La pasta Divella e il grano italiano

...che si trova bloccato in Russia, mentre un sacco di gente su Facebook si chiede perché.

maicolengel butac 8 Giu 2022
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Ci segnalate in tanti che sta ancora circolando una notizia che era già stata ampiamente trattata a marzo 2022 dagli amici di Giornalettismo. Purtroppo, come si vede dai profili social di alcuni compatrioti, sono tanti coloro che condividono informazioni senza nemmeno fare un tentativo di verificarle o approfondirle.

Ad esempio ecco Salvatore da Avellino, che il 6 giugno 2022 pubblicava sempre lo stesso screenshot, accompagnato dalle parole “Che vergogna”:

O Marina, che lo condivide il 4 giugno commentando con una variante del classico non so se sia vero ma lo condivido lo stesso:

RICEVO E CONDIVIDO, SE è VERO…NO COMMENT

Insomma, il popolo dei social continua nella piaga del condividere materiale senza averlo verificato. Eppure sarebbe bastato cercare online per trovare l’articolo dell’amico Gianmichele Laino che il 3 marzo spiegava:

…il meme nasce da un equivoco facilmente verificabile. Divella – così come altre aziende che producono pasta e panificati – presenta diverse linee di prodotti: alcune di queste, effettivamente, vengono prodotte con grano 100% italiano, come capita per la pasta integrale. Altre linee, invece, utilizzano grani importati. E questa è la spiegazione che è stata fornita da Domenico Divella, responsabile del biscottificio del noto marchio di pasta e panificati che opera nel sud Italia: «La pasta nel post di Facebook (messa a confronto con l’articolo di Repubblica in cui si parla di importazione di grano russo, ndr) appartiene alla linea integrale che è a tutti gli effetti prodotta nella nostra azienda con semola di grano duro 100% italiano».

Noi su BUTAC da anni tentiamo di spiegare che il grano italiano non è sufficiente al nostro fabbisogno e che ne viene importato da quasi tutte le aziende italiane, ma ci sono associazioni di coltivatori che, sempre da anni, cercano di difendere il prodotto italiano giocando sull’equivoco, e sfruttano la questione per denigrare il grano in arrivo da altri Paesi. Grazie a queste associazioni – che speriamo sempre che vengano punite per i loro metodi comunicativi – purtroppo esiste una fascia di italiani tuttora convinta prima di tutto che il grano italiano (non è chiaro per che ragioni) sia superiore a quello che arriva dall’estero (ma spesso è una sciocchezza senza fondamento), e poi che il grano italiano sia sufficiente per produrre tutta la pasta che consumiamo.

Anche i colleghi di Bufale.net se ne sono dovuti occupare pochi giorni fa, segno che anche a loro continuano ad arrivare segnalazioni in merito, speriamo davvero che quel popolo social incapace di verificare e approfondire prima o poi si svegli per davvero e la smetta con la condivisione acritica di qualsiasi sciocchezza gli capiti in bacheca.

Non credo sia necessario aggiungere altro.

maicolengel at butac punto it

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