Prebunking e commissioni d’indagine
Non è la prima volta che vengono istituite commissioni in ambito politico per stilare rapporti a sostegno di determinate idee - e il supporto scientifico non è automaticamente garantito

Qualche giorno fa al lavoro ho avuto una coppia di clienti, lui medico. Chiacchieriamo del più e del meno, viene fuori il tema “fact-checking”, scende il gelo. Lei mi guarda e mi dice: io sono una novax. E da lì comincia la nenia: gli effetti avversi, quello che non ci dicono, i vaccini sono pericolosi, “tridosati”, non si conosce nessuno che sia morto di COVID-19 ecc.
Avrei voluto chiudermi a riccio, sparire dal negozio e ricomparire in una spiaggia dei Caraibi, tutto pur di non dover ascoltare dal vivo quello che già conosco a memoria. Quasi che fosse una liturgia da ripetere ogni volta alla stessa maniera. Quando la signora mi ha chiesto se conoscevo qualcuno morto di COVID e le ho detto di sì si è un po’ rabbuiata, ma le è passato subito, ci ha tenuto a quel punto a informarmi che tanto era stata istituita una commissione che avrebbe finalmente fatto chiarezza.
Ecco, proprio quella “Commissione Covid” di cui abbiamo parlato pochi giorni fa in occasione della dichiarazione rilasciata alla stessa commissione da un sindacalista delle forze dell’ordine. Questo articolo che state leggendo nasce proprio da quella chiacchierata con la mia cliente. Perché io non posso fare nulla per le sue convinzioni, ma almeno qui su BUTAC posso cercare di fare un po’ di prevenzione su quello che verrà quando finalmente tale commissione pubblicherà il suo rapporto.
La Commissione Covid è nata la scorsa estate su pressioni da parte di forze politiche attualmente di maggioranza, forze che hanno contribuito alla formazione dell’attuale governo. Oggi voglio ripercorrere l’esperienza del passato, prima che la commissione concluda il proprio lavoro e presenti una qualsivoglia relazione al governo da cui è stata formata. Lo facciamo sulla base dell’esperienza già vissuta nel 2016-18 con la commissione che si occupava dei danni causati ai militari dall’uranio impoverito. Anche all’epoca nacque una commissione, che sfruttò i pareri di svariati soggetti vittime di bias e disinformazione, e che portò a un rapporto (chiamato Rapporto Signum) che fu poi accuratamente smontato dal nostro amico Dott. Salvo di Grazia.
Siamo di fronte a una commissione nata con lo stesso spirito e formata da persone che soffrono di pesanti bias negazionisti e antivaccinisti. Basta notare i toni usati durante le audizioni e alcuni dei soggetti a cui viene data voce. Personaggi che usano termini scientificamente impropri ma suggestivi come l’abusato “siero” o “bavagli” invece che mascherine. Nelle audizioni sentiamo parlare di “effetti collaterali dei vaccini” senza però che siano stati riportati finora numeri reali, limitandosi a quelli sfruttati da quel giornalismo malato che tanto vende in Italia: numeri gonfiati e non verificati che servono però a portare avanti la narrazione che proprio quegli stessi personaggi hanno cominciato nel 2020. Se si analizzassero i numeri veri, senza senatori e saltimbanchi di mezzo, ci si accorgerebbe che i numeri degli effetti collaterali gravi sono stati estremamente rari e che i vaccini hanno salvato milioni di vite. Purtroppo invece ci troviamo di fronte a personaggi che non accettano i fatti, perché i fatti rifiutano di piegarsi alle narrazioni di parte, nonostante gli anni passate a ripeterle così che si diffondano sempre di più.

Ammettere che le tante ipotesi di complotto lanciate durante le fasi emergenziali della pandemia fossero campate per aria risulta impossibile a chi ci ha marciato sopra così tanto. Il problema non è solo legato a una comunicazione sbagliata, ma è proprio psicologico. Chi insiste con questo genere di narrazione e sostiene una commissione come quella di cui stiamo discutendo, infatti, lo fa perché gli serve per non dover ammettere gli errori, per proteggersi dalle loro conseguenze e/o per continuare a far passare per valido quanto sostenuto per anni, ovvero che le mascherine erano inutili e i vaccini pericolosi. Ma qui, di inutile e pericoloso, c’è solo questa voglia di rivalsa da parte di omuncoli in cerca di potere e visibilità.
Memori di quanto avvenuto col Rapporto Signum abbiamo il terrore di vedere con i nostri occhi fin dove verrà spinta la disinformazione pur di non ammettere di aver diffuso sciocchezze che potevano mettere a rischio la salute della popolazione durante una pandemia. All’epoca, come dimostrato da Medbunker, fu manipolato un documento tecnico per alimentare falsità legate alle vaccinazioni dei militari: cosa saranno capaci di fare stavolta?
La cosa che ci dispiace di più è rilevare che anche quando dimostreremo coi fatti che quanto viene raccontato sono falsità verremo accolti con aggressività e chiusura mentale, perché quella è l’unica risposta di cui è capace chi ha creduto profondamente a qualcosa quando si vede crollare certezze su cui, spesso, ha basato parte della propria identità. Si tratta di una forma di difesa personale: difatti al nostro cervello proprio non piace ammettere che è stato ingannato o che ha frainteso qualcosa di così importante come la maniera migliore per affrontare la paura durante la pandemia.
Concludendo
Quando il rapporto di questa commissione uscirà state tranquilli che riporterà, almeno in parte, le narrazioni negazioniste. Confutarle sarà importante, ma al tempo stesso occorrerà ricordarsi la lezione del passato, ovvero tenere presente che non è importante solo dimostrare coi fatti la verità ma anche cercare di capire i meccanismi che hanno portato persone come la moglie del medico con cui abbiamo aperto l’articolo a chiudersi nei confronti dei fatti e aprirsi verso la disinformazione. Solo così possiamo sperare di fare breccia, lentamente, nella corazza della disinformazione.
maicolengel at butac punto it
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