Cancro e pubblicità – Dilettanti allo sbaraglio

PA 20 Feb 2015
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BASTACHEMIO
Dopo aver letto “BASTA CON LA CHEMIOTERAPIA: IN ARRIVO NUOVA CURA ITALIANA PER IL CANCRO“, mi sento sconfortato. Pubblicato su RQI Blog, il blog dell’auto-star-bene, è un estratto da Liberi dal Sistema – La Guida per Cambiare il Mondo Partendo da Sè, di Enrico Caldari. Parto con le migliori intenzioni, sono curioso di leggere di questa nuova cura.
L’articolo di per sè ha un andamento a climax. L’autore inizia spiegando l’importante problema del peso della chemioterapia per i pazienti che vi sono sottoposti. Argomento molto interessante, non c’è che dire. Purtroppo si continua con qualche nozione presa da Wikipedia su un chemioterapico a caso (Doxorubicina). Qualcosa fa intuire che chi scrive non sa bene di cosa stia parlando, si snocciolano gli effetti collaterali del farmaco senza spiegare nulla. Non ci si pone nemmeno la curiosità di approfondire il discorso che si trova dietro di essi.
Domandarsi il perchè la Doxorubicina sia considerata cancerogena, ma venga utilizzata nel trattamento chemioterapico antitumorale, forse risulta troppo complesso per chi ha scritto il pezzo. È cangerogena perché porta ad alterazioni nella sintesi del DNA e nella mitosi cellulare, ma per lo stesso motivo viene utilizzata in chemioterapia; in genere le cellule tumorali sono capaci di riprodursi a un tasso più elevato rispetto a quelle sane e dunque maggiormente sensibili al farmaco. Si sa, incutere un lieve timore è un buon modo per tenere incollati i lettori al pezzo.
Continuando nella lettura vengo gratificato da un perla di ignoranza rara. Di seguito l’epico passaggio:

“Ma vediamo cosa dice ancora Wikipedia a proposito degli effetti di tali farmaci:
«Tossicità: nel topo, la DL50 è di 21,1 mg/kg per endovena.»
Cosa significa? Significa che, secondo i test e gli esperimenti in laboratorio effettuati sui topi, a una dose pari a 21,1 mg per chilo di peso la metà dei topi moriva (DL sta per «dose letale»). Una sostanza che risulta letale al 50% dei topi ai quali ne vengano somministrati anche solo pochi milligrammi è oggi impiegata nella terapia antitumorale.”

In poche righe l’autore è riuscito a rendere chiaro che non sa di cosa stia parlando. La DL50 è uno dei tanti parametri da determinare per poter capire quali dosi somministrare e i livelli di efficacia. Per ogni farmaco o sostanza si stabilisce sia la DL50 sia la dose efficace 50 (DE50) ottenendo l’intervallo terapeutico. Consiglierei di riprendere in mano un bel libro di Farmacologia. Ma niente da, l’autore è ormai colto da una forma acuta di messianesimo. I suoi pensieri mostrano una verità che nessuno ha mai saputo sviscerare e tutto ciò solo con l’ausilio di Wikipedia! In realtà non sono voli pindarici, ma mostrano l’ignoranza della materia di base: la Scienza.
Arrivato a questo punto sono sfiduciato, ma ancora curioso di capire dove si andrà a parare. Si continua con l’annuncio di un nuovo rimedio contro i tumori, nel modo sbagliato. Si dimenticano piccole cose, come la fonte, la data della scoperta, in cosa consista. Si fa scempio di una buona notizia – la scoperta di una molecola antitumorale chiamata PLX472O. Vi rimando a questo ottimo articolo dell’AIRC se volete approfondire l’argomento.
Be’, ora sono bello carico e pronto a capire il reale motivo dietro a questo estratto… articolo… bozza… cosa. “E nel frattempo che fare?” ci stuzzica l’autore, pronto a scoccare l’ultima malandata freccia dal suo arco. La risposta che viene data è… la prevenzione. Benissimo! Nonostante la dubbia qualità dell’articolo, alla fine l’autore vorrà raccomandarci qualcosa di fondamentale! Dài, nella prossima riga forse darà consigli su come evitare l’esposizione a sostanze cancerogene. Magari un accenno su uno stile di vita sano che porti a una riduzione dell’incidenza dei tumori. Magari parlerà di screening…Ah no. Niente. Solo un corso in DVD su come sentirti bene.
Basta, chiudiamo tutto. La pubblicità non è cosa per i dilettanti.
PA

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