Profilazione, analfabetismo digitale e una poesia

maicolengel butac 22 Mar 2018
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Tutti parlano di Cambridge Analytica e di Facebook, pochi mostrano a voi lettori come la profilazione possa avvenire senza grande fatica e senza app di sorta. Qui su BUTAC queste cose le spiego da tempo, ma evidentemente né giornalisti né lettori mi seguono con attenzione.

La poesia

Partiamo dalla bufala che circola viralmente online (in versione inglese risale al 1999):

Grazie se potete girarla POESIA Alessandro Cicognani è il direttore del dipartimento di pediatria del Sant’ Orsola. Questa poesia è stata scritta da una adolescente malata terminale di cancro. Vuole vedere quante persone la leggeranno. Dedicale la tua attenzione e poi falla girare, per favore.

DANZA LENTA

Hai mai guardato i bambini in un girotondo ?

O ascoltato il rumore della pioggia quando cade a terra?

O seguito mai lo svolazzare irregolare di una farfalla ?

O osservato il sole allo svanire della notte?

Faresti meglio a rallentare. Non danzare così veloce. Il tempo è breve.

La musica non durerà.

Percorri ogni giorno in volo ?

Quando dici “Come stai?” ascolti la risposta?

Quando la giornata è finita ti stendi sul tuo letto con centinaia di questioni successive che ti passano per la testa?

Faresti meglio a rallentare. Non danzare così veloce Il tempo è breve.

La musica non durerà.

Hai mai detto a tuo figlio, “Lo faremo domani?”

senza notare nella fretta, il suo dispiacere ?

Mai perso il contatto, con una buona amicizia che poi é finita perché tu non avevi mai avuto tempo di chiamare e dire “Ciao” ?

Faresti meglio a rallentare.

Non danzare così veloce Il tempo è breve.

La musica non durerà.

Quando corri cosi veloce per giungere da qualche parte ti perdi la metà del piacere di andarci. Quando ti preoccupi e corri tutto il giorno, come un regalo mai aperto . . . gettato via.

La vita non è una corsa. Prendila piano. Ascolta la musica.

VI PREGO SPEDITE QUESTA POESIA A TUTTI QUELLI CHE CONOSCETE e magari anche a quelli che non conoscete. E’ la richiesta di una ragazzina speciale che presto lascerà questo mondo a causa del cancro. Le rimangono pochi mesi di vita e come ultimo desiderio ha voluto mandare una lettera, per dire a tutti di vivere la propria vita pienamente, dal momento che lei non potrà farlo.

Prof. Alessandro Cicognani Direttore Unità operativa di Pediatria, Università degli Studi di Bologna, Policlinico S.Orsola‐Malpighi, Via Massarenti 11, 40138 Bologna

L’analisi

Non m’intendo di poesia, non so dirvi se sia bella o meno, ma l’autore non è quello indicato, e molto probabilmente nel 1999 manco era al Sant’Orsola di Bologna. Lo stesso messaggio circola in Italia dai primi anni 2000, trattato più volte dall’ottimo Paolo Attivissimo. L’autore della poesia si chiama David L. Weatherford, psicologo per bambini, con gusti alquanto strani in termini di siti web (se visitate il suo con Chrome ogni pagina scaricherà il MIDI da colonna sonora per la lettura). Quindi visto che la poesia non è altro che una traduzione dall’inglese di un testo scritta da uno psicologo adulto siamo di fronte a una bufala.

La profilazione

È da tempo che lo spiego, ma siccome ripetere non guasta vorrei che capiste come funziona la profilazione usando questo genere di contenuti. Mi basta entrare su Facebook, cercare i profili aperti che hanno condiviso la poesia, vedere quelli più popolari e sfruttare quei canali come tramite per qualsivoglia bufala io voglia diffondere. Chi ha condiviso la poesiola è soggetto suscettibile a questo genere di campagne o catene, quindi è facile che condivida anche altro materiale (vero o falso poco importa) e lo faccia diventare virale, senza verificare in alcuna maniera la fonte da cui proviene.

Ragazzi, vi lamentate che vi profila Cambridge Analytica e nel frattempo condividete i test su “che pomodoro sei?” o “che personaggio di Harry Potter sei?”. Tutto quello che circola sui social e che vi fa fare cose (condividere, copiare e incollare, rispondere a brevi domande) serve a profilarvi. È così che si fanno i soldini. Non rendersene conto purtroppo significa essere analfabeti digitali a cui servirebbe un patentino prima di accedere alla rete.

maicolengel at butac punto it
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