Unione Europea, amanti della “mela” e scaricabarile
La colpa della perdita di funzioni che vanno contro le leggi UE è dell'UE che le ha fatte, o di chi piuttosto che applicare la legge elimina le funzioni?

Su Tom’s Hardware qualche giorno fa è stato pubblicato un articolo dal titolo:
Per colpa dell’Europa Apple Watch verrà castrato con iOS 26.2
Un titolo che dimostra fin da subito l’assoluta faziosità di chi l’ha scritto. Sia chiaro, tutto l’articolo racconta una cosa corretta, ovvero che:
Con iOS 26.2 Apple rimuoverà nell’UE la sincronizzazione automatica Wi-Fi tra iPhone e Apple Watch, costringendo gli utenti a inserire manualmente le credenziali su ogni dispositivo.
Ma sostenere che questo avvenga “per colpa dell’Europa” è pura disinformazione. Al massimo per merito dell’Europa, che da anni difende i cittadini europei da scelte commerciali che riducono al minimo la privacy degli utenti. L’Unione Europea non ha detto a Apple di eliminare la sincronizzazione automatica tra iPhone e Apple Watch; l’Unione Europea ha detto: “Apri quella funzione alle terze parti e smetti di chiudere il tuo iOS in maniera da danneggiare la libera concorrenza“. L’autore di Tom’s Hardware stavolta fa un po’ come i sovranisti che nel 2014 sostenevano che l’UE avrebbe vietato tostapane, bollitori e phon, quando invece si stavano aggiornando i criteri di consumi energetici e misure di sicurezza all’interno dei confini dell’Unione.
Apple ha scelto di sua sponte di eliminare quella funzione, invece di adattarsi alle regole dell’UE e aprire alla possibilità di sincronizzazione automatiche verso altri dispositivi non-Apple. Si tratta di una scelta aziendale, non di una conseguenza inevitabile. Dare a intendere che lo sia è appunto disinformazione.
Raccontare che alcune funzioni di iOS siano “castrate” per colpa della cattiva Europa è una narrazione tossica: fornisce infatti al lettore informazioni errate, che lo convincono che l’UE non stia lavorando per i propri cittadini. Ma non è così. Un articolo serio avrebbe spiegato le cose nella maniera corretta, evitando di mettere Apple dalla parte della vittima. Le vittime dello strapotere di aziende come Apple siamo noi stessi, e l’UE non fa altro che cercare di far valere i nostri diritti, come quelli dei produttori del libero mercato.
Se l’articolo di Tom’s Hardware avesse voluto dare tutte le informazioni utili a far giungere il lettore a una conclusione dettata dal proprio spirito critico, avrebbe dovuto evidenziare questi punti fin da subito:
• l’Unione Europea chiede interoperabilità
• Apple non vuole darla
• Apple preferisce tagliare feature che aprirle a dispositivi non-Apple
• gli utenti europei ci rimettono, ma per scelta di Apple, non per legge
A questo puntoi probabilmente non ci sarebbe stato bisogno di aggiungere altro. Ma evidentemente a qualcuno l’Unione Europea sta sulle scatole a priori.
maicolengel at butac punto it
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