Ritrovati 39 bambini rapiti per diventare schiavi sessuali?

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Il 31 agosto 2020, su The Social Post è apparso un articolo, a firma Giovanna Tedde, che titola:

Ritrovati 39 bimbi scomparsi: rapiti e usati come schiavi sessuali

L’articolo è di quelli che sembrano scritti direttamente dai complottisti seguaci di QAnon, e ovviamente da giorni sta circolando sulle bacheche di tanti. Insieme ora cerchiamo di capire perché il titolo scelto da The Social Post (d’ora in poi TSP), pur basandosi su elementi verificabili, è sbagliato.

Riporta TSP:

Si è conclusa con il ritrovamento di 39 bimbi scomparsi, rapiti e finiti nelle trame del traffico sessuale, l’imponente operazione di polizia “Not Forgotten”, portata avanti dall’unità minori scomparsi dell’agenzia federale americana US Marshals Service. Una serie di blitz, condotti nell’arco di circa 2 settimane, ha permesso di salvare i piccoli in Georgia.

39 bambini scomparsi ritrovati dalla polizia

L’annuncio della conclusione della maxi operazione “Not Forgotten”, condotta in Georgia dall’unità minori scomparsi dello US Marshals Service (agenzia federale di polizia penitenziaria americana) nel giro di due settimane, è arrivato il 27 agosto scorso: 39 bambini sono stati salvati dalle trame di crimini per cui sarebbero finite in arresto 9 persone.

In realtà come si scopre subito leggendo le cronache linkate dallo stesso TSP i bambini salvati sarebbero 26, non 39: degli altri 13 si è verificato solo che fossero dove dovevano essere, ovvero in compagnia di famigliari o tutori.

Esiste un lungo video dove vengono raccontati, dalla viva voce degli US Marshal coinvolti, molti dei crimini a cui si fa riferimento.

 

Basterebbe prendersi il tempo di guardarselo tutto, prima di scrivere articoli basati su altri articoli senza fare alcuna verifica, per rendersi conto che l’orrore che ci viene raccontato (perché comunque è orrore) è decisamente diverso da quello che viene usato nei titoloni a effetto. Ma la valanga Q è inarrestabile, nel nostro Paese parte dai fatti di Bibbiano e difficilmente si fermerà. Specie vista la poca attenzione investigativa dedicata ai fatti da quelle che dovrebbero essere vere redazioni giornalistiche, interessate più al sedere della figlia di Totti che a fare giornalismo. Parlare di culi aumenta le vendite, cercare di approfondire la merda no. Lo sappiamo bene.

Le forze di polizia nel video non fanno i nomi di tutti gli arrestati e delle motivazioni degli arresti, quindi non posso fare un elenco completo. Ma si tratta comunque di casi singoli scollegati fra loro, non di una rete di qualche genere, come invece sembrano voler intendere molti di quelli che ho visto far circolare l’articolo di TSP. Durante la conferenza ci viene spiegato che nel gruppo dei 26 bambini recuperati si va da un’età di 3 anni fino ai 17 anni. Da quello che riesco a cogliere dalle varie cronache locali molti dei bambini coinvolti erano di età compresa tra i 14 e i 17 anni. Bambini abbandonati dai genitori, o peggio fuggiti di casa in giovane età e mai ricercati a sufficienza. Per questo l’operazione portava il nome di Never Forgotten, Mai dimenticati.

Dei nove arrestati – in casi scollegati fra loro – si ritrovano in ordine sparso le motivazioni di stupro, traffico sessuale, violazione della libertà vigilata, interferenza nella custodia dei bambini, possesso di arma da fuoco senza permesso, resistenza alle forze dell’ordine. Purtroppo non è dato capire chi abbia fatto cosa a chi. Le cronache, anche per rispetto dei bambini stessi, sono decisamente poco approfondite. Quello che è però abbastanza evidente, da alcuni dei dialoghi delle vittime fatti trapelare alla stampa, è che nella maggior parte dei casi non si trattava di “vittime di rapimenti” ma di minori abbandonati, se non addirittura fuggiti di casa essi stessi, che sono finiti a fare una vita di strada, sfruttati da adulti che meritano ogni incriminazione.

Ma è molto diverso che dare a intendere che esista un’organizzazione criminale dietro a quanto raccontato. Detto ciò gli stessi US Marshals hanno dovuto cercare di fare chiarezza nei giorni successivi al termine dell’operazione. Proprio perché in US e nel resto del mondo, chi tira le fila di Q stava sfruttando i titoli dei tanti giornalisti pigri e poco interessati all’approfondimento per creare ulteriore disinformazione.

“We knew they were missing. We were looking for specific children that met that criteria so we didn’t stumble on a trailer or anything like that,” Rivera said.  He also says these children were not part of a ring. “It wasn’t a ring in terms of a single trafficker or anything like that. These were kids that were at-risk to be exploited by potential traffickers,” Rivera said.

Occorre stare attenti, occorre imparare da zero il mestiere, e smettere di fare i soliti copia e incolla che invece tante redazioni amano. Sveltire la pubblicazione di news serve solo a inciampare in errori. Farlo sistematicamente significa essere complici dell’information disorder.

Non è il primo caso che trattiamo del genere, non sarà l’ultimo. Ma vedere quanti oggi parlano di Q senza avere minimamente capito l’estensione del problema dispiace, perché è l’ennesima dimostrazione di come, purtroppo, il giornalismo di casa nostra sia ormai nelle mani di pochi giornalai incapaci di pensare con la propria testa [l’appellativo originale è stato sostituito con parole diplomatiche per non incentivare un linguaggio offensivo, abbracciamo – ma con moderazione – la vis polemica di maicolengel solo per oggi di ritorno dalle grinfie della polmonite! ndNoemi]. E un Ordine che definire colluso e complice di questa disinformazione è dire poco…

Non credo serva aggiungere altro.

maicolengel at butac punto it

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