L’orso albino che viaggia avanti e indietro

Un racconto che fa divertire, ma che non ha nessuna delle caratteristiche di una storia vera

maicolengel butac 2 Lug 2024
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Una segnalazione che ci avete inviato linkava un video in inglese, un video che ci ha fatto sorridere – ma prima che diventi virale anche in versione italiana abbiamo pensato di fare cosa utile spiegando di cosa si tratta.

Il video è questo:

Lo si trova condiviso su X, TikTok, Facebook e probabilmente altri canali social. È virale perché fa ridere, ma di persone convinte che sia vero se ne vedono troppe nei commenti, pertanto abbiamo pensato potesse essere utile smentirlo prima che venisse a sua volta tradotto in italiano da qualche furbetto a caccia di viralità.

Non c’è molto da dire, la storia raccontata nel video è quella di un orso bruno albino erroneamente identificato come orso polare e trasportato al Polo Nord da un’organizzazione di protezione degli animali. L’orso quindi sarebbe stato attaccato da veri orsi polari e avrebbe sofferto per il freddo, per essere poi di nuovo salvato da una squadra scientifica artica, che lo rispedisce a casa. Ma una volta là si ricomincia da capo, l’orso viene nuovamente inviato al Polo Nord e così via.

Il video è un contenuto fabbricato come ne vediamo tanti – ne abbiamo trattato uno su Nelson Mandela giusto ieri -, di quelli che sfruttano elementi comici e assurdi per intrattenere, rivelando, con la mancanza di dettagli credibili, la sua natura di scherzo.

Lo stesso racconto lo si trova condiviso anche in forma testuale, con delle immagini ad accompagnarlo, cambiano le volte che l’orso avrebbe fatto avanti e indietro, ma la storia è sempre priva di veri dettagli, senza nomi di chi avrebbe fatto cosa. Purtroppo le dinamiche del web, che premiano in visibilità e popolarità i contenuti più curiosi, spingono certi furbetti a creare apposta questo genere di materiale, che spesso riesce a passare inosservato dai radar dei fact-checker non presentando veri pericoli per chi se lo trovasse di fronte. Il problema (e la ragione per cui abbiamo deciso di trattarlo) è che condividendo materiale come questo profili social che non meriterebbero alcuna attenzione diventano virali e popolari, a discapito di chi parla, magari proprio di animali, in maniera più seria e attenta ai fatti.

Lo so, solitamente ci occupiamo di contenuti più seri, ma è stato un anno lungo e la voglia di trattare anche qualcosa di leggero è tanta.

Non vogliatecene.

Se incrociate sulla vostra strada il video qui sopra o racconti che riportino le stesse informazioni segnalate il contenuto come falso, evitate di commentare, e cercate di spiegare all’amico che l’ha condiviso – se l’ha fatto non con l’intento di far sorridere – che sta diffondendo una bufala, e che contribuisce al disordine informativo globale.

redazione at butac punto it

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