioni turistiche. Non hanno chiuso i parchi, e i cittadini hanno potuto continuare a fare sport, al massimo in due persone, eccetto nel caso dei gruppi di familiari conviventi. Tutte cose che avrebbero probabilmente reso la vita più semplice anche da noi… ma il problema risiede in quelle decine di migliaia di posti in terapia intensiva in più. In quella tranquillità di sapere che anche nel caso la percentuale di casi toccasse le cifre più alte il posto per curarli ci sarebbe stato. Da noi non era così. Non per colpa di questo governo, ma nemmeno del precedente. Sono anni che i letti delle terapie intensive sono pochi. Non aumentati perché hanno costi elevati, e nella norma quelli che abbiamo sono più che sufficienti su tutto il territorio. Purtroppo più che sufficienti nella normalità.

Una pandemia come quella in atto non è stata presa in considerazione da nessun governo italiano, da anni. Anche quando in tutto il mondo sono anni che alcuni soggetti cercano di sensibilizzare in preparazione a un evento del genere. Soggetti che oggi invece vengono visti dai complottari di mezzo mondo come complici nella pandemia…

Viviamo davvero tempi interessanti.

maicolengel at butac punto it

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