Parma, i sex toys e l’università

Lezioni con sex toys all'università di Parma e polemiche strumentali

maicolengel butac 26 Feb 2024
article-post

Il 20 febbraio 2024 si è tenuto un incontro all’università di Parma, incontro dal titolo “Piacere di conoscerti! Il piacere è tutto mio”. Incontro che su alcune testate giornalistiche, grazie alle proteste di Azione Universitaria, è stato presentato con toni come quelli che potete leggere su Parma Today:

Lezione con sex toys all’Università di Parma, scatta la polemica: “La masturbazione elevata a materia universitaria”

Non è la prima volta che ci troviamo di fronte a polemiche del genere, ammetto che nel 2024 fa un po’ sorridere che ci siano ancora gruppi studenteschi che usano il bigottismo per trovare spazio sui giornali. Su Parma Today leggiamo:

…trovano scandaloso che l’Università di Parma si faccia promotrice di simili eventi «proiettando su LIM vibratori, che confondono la conoscenza collettiva con la conoscenza individuale ed intima della persona – continua Maggi – L’ Università in quanto tale, è quell’istituzione che ha il dovere di erogare conoscenze e competenze; essa funge da custode del sapere accumulato nei vari secoli ed ha l’obbligo di trasmetterlo alle generazioni presenti e future, attraverso la ricerca e l’insegnamento. L’ Università, e di conseguenza i professori, hanno l’obbligo morale di formare gli studenti e fare in modo che questi siano in grado di affrontare la complessità del mondo con una mentalità aperta e flessibile, e ciò non implica l’insegnamento di come funziona un sex toys, o di come questo possa influenzare la relazione tra due persone. La sessualità è una sfera estremamente intima della persona, è una conoscenza del sé in cui l’Università, in quanto istituzione, non ha nulla a che fare…

Partiamo dalla nozione che l’educazione sessuale in quasi tutto il mondo occidentale è una materia di studio che viene trattata già dalla scuola media, ed è l’Italia a essere indietro. Ci limitiamo a riportarvi che si trattava di una “giornata di studi” a cui bisognava iscriversi, quindi non un corso obbligatorio per tutti. In quest’ottica la lamentela di Azione Universitaria appare davvero fuori luogo.

Specie visti i toni con cui l’argomento viene spiegato sulla pagina che introduceva il progetto:

I rapporti di genere sono ancora oggi fortemente iniqui. Uno degli ambiti su cui si è articolato il dibattito circa l’emancipazione femminile è quello della sessualità, intesa come mezzo attraverso il quale le donne possono riappropriarsi del proprio corpo e della possibilità di autodeterminazione. Esistono ancora molte credenze sulla sessualità che sono ancorate al genere e che prescrivono aprioristicamente ciò che è giusto e ciò che non lo è, con conseguenze rilevanti dal punto di vista della salute e del benessere.

Questa giornata di studi si propone di affrontare in ottica multidisciplinare gli aspetti sociali, culturali, antropologici e mediali collegati al comportamento e all’educazione sessuale, con particolare riferimento al tema della sessualità e dell’uso dei sex toy nonché agli stereotipi, ai pregiudizi e ai tabù a questi connessi. L’obiettivo dell’incontro sarà quello di creare un dialogo e un confronto tra discipline diverse, per ragionare insieme su come l’iniquità di genere possa riflettersi e perpetuarsi anche nella sfera della sessualità.

E alla giornata di studi potevano iscriversi:

…solo ed esclusivamente le studentesse e gli studenti del secondo anno del corso di “Comunicazione e media contemporanei per le industrie creative” ai quali sarà riconosciuto 1 CFU per la partecipazione all’intera giornata.

Si è trattata di una polemica sterile che ha distorto il senso della giornata di studi.

redazione at butac punto it

Se ti è piaciuto l’articolo, sostienici su Patreon o su PayPal! Può bastare anche il costo di un caffè!
Un altro modo per sostenerci è acquistare uno dei libri consigliati sulla nostra pagina Amazon, la trovi qui.

BUTAC vi aspetta anche su Telegram con il canale con tutti gli aggiornamenti e il gruppo di discussione, segnalazione e quattro chiacchiere con la nostra community.

Ho figli che vivono in Stati diversi dell’Unione Europea. Ho un background militare ma senza alcuna voglia di morire in battaglia, né che altri debbano farlo. Vivo a Bruxelles e da anni tengo uno zaino pronto in caso di emergenza. Un prepper nato o forse NATO… Chi scrive queste parole non è un allarmista, non […]

maicolengel butac | 17 feb 2026

Stanno diventando virali – senza nemmeno fare lo sforzo di togliere la filigrana col logo di chi le ha pubblicate per primo – una serie di immagini che dovrebbero arrivare dagli Epstein Files. Immagini che mostrano Jeffrey Epstein in compagnia di Mark Zuckerberg e Reid Hoffman, fondatore di Linkedln. La prima immagine che ci avete […]

maicolengel butac | 16 feb 2026

Su La Verità dell’11 febbraio 2026 è apparso questo titolone: Quello che emerge dai File Epstein supera ogni fantasia complottista SIAMO GOVERNATI DA PEDOFILI E SATANISTI L’occhiello in prima pagina riporta la firma di Francesco Borgonovo, e ci avvisa che tra le pagine 2 e 3 del quotidiano diretto da Maurizio Belpietro troveremo approfondimenti di […]

maicolengel butac | 13 feb 2026

Circola una notizia fatta apposta per parlare alle pance dei tanti italiani che non verificano alcunché. Samuel, il bimbo di 8 anni malato di tumore senza una casa: il Comune dice no, ospita già 1812 profughi Me la segnalate su TgQuotidiano, sito in black list da tempo che evito il più possibile di trattare per […]

maicolengel butac | 12 feb 2026